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Riordino gioco pubblico, Rosato (Azione): “Il legale combatte l’illegale, la regolazione deve restare responsabilità dello Stato”

È in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute, che ha riunito esponenti istituzionali, esperti e operatori del comparto per discutere le prospettive della regolazione del settore. Tra gli interventi quello dell’Onorevole Ettore Rosato (in foto), deputato di Azione, componente della Commissione Difesa e del Copasir, che ha sottolineato come il tema del gioco pubblico riguardi direttamente la vita dei cittadini e sia spesso condizionato da un dibattito pubblico segnato da elementi di demagogia.

Rosato ha ribadito un principio che ha definito centrale: il gioco legale rappresenta uno strumento di contrasto al gioco illegale e alla criminalità organizzata, sottolineando come proprio nei contesti in cui manca una regolamentazione chiara ed efficace del gioco legale si inseriscano circuiti illegali spesso strutturati e gestiti da organizzazioni criminali.

Secondo il parlamentare, è necessario distinguere tra il ruolo dello Stato che regola il gioco e l’idea, spesso diffusa nel dibattito pubblico, che lo Stato alimenti il gioco stesso. Il compito delle istituzioni, ha spiegato, è quello di disciplinare il settore in maniera piena e assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte regolatorie, evitando di delegare eccessivamente ad altri livelli istituzionali.

In questo quadro Rosato ha affrontato anche il tema della regolamentazione territoriale, osservando come il sistema delle concessioni sia di natura nazionale e come quindi non sia coerente che su una concessione statale intervengano regolamenti comunali differenti, creando situazioni di disomogeneità tra territori confinanti e generando un cortocircuito sia dal punto di vista commerciale sia sotto il profilo dell’equilibrio territoriale.

Per il deputato, una regolamentazione unitaria a livello statale non rappresenterebbe uno scontro con gli enti locali, ma al contrario una soluzione per i sindaci, spesso chiamati a intervenire attraverso regolamenti locali sotto la pressione delle dinamiche territoriali. Rosato ha poi richiamato l’attenzione sulla filiera del gioco pubblico, definendola una realtà con caratteristiche anche industriali e con un forte contenuto di innovazione, che rappresenta una componente significativa del sistema produttivo nazionale.

Secondo il parlamentare, esistono nel settore competenze e capacità che potrebbero essere maggiormente valorizzate, rafforzando le filiere produttive italiane e sviluppando ulteriormente il contributo industriale del comparto, che tuttavia non trova sempre un adeguato riscontro nella capacità regolatoria del sistema pubblico. In conclusione Rosato ha evidenziato come le prossime decisioni normative e i decreti attesi rappresentino un passaggio importante per affrontare le questioni ancora aperte, auspicando che vi sia un’assunzione di responsabilità da parte del decisore politico e un confronto ampio anche con le diverse posizioni parlamentari, sottolineando come la questione della regolamentazione territoriale resti uno dei nodi centrali da risolvere per dare efficacia alle politiche sul gioco pubblico.

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