È in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno dal titolo “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute, occasione di confronto tra istituzioni, esperti e operatori del settore sulle prospettive della riforma del gioco. Nel corso dei lavori è intervenuto l’Onorevole Andrea de Bertoldi (in foto), deputato della Lega e componente della Commissione Finanze della Camera, che ha ricordato come appena otto giorni prima si fosse tenuto alla Camera, presso la Sala della Lupa, un importante convegno dedicato proprio alla riforma del gioco pubblico.
L’on. de Bertoldi ha spiegato di aver scritto il giorno successivo al viceministro Maurizio Leo e al direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, per segnalare alcune criticità relative al decreto legislativo atteso sulla materia, sottolineando come, nella tecnica legislativa, un decreto non possa essere emendato ma soltanto accompagnato da pareri o condizioni, motivo per cui dovrebbe essere il risultato di un confronto approfondito, soprattutto con gli operatori del comparto.
Secondo il parlamentare, questo confronto non sarebbe stato finora pienamente realizzato e il ritardo nell’emanazione del provvedimento potrebbe essere interpretato come la volontà del governo di riconsiderare alcuni aspetti alla luce delle osservazioni ricevute.
L’on. de Bertoldi ha quindi posto una serie di interrogativi di fondo sulla direzione che il legislatore intende prendere, a partire dal rischio di una concentrazione del mercato: “Vogliamo davvero andare verso un oligopolio o vogliamo garantire, da liberali, il libero mercato e la concorrenza?”, ha domandato, facendo riferimento anche alle ipotesi circolate sull’innalzamento dei limiti di concentrazione fino al 40%.
Il parlamentare ha poi richiamato l’attenzione sul diverso trattamento fiscale tra gioco online e gioco fisico, evidenziando come il prelievo erariale sul primo sia circa tre volte inferiore rispetto al secondo, e ponendo la questione dell’eventuale coincidenza tra concessioni online e fisiche nelle mani degli stessi operatori. In tale scenario, ha osservato da commercialista, un imprenditore sarebbe naturalmente portato a favorire il canale più redditizio, ovvero l’online, con il rischio di ridurre il gettito per lo Stato: “Se avessi entrambe le concessioni – ha spiegato – indirizzerei i clienti verso il gioco online, perché rende di più all’impresa, ma questo è davvero l’interesse dello Stato?”.
Tra i temi affrontati anche quello delle politiche di prevenzione delle ludopatie, con il dubbio se sia preferibile confinare il gioco in contesti digitali e virtuali, come ipotizzato da alcune posizioni amministrative, o mantenere un presidio fisico nei locali dove esistono forme di controllo.
L’on. de Bertoldi ha quindi sintetizzato il nodo politico della riforma in tre questioni principali: la scelta tra libero mercato e oligopolio, la tutela dell’erario rispetto alla massimizzazione dei profitti privati e l’approccio più efficace alla gestione dei rischi sociali legati al gioco. “Sono domande semplici e chiare – ha concluso – alle quali attendiamo risposte”, ribadendo la richiesta, rivolta alla maggioranza e al governo, di chiarimenti su una riforma che riguarda non solo gli imprenditori del settore ma anche la politica, i cittadini e le entrate dello Stato.







