All’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, il panel “Il ruolo del gioco pubblico nel sistema Paese: tra riordino del terrestre, mercato e sostenibilità” ha acceso il confronto su uno dei nodi più critici del settore: la necessità di una riforma organica e coerente del comparto.
Tra gli interventi più netti quello del deputato di Azione, Ettore Rosato (in foto), Segretario del Copasir e componente della Commissione Difesa della Camera, che ha tracciato un quadro senza ambiguità: il sistema italiano del gioco pubblico soffre di un ritardo strutturale, aggravato da scelte regolatorie disomogenee.
Rosato ha condiviso e rafforzato le posizioni espresse nel dibattito, sottolineando come “siamo in grave ritardo” e come negli anni siano stati arrecati “danni al sistema”, in particolare a causa della proliferazione di regolamentazioni locali. Un approccio che, secondo il parlamentare, non solo crea confusione, ma finisce per mettere in difficoltà gli stessi amministratori.
Il punto centrale è la contraddizione tra una concessione nazionale e una disciplina frammentata sul territorio. “È folle immaginare che ogni comune abbia regole diverse: distanze, orari, autorizzazioni cambiano da territorio a territorio”, ha osservato. Una situazione che genera incertezza per gli operatori e rende complessa l’applicazione delle norme.
Secondo Rosato, la natura nazionale delle concessioni non giustifica questa frammentazione. Chi si aggiudica una concessione, ha spiegato, si aspetta un interlocutore regolatorio unico e non una molteplicità di enti locali con cui negoziare condizioni differenti. “Un concessionario non può discutere con ogni singolo comune”, ha ribadito, evidenziando come una cornice normativa uniforme sarebbe utile anche ai sindaci, che potrebbero così sottrarsi a pressioni locali facendo riferimento a una legge nazionale chiara.
Altro passaggio rilevante ha riguardato il tema della comunicazione e della pubblicità sul gioco, su cui – secondo Rosato – si è sviluppata negli anni una forte componente demagogica. “Serve più razionalità”, ha affermato, criticando l’approccio normativo che, a suo avviso, ha prodotto effetti contraddittori e in parte ipocriti, con restrizioni formali aggirate nella pratica.
Guardando alle prospettive, Rosato ha richiamato l’urgenza di intervenire nell’ambito della delega fiscale affidata al Governo, che include anche il riordino del gioco pubblico. Una scadenza tecnica ravvicinata – prevista entro l’estate – che rappresenta, a suo giudizio, un’occasione da non perdere. “Da parte nostra ci sarà sostegno”, ha assicurato, sottolineando come il tema debba essere affrontato al di là delle divisioni politiche.
Il parlamentare ha poi ribadito un principio chiave: il gioco legale rappresenta un presidio contro l’illegalità. Dove manca un’offerta regolata, ha spiegato, non scompare la domanda, ma si rafforzano circuiti alternativi, spesso legati alla criminalità organizzata o a piattaforme online estere che sottraggono risorse al Paese.
Il riordino del settore, dunque, non è solo una questione economica o amministrativa, ma anche di sicurezza e tutela del sistema nazionale. In questo senso, il panel dell’IGE ha confermato la centralità del dibattito su un comparto che incrocia interessi fiscali, industriali e sociali.
Un confronto che, come emerso dall’intervento di Rosato, richiede ora un salto di qualità: meno frammentazione, più coerenza normativa e una visione strategica capace di coniugare mercato, sostenibilità e legalità.







