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Senato. Avviato l’esame dei ddl sul gioco. La sen. Allegrini (Pdl) chiede l’audizione del Direttore generale di AAMS

In: Politica

8 marzo 2012 - 16:37


allegrini

(Jamma) E’ stato avviato questa mattina presso le Commissioni riunite Giustizia e Finanza e tesoro del Senato l’esame dei disegni di legge sul gioco d’azzardo a firma di De Sena, Lauro e Li Gotti. A confermarlo in esclusiva a Jamma.it è la senatrice del Pdl Laura Allegrini relatrice, insieme al senatore Alessio D’Ubaldo, dei disegni di legge sul gioco d’azzardo. “Nel corso della seduta di questa mattina – ha affermato la senatrice – ho illustrato i disegni di legge in oggetto e ho richiesto l’audizione del Direttore Generale dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, Raffaele Ferrara”.

“L’Atto Senato n. 3104 (di iniziativa del senatore Lauro ed altri) – ha spiegato Allegrini – che si compone di 16 articoli, reca norme più stringenti in termini di antimafia, di anti-illecito e per la tutela della trasparenza nel gioco d’azzardo.

Nel merito l’articolo 1 prevede l’utilizzo del personale dipendente dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) e delle forze di polizia ai fini dell’acquisizione di elementi di prova in ordine alla violazione di norme sul gioco pubblico. L’articolo 2, integrando l’articolo 3 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, stabilisce la responsabilità solidale per le somme dovute a titolo di imposta unica, interessi e sanzioni, in capo a rappresentanti legali, amministratori, anche di fatto, e soci di società per azioni con meno di quattro soci, di società a responsabilità limitata e di società di persone.

L’articolo 3 introduce una sanzione amministrativa da 100.000 a 200.000 euro per i soggetti che, a qualunque titolo, attuino o promuovano in Italia campagne informative e di pubblicità in favore di soggetti esteri che raccolgono gioco in Italia e per coloro i quali realizzano attività di gioco sul territorio nazionale per conto di operatori di gioco non autorizzati. L’articolo 4 prevede una sanzione pecuniaria a carico del giocatore, commisurata alla somma giocata attraverso la rete internet presso operatori di gioco non abilitati alla raccolta in Italia. A tale sanzione si aggiunge una pena pecuniaria pari al doppio delle somme trasferite sul conto di gioco nel caso in cui il giocatore alimenti conti di gioco tenuti da operatori non autorizzati. L’articolo 5 inasprisce il quadro sanzionatorio previsto dall’articolo 110, comma 9, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), in tema di apparecchi da gioco con vincita in denaro, aumentando le sanzioni per chiunque favorisca la disponibilità sul mercato o consenta l’accesso ai giocatori ad apparecchi da gioco con vincita in denaro, non conformi alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate ai commi 6 e 7 dell’articolo citato del TULPS. L’articolo 6 impone alle società che operano nel settore dei giochi, per l’ottenimento e per il mantenimento delle relative concessioni, l’obbligo di far conoscere l’identità degli effettivi proprietari delle partecipazioni. A tale fine le società fiduciarie, i trust e i fondi di investimento che detengono, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici, sono tenute a dichiarare l’identità del soggetto mandante. La disposizione vieta anche la partecipazione a procedure ad evidenza pubblica in materia di giochi da parte di soggetti partecipati, anche indirettamente, mediante società fiduciarie, trust o fondi che non dichiarino l’identità del soggetto mandante. Inoltre, al fine di adeguare le concessioni già in corso, la norma consente novanta giorni di tempo per fornire, a richiesta dell’AAMS, l’elenco dei soci che detengono partecipazioni mediante società fiduciarie, trust o fondi.
L’articolo 7 è volto ad impedire la fittizia intestazione o esterovestizione di soggetti che operano in Italia nel settore dei giochi, imponendo, a pena della revoca della concessione, alle società nazionali concessionarie di giochi di dimostrare l’effettività dei rapporti commerciali con società domiciliate fiscalmente in Stati o territori non appartenenti all’Unione europea, aventi regimi fiscali privilegiati.
L’articolo 8 interviene in materia di controlli, demandando i controlli di polizia nei confronti dei soggetti stabiliti all’estero agli ordinari canali di polizia e diplomatici, e consentendo, in relazione ai controlli di natura economica e finanziaria, in mancanza della possibilità di avvalersi dei predetti canali di polizia e diplomatici, all’AAMS di fare ricorso a società di revisione, scelte con procedure ad evidenza pubblica.

