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Senato. Dal Gal una mozione per impegnare il governo a limitare la diffusione di Vlt

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica, Videolottery

8 agosto 2013 - 11:36


ballyvlt
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(Jamma) Videolottery viste come apparecchi da giochi che inducono più facilmente al gioco d’azzardo patologico e quindi necessitano di una disciplina ad hoc e di un preciso limite al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione. Questo il pensiero contenuto nella mozione presentata dal Gruppo Grandi Autonomie e Libertà ieri al Senato.

 

“Nel corso degli ultimi anni il fenomeno del gioco d’azzardo- ha dichiarato Antonio Scavone, primo firmatario della mozione – ha assunto un volume di enormi proporzioni sociali ed economiche. Purtroppo, è ormai evidente che nell’ultimo ventennio, a causa anche dell’introduzione di varie forme di scommesse, lotterie e apparecchi elettronici, nonché attraverso internet, il gioco d’azzardo è in costante e forte espansione. Sono circa 30 milioni gli scommettitori nelle varie categorie di giochi oggi in Italia, senza contare le attività dei casinò, dei circoli privati nonché il gioco clandestino, con un volume di spesa che ha raggiunto la ragguardevole cifra di quasi 164 miliardi di euro negli ultimi 6 anni; il gioco d’azzardo sta diventando una vera e propria emergenza sociale, soprattutto alla luce del fatto che i maggiori giocatori sono i giovani, il 56 per cento dei quali dichiara di giocare per passare il tempo e il 10 per cento gioca più di 3 volte alla settimana; di pari passo con la diffusione del gioco d’azzardo si ha una preoccupante diffusione della ludopatia (definita GAP, gioco d’azzardo patologico). Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo psichiatrico classificato come un disturbo del controllo degli impulsi ed è caratterizzato da una sintomatologia ossessivo-compulsiva. Esso è un disturbo del comportamento che, anche se rientra tuttora nella categoria diagnostica dei disturbi ossessivo-compulsivi, ha in realtà una grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da rientrare nell’area delle cosiddette dipendenze da sostanze. Il giocatore patologico, infatti, mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche e trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco.

Tra le conseguenze più evidenti provocate da tale patologia – ha continuato Scavone – vi sono sicuramente quelle legate alle perdite finanziarie e dei propri beni, oltre alle ripercussioni sull’ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi; a ciò si aggiungano i rischi di associazioni ad altre dipendenze, soprattutto alcool e stupefacenti, oltre allo sviluppo di disturbi legati allo stress. Attualmente tale patologia sta iniziando a colpire sempre più i giovani, a causa della facilità con la quale, ormai, si può avere accesso al gioco. Si consideri, inoltre, che la gravità della situazione si può riscontrare anche nel fatto che i tentativi di suicidio nei giocatori d’azzardo patologico sono fino a 4 volte superiori rispetto alla media dell’intera popolazione. Una realtà, quella descritta, che non può passare inosservata. In effetti, anche in considerazione della necessità di contrasto e prevenzione della ludopatia, il gioco d’azzardo negli ultimi decenni è stato oggetto di numerosi interventi legislativi volti a disciplinare l’aspetto del gioco attraverso gli apparecchi automatici, semiautomatici ed elettronici; considerato che nell’ambito del predetto fenomeno, ai fini dell’installazione degli apparecchi videoterminali VLT all’interno di una sala pubblica per giochi sono necessari: la licenza di polizia rilasciata dal questore a norma dell’art. 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni ed integrazioni; l’autorizzazione del Comune dove l’attività dovrà essere svolta ai sensi dell’art. 86 del medesimo testo unico; la concessione per l’esercizio e la raccolta di giochi rilasciata dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ex art. 2, commi 2-ter e 2-quater, del decreto-legge n. 40 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2010; posto che le amministrazioni, nell’esercizio dei rispettivi poteri, devono agire nel rispetto delle prescrizioni di legge volte a stabilire i requisiti dei locali adibiti a sale giochi, tutelando il diritto costituzionalmente garantito alla salute, provvedendo ad annullare, revocare e disporre i controlli necessari per garantire il rispetto dei divieti di pubblicità e gioco ai minori, ai fini del rilascio delle autorizzazioni per l’installazione delle VLT; rilevato che la legge di stabilità per il 2011 (legge n. 220 del 2010), all’art. 1, comma 70, ha previsto che con decreto interdirigenziale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute fossero adottate, d’intesa con la Conferenza unificata, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo. Ad oggi, peraltro, nonostante la pronuncia del Tar del Lazio di Roma che ha da tempo ordinato l’adozione del decreto interdirigenziale, esso non è stato ancora adottato. L’art. 1, comma 391, della legge di stabilità per il 2013 (n. 228 del 2012) così come poi successivamente disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 giugno 2013 (in Gazzetta Ufficiale, 28 giugno 2013, n. 150), ha inoltre prorogato il termine per l’emanazione del decreto dapprima al 30 giugno 2013 ed ora al 31 dicembre 2013. Recentemente, il decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 188 del 2012, cosiddetto decreto Balduzzi, ha previsto l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia, intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, riconoscendo così la ludopatia come patologia (art. 5, comma 2); preso atto che il “decreto Balduzzi” ha previsto inoltre l’obbligo di riportare avvertimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro e sulle relative probabilità di vincita nelle aree e nelle sale con videoterminali, e ha dettato nuove regole in tema di pubblicità dei giochi; valutato che le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni competenti debbano essere rilasciate in presenza di adeguata istruttoria e puntualmente motivate in sede di giustificazione del loro rilascio”.

La risoluzione impegna il Governo ad utilizzare strumenti e procedure concrete per verificare sul territorio che le autorizzazioni rilasciate per l’installazione delle VLT rispettino la normativa richiamata;

a valutare proposte ovvero iniziative volte a stabilire protocolli di sicurezza oltre a quelli attualmente previsti;

a contrastare il fenomeno del GAP legato alle VLT considerata l’evidente urgenza di regolamentazione del fenomeno e considerato altresì che il ritardo nell’adozione di provvedimenti ulteriori rispetto a quanto fino ad oggi realizzato rappresenta un grave lacuna e un preoccupante stallo nella prevenzione della ludopatia;

ad adottare una strategia ed iniziative per rendere operativi i principi contenuti nel decreto Balduzzi, anche con riferimento ai finanziamenti dedicati e finalizzati all’avvio sistematico di iniziative di cura e prevenzione per contrastare il dilagante fenomeno del gioco d’azzardo;

a proporre un preciso limite al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione nelle sale da gioco delle VLT;

a prevedere una organica disciplina ad hoc per le VLT che tuteli i soggetti a rischio ludopatia.



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