E’ in corso oggi, presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute. Nel corso dell’evento è intervenuto anche Michele Masini (in foto), amministratore delegato di Admiral Gaming Network, che ha posto l’attenzione sul ruolo dei concessionari di rete nel funzionamento del sistema del gioco pubblico fisico e sulle condizioni necessarie per sostenere l’innovazione tecnologica del comparto.
Masini ha spiegato come i concessionari rappresentino la spina dorsale tecnologica e operativa del settore, garantendo quotidianamente l’integrità dei flussi di dati, il controllo tecnico delle reti, la sicurezza delle transazioni e la conformità alle normative vigenti, sottolineando che l’innovazione tecnologica nel comparto significa anche sviluppo di sistemi di monitoraggio avanzati, automazione dei controlli e maggiore capacità di individuare anomalie e comportamenti a rischio.
Secondo il CEO di Admiral Gaming Network questa evoluzione digitale produce benefici diretti anche per lo Stato, in termini di maggiore controllo, affidabilità e legalità del sistema, ma richiede al tempo stesso adeguati margini economici per poter essere sostenuta, poiché gli investimenti tecnologici diventano possibili solo in presenza di una redditività sufficiente per l’intera filiera. Masini ha evidenziato come negli ultimi anni il comparto delle gaming machines stia affrontando una riduzione strutturale della redditività, ricordando che il gettito proveniente dagli apparecchi è diminuito dell’8 per cento nonostante l’aumento complessivo della raccolta del gioco, un elemento che, a suo avviso, segnala uno squilibrio strutturale del sistema.
Il CEO ha inoltre richiamato l’andamento del mercato delle videolottery, settore da cui proviene professionalmente, evidenziando che, dopo la pandemia, si è registrata una riduzione significativa dei punti vendita: se nel 2019 i locali con videolottery attive erano quasi 4.800, oggi sono meno di 4.300, con circa 500 punti vendita in meno. Secondo Masini diventa quindi necessario intervenire rapidamente attraverso strumenti tecnici di natura fiscale che consentano di riequilibrare i parametri economici tra i diversi prodotti del gioco, intervenendo su elementi come payout, costo della giocata e parametri di vincita, misure che, a suo giudizio, servirebbero non solo a sostenere il comparto delle gaming machines ma anche a tutelare le entrate pubbliche.
Nel suo intervento Masini ha inoltre sottolineato come la persistente difficoltà del gioco fisico a competere con altri prodotti possa determinare uno spostamento della domanda verso il canale telematico, con possibili effetti distorsivi sia sulla concorrenza sia sul gettito erariale. Il CEO di Admiral Gaming Network ha poi evidenziato la necessità di maggiore chiarezza anche in vista della futura gara per le concessioni, spiegando che gli operatori non dispongono ancora di informazioni definitive su parametri fondamentali come tempistiche, numero dei diritti messi a gara e modelli economici su cui basare le proposte alle filiere.
Masini ha infine ricordato che gli investimenti tecnologici dei concessionari non rappresentano soltanto un vantaggio competitivo, ma costituiscono anche uno strumento di tutela dei giocatori, citando tra le innovazioni in fase di sviluppo sistemi di autoesclusione sugli apparecchi e nei punti vendita, sistemi di alert comportamentale, interfacce più trasparenti e strumenti in grado di rafforzare i controlli garantendo, allo stesso tempo, l’anonimato degli utenti. Secondo Masini i concessionari di rete sono pronti a investire e innovare per contribuire a un sistema di gioco pubblico più sicuro, responsabile e moderno, ma, perché ciò sia possibile, è necessario un quadro regolatorio che assicuri sostenibilità economica e ritorno degli investimenti, condizione indispensabile per rinnovare le infrastrutture tecnologiche, sviluppare sistemi di protezione dei giocatori e rafforzare la formazione della filiera.