L’articolo 9, intervenendo sull’articolo 2, comma 3-bis, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, estende l’ ambito soggettivo della documentazione antimafia anche ai familiari dei soggetti indicati dalla norma.

L’articolo 10 riscrive il comma 25 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, (legge 15 luglio 2011, n. 111), ampliando le fattispecie penali che impediscono l’accesso alle concessioni in materia di giochi pubblici ed il mantenimento delle stesse, includendo, in particolare, i reati di frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio. La norma estende ai familiari dei soggetti, indicati dalle predette norme, le preclusioni ai fini della partecipazione alle gare o al mantenimento delle relative concessioni.

L’articolo 11 vieta ai soggetti stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata, anche se situati nello Spazio economico europeo, di partecipare alle gare pubbliche in materia di giochi.

L’articolo 12, allo scopo di realizzare parità di trattamento, estende l’ambito di applicazione dei requisiti e degli obblighi previsti dalla legge n. 220 del 2010, in materia di concessioni dei giochi pubblici, anche alle concessioni per i giochi on line.
L’articolo 13 stabilisce la costituzione di apposite commissioni di esperti, composte da giudici, dirigenti della pubblica amministrazione, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza, per la predisposizione dei documenti di gara finalizzati alle selezioni in materia di giochi pubblici e per la definizione dei criteri per la valutazione dei requisiti di solidità patrimoniale dei concessionari, con riferimento a specifiche tipologie di gioco e in relazione alle caratteristiche del concessionario.

L’articolo 14 riscrive l’articolo 4 della legge n. 401 del 1989 in materia di esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa, ampliando le fattispecie penalmente rilevanti e inasprendo il quadro sanzionatorio.

L’articolo 15 introduce la sanzione penale da uno a tre anni, a carico di soggetti che evadano o, comunque, sottraggano quote rilevanti di imposta nel settore dei giochi pubblici, quantificate in almeno 50.000 euro annui.

L’articolo 16, infine, prevede la possibilità, da parte dell’ANAS, di istituire commissioni per la definizione dei criteri di valutazione dei requisiti di solidità patrimoniale dei concessionari di gioco.

 

