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Risoluzione Ventucci: Misure per la razionalizzazione dell’Amministrazione finanziaria (testo integrale)

In: Politica

5 luglio 2012 - 11:32


testo

(Jamma) Presentiamo di seguito il testo della risoluzione Ventucci, approvata ieri in Commissione Finanze, che impegna il Governo a “una complessiva riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione finanziaria, anche attraverso una revisione del numero delle Agenzie ed una redistribuzione delle relative competenze”, da realizzare nell’ambito della delega fiscale  assegnata in sede referente alla Commissione Finanze della Camera.

“La VI Commissione, premesso che:

è in corso un ampio processo di revisione e razionalizzazione della spesa pubblica (cosiddetta spending review) la quale è volta a realizzare una complessiva riduzione della spesa pubblica, al fine di ridurre il peso delle strutture burocratiche, raggiungere più elevati livelli di efficienza da parte delle pubbliche amministrazioni e liberare risorse da destinare al rilancio dell’economia nazionale ed al sostegno delle fasce più deboli della popolazione; nel predetto processo di razionalizzazione devono evidentemente essere coinvolte a pieno titolo anche le strutture dell’Amministrazione finanziaria, la quale, in quanto strumento privilegiato di imposizione fiscale e di tutela degli interessi erariali, deve più di altre caratterizzarsi per razionalità organizzativa, efficienza operativa ed eliminazione delle spese improduttive; la scelta di avviare il predetto meccanismo di riduzione dei costi della pubblica amministrazione proprio dall’Amministrazione finanziaria, al di là delle ricadute di carattere immediatamente pratico, rappresenterebbe anche un segnale simbolico positivo nei confronti di tutti i contribuenti onesti, i quali sono stati chiamati in questi mesi a compiere sacrifici gravosi per garantire la stabilità della finanza pubblica; l’azione di revisione degli assetti organizzativi in tale settore costituisce inoltre doverosa attuazione delle previsioni di cui all’articolo 01 del decreto-legge n. 138 del 2011, le quali stabiliscono, tra l’altro, l’integrazione operativa della Agenzie fiscali, nonché la razionalizzazione dell’organizzazione tributaria, anche al fine di evitare duplicazione di strutture ed implementare strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate; in tale contesto appare dunque necessario porre mano con sollecitudine ad un intervento che coinvolga anche le Agenzie fiscali e l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, la quale dovrebbe già trasformarsi in Agenzia fiscale dei monopoli di Stato, in forza di un decreto ministeriale, peraltro non ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sul cui schema la Commissione Finanze ha espresso il parere il 10 novembre 2011; al fine di garantire che tale complessa azione riformatrice realizzi pienamente i suoi obiettivi, occorre verificare con attenzione tutte le soluzioni atte a: ridurre le strutture ridondanti, massimizzare le sinergie tra le diverse amministrazioni ed altre amministrazioni pubbliche, rivedere l’articolazione territoriale delle Agenzie stesse, garantire una razionale e coerente distribuzione delle competenze tra i diversi enti, valorizzare le professionalità ed il patrimonio di conoscenze accumulato dalle amministrazioni, riequilibrare in modo più uniforme il rapporto tra diversi livelli della dirigenza e tra dirigenti e consistenza complessiva del personale; il predetto processo di riforma, che può prendere opportunamente avvio dell’Amministrazione finanziaria, dovrà comunque coinvolgere tutti i comparti delle amministrazioni pubbliche, compresi quelli, quali ad esempio la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cui il rapporto tra livelli apicali della dirigenza e numero complessivo di dirigenti, nonché tra questi ultimi ed il complesso del personale, risulta più basso che altrove; in tale ambito occorre inoltre evitare scelte demagogiche e non meditate, in quanto, in particolare nel settore dell’Amministrazione finanziaria, le modifiche degli assetti organizzativi non dovranno in alcun modo pregiudicare, anche solo in via temporanea, la piena operatività delle strutture e la continuità dell’azione amministrativa; a tale proposito si evidenzia come eventuali accorpamenti o trasferimenti di funzioni da un settore all’altro dell’Amministrazione finanziaria, non potranno essere realizzati in forma generica, meccanica o irrazionale, ma debbano invece tenere attentamente conto delle diversità e delle omogeneità nelle attività svolte, dell’articolazione degli interessi pubblici coinvolti, delle peculiarità delle materie trattate, nonché delle necessità di assicurare un adeguato presidio territoriale e di rispondere alle legittime esigenze dei cittadini e degli operatori professionali; si segnala infatti come la complessiva revisione della pubblica amministrazione, ed in particolare la riforma dell’Amministrazione finanziaria, non possa essere concepita in una prospettiva meramente congiunturale o contabilistica, ma debba porsi la finalità, più ambiziosa, di ripensare gli assetti organizzativi per realizzare in modo più sobrio obiettivi di maggiore efficacia nella gestione dell’intero sistema della fiscalità; inoltre, per quanto riguarda segnatamente