È in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno dal titolo “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute e dedicato al confronto tra istituzioni, operatori e studiosi sulle prospettive di riforma del settore. Tra gli interventi anche quello del senatore Antonio Salvatore Trevisi (in foto), esponente di Forza Italia e componente della Commissione Bilancio, che ha posto l’attenzione sull’evoluzione del gioco pubblico nel corso degli anni e sulle trasformazioni che hanno interessato il comparto.
Nel suo intervento Trevisi ha ricordato come in passato alcune forme di gioco fossero strettamente collegate a specifiche filiere economiche e a eventi sportivi, citando ad esempio il settore ippico, che rappresentava un momento di socialità e aggregazione legato anche ad attività come l’allevamento e all’indotto degli ippodromi. Oggi, ha osservato, il gioco tende a essere sempre più elettronico e digitale, una trasformazione che non va criminalizzata ma che richiede una riflessione sulla distinzione tra diverse tipologie di offerta. In particolare il senatore ha sottolineato la necessità di valorizzare maggiormente il gioco collegato agli eventi sportivi e alle filiere produttive, ricordando come alcune realtà storiche, come l’ippodromo di Capannelle, abbiano vissuto negli ultimi anni momenti di difficoltà con ripercussioni su allevatori, aziende e lavoratori del settore.
Secondo Trevisi, il gioco connesso a eventi sportivi o a contesti reali presenta caratteristiche differenti rispetto a forme di gioco più rapide e digitalizzate, che possono risultare più compulsive e comportare rischi maggiori per i giocatori, soprattutto quando l’intensità delle giocate supera le possibilità economiche di una famiglia. In questo quadro il parlamentare ha richiamato anche l’iniziativa parlamentare che intende promuovere, spiegando di voler presentare un emendamento per introdurre, all’interno dei sistemi di tutela dei giocatori, la possibilità di un’esclusione parziale e non soltanto totale dalle piattaforme di gioco. Tale misura consentirebbe agli utenti, secondo la proposta illustrata, di scegliere di limitare l’accesso alle modalità di gioco considerate più virtuali o compulsive, mantenendo invece la possibilità di partecipare a giochi legati a eventi sportivi o a contesti connessi a filiere economiche e produttive.
Trevisi ha quindi evidenziato come la riforma del settore debba tenere conto dei diversi equilibri in campo, ma anche della necessità di sostenere quei segmenti del gioco pubblico che generano ricadute economiche più ampie, favorendo attività produttive e occasioni di socialità legate allo sport e agli eventi. Alla luce delle difficoltà che attraversano numerose aziende italiane connesse a questi ambiti, il senatore ha auspicato una maggiore attenzione e un sostegno più consistente al gioco legato agli eventi sportivi, accompagnato da una riflessione sulla crescita delle forme di gioco virtuale che consentono volumi di gioco elevati in tempi molto rapidi.
Concludendo il suo intervento, Trevisi ha ribadito l’importanza di introdurre strumenti normativi che permettano una maggiore flessibilità nelle scelte dei giocatori e che, allo stesso tempo, valorizzino le filiere economiche e sociali collegate agli eventi sportivi, nell’ambito della più ampia riforma del gioco pubblico in discussione.







