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Sapar, sostegno ai gestori: “Rivedere nella delega fiscale una legge di stabilità assurda ed economicamente insostenibile”

In: Associazioni, Politica

7 aprile 2015 - 15:50


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(Jamma) – “La Sapar da sempre si è battuta a tutela dei gestori degli apparecchi, sani e corretti, e sempre lo farà, per difendere il loro diritto di fare libera impresa, e per rivedere nella Delega Fiscale una Legge di Stabilità assurda e insostenibile, sia economicamente che sotto il profilo della modifica dei flussi”.

 

Il presidente Sapar, Raffaele Curcio, rassicura così gli associati preoccupati dalle ultime questioni politiche che stanno mettendo sotto pressione l’intero comparto giochi.

 

“Come Associazione andremo avanti nella logica della continuità – ha proseguito Curcio -, ribadendo che il principio alla base della Legge di Stabilità sul versamento straordinario annuale è assurdo; esso deve essere cancellato e riscritto, tenendo presente la realtà delle aziende e le dinamiche della filiera di settore”.

 

Sulla questione della Delega Fiscale il presidente Sapar ha confermato che essa “deve modificare la norma nell’ottica dell’interesse generale, perché è sconcertante che il futuro delle imprese, in un momento economicamente delicato, sia appeso alle decisioni di TAR e procure, piuttosto che ai principi della libera impresa e tutela delle aziende e dell’occupazione. Trovo sconcertante come sotto la spinta di una mobilitazione, definita antiludopatia, si sia celato lo scopo di tutelare poche Lobby rispetto a migliaia di aziende con investimenti e occupazione. Penso che ci siano ancora i margini per rivedere lo scenario futuro nell’ottica della tutela di tutti i soggetti coinvolti, partendo in primis dai giocatori e soggetti deboli; e questo deve avvenire non basandosi su dati presunti, da dimostrare e quantificare, ma su dati reali, arrivando ai soggetti economici degni anch’essi di tutela, magari cercando di sanare le fratture che si sono create con i provvedimenti restrittivi delle amministrazioni locali”.

 

Raffaele Curcio ribadisce poi la necessità di concertare con le Istituzioni se si vuole tentare di salvare tutto il comparto giochi: “Chiedo pubblicamente un tavolo urgente di confronto fra i componenti della filiera del gioco e le Istituzioni, al fine di trovare una soluzione che sia non solo coerente con i rispettivi interessi, ma soprattutto equa, proporzionata e distribuita sulla totale offerta di gioco lecito, e non solo sugli apparecchi, nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti. Se questo non avvenisse, dovremmo cedere ad un paradosso che troppo spesso si verifica nel nostro Paese: piuttosto che favorire la tutela delle imprese, che per anni hanno operato in un settore delicato come quello del gioco, nel rispetto delle regole imposte dalle leggi, viene preferito ed agevolato chi invece per anni quelle stesse regole non le ha rispettate ma anzi aggirate, con grave danno sia per l’erario che per i consumatori.
Oggi assistiamo alla sanatoria di questi soggetti; anzi, oserei dire che essi stessi vengono quasi premiati, mentre si cerca di schiacciare una sola parte della filiera del gioco attraverso gli apparecchi. In uno Stato democratico e di diritto ci saremmo aspettati quantomeno una parità di trattamento, cosa che invece non vi è stata.

 

Infatti la Legge di Stabilità si è basata su una relazione della Ragioneria dello Stato, superficiale nell’approfondire i temi della materia del gioco attraverso gli apparecchi, che nei contenuti è stata vergognosa ed offensiva nei confronti della filiera bassa, dei gestori e degli esercenti. Così anche le motivazioni addotte dal TAR ai ricorsi presentati dagli operatori per rimettere nel merito la questione, si sono basati su una memoria dell’avvocatura dello Stato costellata di imprecisioni ed inesattezze, dovute anche, almeno lo voglio credere, ad un superficialità di approfondimento”.

 

Conclude quindi il presidente Sapar: “Il settore deve essere valutato e normato per quella che è la sua realtà, rispettando i soggetti della filiera che svolgono giornalmente una vera attività lavorativa, investendo e creando occupazione. Spero vivamente che questo non sia il preludio per ricadere in un mercato al di fuori delle regole, che porterà alla distruzione del tessuto economico sano che si è creato con il gioco lecito, attraverso gli apparecchi da intrattenimento”.

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