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Scommesse. L’APCE invita i governi a vietare le scommesse sulle gare più vulnerabili ai tentativi di corruzione

In: Cronache, Politica, Scommesse

26 aprile 2012 - 12:10


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(Jamma) L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), esprimendo profonda preoccupazione per la portata del fenomeno della manipolazione dei risultati sportivi, ha chiesto, nella giornata di ieri, l’istituzione di meccanismi atti a limitare il rischio delle partite truccate, delle scommesse illegali o di altre forme di corruzione. Tale fenomeno e i proventi illeciti delle scommesse sportive “rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico e la preminenza del diritto”.

L’Assemblea, nel seguire le proposte formulate dalla relatrice Anne Brasseur (Lussemburgo, ADLE), ha adottato una risoluzione che invita i governi a “vietare le scommesse sulle gare più vulnerabili ai tentativi di corruzione”, ovvero le gare riservate ai giovani minorenni, le competizioni di dilettanti, e, per certi sport come il calcio, le partite professionali delle divisioni inferiori. I governi dovrebbero inoltre lavorare con gli operatori di scommesse per istituire procedure destinate a individuare le scommesse sospette.

In considerazione del fatto che soltanto 10 paesi al mondo dispongono di una legislazione che sanziona penalmente le frodi nelle competizioni sportive, i 47 Stati membri del Consiglio d’Europa dovrebbero “adeguare i loro quadri legislativi e vigilare sulla loro armonizzazione”, aderendo agli strumenti internazionali pertinenti.

Le federazioni sportive internazionali dovrebbero agire in modo coordinato per combattere le partite truccate, vietare agli sportivi e ai dirigenti di effettuare scommesse su partite nelle quali sono impegnati e formulare linee guida per sensibilizzare e formare gli sportivi. Le federazioni nazionali, dal canto loro, dovrebbero “esaminare regolarmente le decisioni adottate dagli arbitri e dai giudici di gara”.

La risoluzione invita infine gli operatori di scommesse sportive a cooperare con le autorità pubbliche, con le associazioni e gli organi sportivi, segnalando sistematicamente qualsiasi manovra sospetta, e a non offrire la possibilità di effettuare scommesse considerate “molto rischiose”, con poste e quote elevate.

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