È in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute e dedicato al confronto tra istituzioni e operatori sulle prospettive di riordino del settore. Nel corso dei lavori è intervenuto Stefano Sestili (in foto), rappresentante di Global Starnet, che ha spiegato di aver inizialmente preparato un intervento più articolato ma di aver preferito concentrarsi su alcune riflessioni generali dopo aver ascoltato gli interventi della mattinata.
Richiamando la propria esperienza professionale di oltre vent’anni nel settore della consulenza, Sestili ha sottolineato come il cambiamento rappresenti un valore fondamentale per le imprese, per le organizzazioni e per i sistemi economici, evidenziando che gli operatori del comparto non intendono difendere posizioni di rendita ma sono consapevoli della necessità di evoluzione del settore. Allo stesso tempo ha osservato che cambiare non significa “sfasciare”, ma piuttosto costruire nuove soluzioni partendo dagli elementi che hanno consentito al sistema di svilupparsi e consolidarsi.
In questo senso Sestili ha ricordato come il modello italiano del gioco pubblico abbia dimostrato nel tempo di possedere caratteristiche positive riconosciute anche nei diversi dibattiti sul tema, tra cui un sistema competitivo che ha contribuito a far emergere il settore dall’area dell’illegalità e a favorire una crescita imprenditoriale e manageriale degli operatori. Secondo il rappresentante di Global Starnet, questi elementi devono essere preservati nel processo di riforma.
Nel suo intervento Sestili ha richiamato anche il concetto anglosassone di soluzioni “win-win”, sostenendo che il cambiamento dovrebbe portare benefici condivisi per tutti gli attori coinvolti e che tali soluzioni possono essere individuate solo attraverso un confronto reale tra le parti. Ha inoltre evidenziato l’importanza di valutare le conseguenze complessive delle scelte normative, evitando di concentrarsi su singoli aspetti senza considerare l’impatto complessivo nel tempo, un approccio che – ha spiegato – rappresenta un principio tipico anche nelle attività di consulenza aziendale, dove le decisioni vengono analizzate in termini di costi e benefici complessivi. Concludendo il suo intervento, Sestili ha rivolto un invito al legislatore affinché il percorso di riforma del settore avvenga attraverso un confronto ampio che coinvolga tutti gli stakeholder della filiera, sottolineando che solo con la partecipazione di tutti i soggetti interessati sarà possibile costruire un processo di cambiamento capace di rafforzare il sistema senza comprometterne gli equilibri.