Il disegno di legge n. 2714, di iniziativa del senatore Lauro, – ha continuato la senatrice – si compone di 8 articoli, i quali recano misure sul gioco d’azzardo per la tutela dei minori, sul divieto di pubblicità ingannevole, sul riciclaggio e sulla trasparenza dei flussi finanziari in materia di scommesse. Nel merito l’articolo 1 indica le finalità del provvedimento. L’articolo 2 interviene in materia di divieto di gioco per i minori, inasprendo le sanzioni (sia pecuniarie che accessorie) già previste dalla legge di stabilità per il 2011. Più nel dettaglio sono elevate a “da 5.000 a 20.000 euro” la sanzione pecuniaria comminata al titolare dell’esercizio che consente la partecipazione ai giochi pubblici a minori di diciotto anni (attualmente la sanzione amministrativa pecuniaria è da euro 500 a euro 1.000), e “fino a trenta giorni” la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio commerciale (attualmente “fino a quindici giorni”). Inoltre, la norma prevede una ulteriore sanzione amministrativa qualora il trasgressore commetta tre violazioni nell’arco di un triennio, stabilendo, in tale ipotesi, la revoca da qualunque autorizzazione o concessione amministrativa, rilasciata in materia di gioco pubblico. L’articolo 3 reca norme in materia di riciclaggio prevedendo un aumento delle sanzioni applicabili nel caso di violazioni commesse da operatori di gioco, quando le stesse vengono eluse frazionando fraudolentemente le operazioni per non superare il limite di 1.000 euro. Viene poi, introdotta un’ulteriore aggravante quando le violazioni medesime sono commesse da operatori che agiscono in assenza o inefficacia delle autorizzazioni e concessioni amministrative. L’articolo 4 interviene sul sistema della tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai concorsi pronostici e alle scommesse di qualsiasi genere, introducendo il principio dell’obbligatorietà dell’utilizzo di conti dedicati, bancari o postali, per tutte le attività attinenti ai concorsi e alle scommesse. Più nel dettaglio, si prevede che tutti i movimenti finanziari relativi a tali attività di gioco siano effettuati attraverso l’addebito o l’accredito su conti correnti dedicati. Strettamente collegato all’obiettivo del controllo delle movimentazioni finanziarie degli operatori sono gli obblighi, imposti dall’articolo 5, di tenuta di un’apposita scrittura contabile, ove annotare giornalmente gli importi della raccolta, quelli delle vincite e la relativa differenza. La norma sanziona penalmente il mancato rispetto di tali obblighi. L’articolo 6 vieta ai soggetti residenti o localizzati in Stati e territori con regime fiscale privilegiato, che non consentono un effettivo scambio di informazioni la possibilità di partecipare a gare per il rilascio o rinnovo di concessioni in materia di gioco. Il medesimo divieto si applica ai soggetti partecipati, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio, da persone fisiche o giuridiche residenti nei suddetti Stati o territori. Per l’individuazione di questi Paesi la norma rinvia alle disposizioni dettate per le imposte sui redditi. La disposizione inoltre, prevede che per le società di capitali o le società estere assimilabili alle società di capitali, la documentazione circa la sussistenza di una delle cause di decadenza, di divieto o di sospensione di cui all’articolo 10 della citata legge n. 575 del 1965, e dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998 deve riferirsi, oltre che all’interessato e alla società, anche ai soci che detengano, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2 per cento. In ogni caso, non possono partecipare a gare né ottenere il rilascio o rinnovo di concessioni in materia di giochi pubblici i soggetti in cui il titolare o il rappresentante legale o negoziale risulti indagato, imputato o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per uno dei delitti previsti dagli articoli 416, 416-bis, 648, 648-bis e 648-ter del codice penale ovvero, se commesso all’estero, per un delitto di criminalità organizzata o di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Il medesimo divieto si applica anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio da persone fisiche che risultino condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate o indagate, per uno dei predetti delitti. Con l’articolo 7 si prevede, a livello generale, per il solo settore dei giochi, che, fermo restando quanto stabilito dal TULPS, le autorizzazioni di polizia possono essere rilasciate soltanto quando non sussistono le condizioni ostative previste dalla legislazione antimafia.
Reca misure per il contrasto del gioco illegale, infine, l’articolo 8, il quale introduce il divieto assoluto, per gli operatori bancari e finanziari, di procedere al trasferimento di somme verso soggetti che offrono in Italia, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dall’AAMS.

Passando agli ultimi due provvedimenti, il disegno di legge n. 2484, di iniziativa del senatore Li Gotti e altri, reca, infatti, un puntuale intervento di modifica dell’articolo 88 del TULPS in materia di concessioni e licenze per le attività di giochi e scommesse. Nel merito il provvedimento, pur riconoscendo alle società estere di capitale azionario anonimo, costituite legittimamente secondo le prescrizioni degli altri Stati membri, la facoltà di organizzare e gestire le scommesse sul territorio italiano, subordina, per ragioni di ordine pubblico e sicurezza pubblica, il rilascio della licenza di polizia di cui al comma 1 del citato articolo 88 ai necessari controlli sulla persona degli amministratori, nonché ad accurati controlli dei bilanci di esercizio e delle rendicontazioni contabili delle società, accompagnati da apposite relazioni di certificazione redatte da primarie società di revisione contabile sui bilanci della società.

Il disegno di legge n. 2909, di iniziativa del senatore De Sena e altri, infine reca, con un solo articolo, misure volte alla tutela dei minori e delle fasce deboli e sensibili dai fenomeni ludopatici.

Nel dettaglio, il comma 1 dell’articolo unico disciplina il divieto, anche in forma indiretta, della propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto, nazionale ed estero, che induca alla pratica del gioco che preveda offerta di scommesse con vincita in denaro effettuata al di fuori dell’ambito destinato al gioco stesso.
Il comma 2 reca le sanzioni da applicare ai trasgressori del divieto previsto al comma 1, che consistono nella sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000 e, in caso di recidiva, nella sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 200.000”.



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