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Riordino gioco pubblico, Pedrizzi (ex senatore): “Uniformità normativa e confronto con la filiera per una riforma sostenibile”

È in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute, che riunisce esponenti politici, esperti e rappresentanti della filiera per discutere il futuro della regolamentazione del settore.

Nel corso dei lavori è intervenuto Riccardo Pedrizzi (in foto), ex senatore e già presidente della Commissione Finanze del Senato, che ha ringraziato il direttore del quotidiano Il Tempo per l’introduzione e per aver delineato le coordinate della discussione, richiamando l’attenzione sulla crescente attenzione che negli ultimi mesi si è sviluppata attorno al tema del riordino del gioco pubblico, testimoniata dal numero di convegni e incontri dedicati alla materia.

Pedrizzi ha ricordato in particolare il recente appuntamento promosso dall’onorevole Andrea de Bertoldi, dal quale – ha osservato – è emersa una sostanziale convergenza tra esponenti di maggioranza e opposizione su alcuni elementi di fondo del settore. Secondo l’ex parlamentare, il dato politico più rilevante che emerge dal dibattito riguarda il riconoscimento del ruolo strategico del comparto del gioco pubblico, sia in termini di gettito per lo Stato sia per quanto riguarda il contrasto alla criminalità e la tutela della legalità, oltre che per le implicazioni legate alla salute pubblica.

In questo contesto Pedrizzi ha sottolineato come il sistema concessorio italiano sia spesso indicato come modello anche a livello internazionale proprio per la capacità di tenere insieme queste diverse esigenze. Tra i temi centrali evidenziati nel suo intervento anche la necessità di una normativa uniforme che garantisca certezze agli operatori e agli investitori, in particolare a quelli stranieri, evitando la frammentazione delle regole tra territori diversi e tra comuni confinanti.

Da qui l’invito alla politica e al governo a definire linee normative chiare e stabili nel tempo, capaci di assicurare un quadro regolatorio certo e di indicare con precisione le competenze dei diversi ministeri coinvolti, dal Ministero dell’Economia per gli aspetti legati al gettito fiscale al Ministero della Salute per la prevenzione delle ludopatie fino al Ministero dell’Interno per le questioni di ordine pubblico.
Pedrizzi ha poi osservato come la moltiplicazione dei convegni sul tema sia anche il segnale di una diffusa preoccupazione all’interno della filiera in relazione al riordino del gioco fisico, ricordando come da mesi si parli dell’imminente arrivo della riforma senza che il provvedimento venga effettivamente presentato. Un andamento che l’ex presidente della Commissione Finanze ha definito eccessivamente lento, sottolineando come l’avvicinarsi della fine della legislatura possa rendere ancora più difficile affrontare un intervento normativo complesso.

Nel suo intervento Pedrizzi ha inoltre richiamato l’esperienza maturata negli anni alla guida della Commissione Finanze del Senato e nei successivi incarichi accademici e istituzionali, ricordando le fasi di confronto continuo tra istituzioni, amministrazione e operatori che avevano accompagnato precedenti riforme del settore, nonché i lavori svolti con il sottosegretario Pierpaolo Baretta e con gli enti locali per la definizione di un accordo tra Stato e territori. Nel merito della riforma attesa, Pedrizzi ha riportato le preoccupazioni espresse dalla filiera, secondo cui il modello di concessione ipotizzato potrebbe risultare economicamente poco sostenibile, considerando che il ritorno dell’investimento per gli operatori arriverebbe solo dopo diversi anni.

L’ex parlamentare ha inoltre richiamato il rischio di una possibile concentrazione del mercato nelle mani di pochi operatori, ipotesi che a suo avviso potrebbe ridurre la concorrenza e incidere negativamente sia sull’equilibrio del settore sia sulle entrate dello Stato. In conclusione Pedrizzi ha invitato il governo a riaprire il confronto con la filiera e con gli esperti del settore, chiedendo un dialogo basato sui dati economici e sulle analisi presentate dagli operatori e auspicando che il dibattito politico possa proseguire con un lavoro di sensibilizzazione trasversale tra le diverse forze politiche, al fine di definire una riforma capace di coniugare regolazione, concorrenza e sostenibilità del comparto.

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