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Senato, approvato ddl su detenzione domiciliare e dipendenze: PD e M5S criticano esclusione ludopatici da percorsi di recupero e misure alternative

“Siete stati sordi, gravemente insensibili. Parlate di sicurezza, ma non applicate l’articolo 27 della Costituzione sulla pena come reinserimento. Se una persona che ha sbagliato – lo vogliamo ripetere per l’ennesima volta – paga il suo debito e, se esce dalla pena rieducato e pronto a reinserirsi, non torna a commettere reati e la società è più sicura. Avete presentato il provvedimento in esame: che cosa dobbiamo dire? Avete sollevato, proprio sul finire della legislatura, quando avete perso colpevolmente tre anni e mezzo, un tema reale, drammaticamente reale, cui date però una risposta modesta, insufficiente. Le dipendenze sono da sostanze psicotrope, da alcol, da ludopatia: ve lo abbiamo detto in Commissione e non lo avete preso in considerazione. Sapete quanto noi che cosa significano le fragilità in carcere, carcere in cui troppo spesso finiscono tossicodipendenti, immigrati, minori stranieri non accompagnati. I tossicodipendenti – ricordiamolo – quasi sempre sono l’ultimo anello della catena dello spaccio, proprio perché dipendenti da sostanze e per questo spacciatori, ultimo anello di una catena – ripeto – a capo della quale c’è la criminalità organizzata. Il principio del provvedimento è giusto, ma il contenuto è debole e alla fine, se riuscirà a essere applicato, riguarderà alcune centinaia di persone, quando dovrebbe riguardarne almeno 8.000, ma mancano le risorse; al massimo riguarderà 400 o 500 persone”. Lo ha detto oggi in Aula il senatore Walter Verini (PD), nell’ambito della discussione sul ddl “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, approvato oggi dal Senato e ora trasmesso alla Camera.

Sullo stesso tema è intervenuta anche la senatrice Ada Lopreiato (M5S): “Sulla dicitura tossicodipendenti, vorrei segnalare un nostro emendamento che aveva indicato anche la categoria dei ludopatici, una categoria su cui io, in sede di Commissione, ho cercato tutela e sulla quale ho visto un’apertura. Purtroppo, anche in questo caso, è stata un’occasione persa, perché in questo disegno di legge non abbiamo affrontato il problema”.

Ricordiamo che Pd e M5S avevano presentato due emendamenti – uno dichiarato improcedibile e l’altro non arrivato in Aula – e due subemendamenti – bocciati in Commissione Giustizia – per introdurre un esplicito riconoscimento della ludopatia all’interno del quadro normativo relativo ai percorsi alternativi alla detenzione e ai programmi di recupero, ampliando il perimetro delle misure dedicate alle dipendenze anche al disturbo da gioco d’azzardo patologico.

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