Il Parlamento torna a occuparsi del futuro del calcio italiano con un disegno di legge che punta a intervenire sulle principali criticità del sistema, dalla formazione dei giovani alla sostenibilità economica dei club, fino alla governance sportiva. Il provvedimento, depositato al Senato e firmato dal presidente dei senatori del Partito Democratico Francesco Boccia (in foto) insieme all’intero gruppo dem, propone una riforma organica per affrontare quella che viene definita la “crisi del calcio italiano”, distinguendo tra le difficoltà della Nazionale e quelle della Serie A.
Secondo i promotori, si tratta di due problemi distinti ma collegati. Da un lato, la Nazionale paga la difficoltà del sistema nel formare e valorizzare nuovi talenti, come dimostrerebbe la mancata qualificazione ai Mondiali. Dall’altro, il massimo campionato italiano continua a perdere competitività sul piano economico e internazionale, con club gravati da debiti e sempre meno attrattivi per investitori e grandi calciatori.
Il disegno di legge individua quindi due direttrici principali. La prima riguarda il rilancio dei vivai. Il testo propone di raddoppiare, dal 5 al 10%, la quota dei diritti televisivi della Serie A destinata ai club che investono concretamente nella formazione dei giovani, premiando le società che valorizzano calciatori e calciatrici tra i 15 e i 23 anni, favoriscono le convocazioni nelle Nazionali e sviluppano i propri settori giovanili. Almeno la metà delle risorse ricevute dovrà essere reinvestita proprio nei vivai.
La seconda direttrice è dedicata alla sostenibilità economica dell’intero sistema calcistico. Il provvedimento istituisce un Fondo nazionale destinato a finanziare i settori giovanili, l’impiantistica sportiva di base e progetti di integrazione sociale. Tra le fonti di finanziamento vengono indicati anche i proventi derivanti dalle sanzioni contro la pirateria audiovisiva. Il ddl prevede inoltre il rifinanziamento del Fondo per il professionismo negli sport femminili, un credito d’imposta per la riqualificazione degli stadi in concessione pubblica e incentivi fiscali e contributivi per le scuole calcio, con particolare attenzione alle aree interne e al Mezzogiorno.
Ampio spazio è dedicato anche ai temi dell’inclusione. Nella relazione illustrativa si evidenzia come il calcio italiano registri ancora una presenza limitata di seconde generazioni nei vivai e nelle Nazionali rispetto agli altri principali Paesi europei. Per questo il testo interviene sulle procedure di tesseramento dei minori stranieri residenti in Italia, senza modificare la normativa sulla cittadinanza, ma introducendo procedure amministrative più snelle, tempi certi e il principio del silenzio-assenso.
Tra le altre misure figurano voucher sportivi per le famiglie con redditi più bassi, maggiori detrazioni fiscali per l’attività sportiva dei minori, incentivi al lavoro sportivo, nuove coperture assicurative per i giovani professionisti e un tetto ai compensi degli agenti sportivi.
Per il settore del gioco, il disegno di legge contiene una disposizione destinata a riaprire il confronto politico sul rapporto tra calcio e betting. Il testo, infatti, prevede il rafforzamento del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, confermando l’impostazione restrittiva già introdotta dal Decreto Dignità. Una scelta che si inserisce nel più ampio pacchetto di misure dedicate alla sostenibilità e alla trasparenza del sistema, mentre nelle scorse settimane il dibattito politico aveva registrato diverse proposte, anche di segno opposto, sulla possibilità di rivedere il divieto per consentire nuove forme di sponsorizzazione destinate a finanziare il calcio italiano.
Il provvedimento interviene infine sulla struttura dei campionati professionistici, prevedendo un piano di riforma volto a ridurre progressivamente il numero delle società nei tornei maggiori in funzione della sostenibilità economica, rafforzare i controlli sui bilanci e incentivare l’impiego di calciatori italiani formati nei vivai.
Nelle intenzioni dei proponenti, il ddl non rappresenta solo una revisione complessiva dell’ordinamento sportivo, ma un intervento di sistema fondato su tre pilastri: investire nella formazione dei giovani, consolidare il professionismo femminile e rafforzare il calcio di base attraverso nuove risorse, provenienti anche dal contrasto alla pirateria audiovisiva, confermando al tempo stesso una linea rigorosa sul fronte della pubblicità del gioco d’azzardo.