l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, occorre tenere presente che tale Amministrazione è già oggetto di un processo di evoluzione, tutt’ora incorso, il quale, ai sensi dell’articolo 40, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007, dovrebbe portarla a trasformarsi in Agenzia fiscale dei monopoli di Stato; in tale contesto appare dunque necessario: sopprimere tutte le strutture e gli uffici ridondanti, nonché eliminare tutte le duplicazioni di funzioni; accorpare le strutture sulla base del principio di omogeneità o maggiore vicinanza delle funzioni svolte, tenendo conto delle peculiarità di alcuni ambiti di attività, i quali, ad esempio per quanto riguarda il settore dei giochi, sono ormai connotati per uno spiccato profilo di politica industriale che li rende eccentrici rispetto ai tradizionali compiti di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi; coordinare ogni iniziativa relativa al riassetto dell’Agenzia del territorio con il contenuto del disegno di legge C. 5291, contenente delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, il quale intende attribuire alla predetta Agenzia ulteriori funzioni nel quadro della revisione del catasto dei fabbricati, tenendo inoltre conto dell’esigenza di mantenere distinte le funzioni di attribuzione del valore e della rendita catastale dei fabbricati da quelle di accertamento e liquidazione dei tributi immobiliari basati su tali valori; ridurre le articolazioni territoriali a livello sub-provinciale, laddove ciò non confligga con le esigenze di adeguato presidio del territorio, a tutela degli interessi erariali, e conseguentemente ridefinire il livello degli incarichi dirigenziali sulla base delle effettive competenze a livello territoriale; rafforzare ed ampliare le sinergie tra le diverse branche dell’Amministrazione finanziaria, il Corpo della Guardia di finanza, le altre amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, segnatamente attraverso il rafforzamento dei meccanismi di collaborazione per quanto riguarda i controlli sul territorio; salvaguardare i diritti e le legittime esigenze dei contribuenti, degli operatori economici e degli intermediari professionali, al fine di rendere meno oneroso l’adempimento degli adempimenti burocratici e nello spirito, indicato dallo Statuto dei diritti del contribuente, di mantenere un rapporto di correttezza, collaborazione e buona fede nei rapporti tra fisco e contribuenti; valorizzare le competenze professionali e il patrimonio di conoscenze tecniche e giuridiche accumulato presso le diverse articolazioni dell’Amministrazione, al fine di garantire la piena continuità e coerenza dell’azione amministrativa; definire un disegno organizzativo il più possibile stabile nel tempo, evitando il susseguirsi continuo di interventi di aggiustamento che rischierebbero di pregiudicare la continuità e l’efficacia dell’azione amministrativa; ridurre ed ottimizzare gli spazi fisici utilizzati, attraverso la riduzione delle sedi e la creazione di poli integrati dell’Amministrazione finanziaria che permettano, oltre ad un abbattimento dei costi, maggiore fruibilità per gli utenti, con tendenziale eliminazione del ricorso ad immobili in locazione di proprietà di terzi; ridurre tendenzialmente il numero degli incarichi dirigenziali, al fine di giungere ad elevare il rapporto tra dirigenza di livello generale e totale dei dirigenti, nonché tra dirigenza e numero totale dei dipendenti; ridurre le aliquote di personale a bassa qualificazione, anche attraverso attività di formazione che elevino il contenuto professionale delle prestazioni; procedere alla piena integrazione di tutte le banche dati esistenti presso l’Amministrazione finanziaria e assicurare la completa interoperabilità dei sistemi operativi informatici esistenti, anche attraverso la sostituzione dei sistemi informativi proprietari, al fine di rafforzare l’efficacia dell’azione amministrativa, per quanto riguarda il contrasto all’elusione e all’evasione fiscale, nonché per ridurre gli oneri per la struttura informatica dell’Amministrazione; verificare lo stato del processo di trasformazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in Agenzia fiscale dei monopoli di Stato, prevista dall’articolo 40, comma 2, del decreto legge n. 159 del 2007; perseguire la piena indipendenza e terzietà, nonché garantire le relative esigenze organizzative, degli organi della giustizia tributaria; coinvolgere, nei termini più ampi possibili, nonché assicurare la costante informazione del Parlamento, in merito alle decisioni ed alle prospettive dell’intero processo di razionalizzazione, impegna il Governo ad adottare con la necessaria tempestività le misure, di natura normativa o regolamentare, finalizzate ad operare, nel quadro più ampio delle misure di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, una complessiva riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione finanziaria, anche attraverso una revisione del numero delle Agenzie ed una redistribuzione delle relative competenze, da realizzare nell’ambito della delega legislativa recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita, di cui al disegno di legge C. 5291, assegnato in sede referente alla Commissione Finanze della Camera, tenendo in considerazione le indicazioni recate in premessa”.

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