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Riordino gioco fisico, Quartini (M5S): “Servono regole vere, la salute deve tornare al centro della riforma”

Cambiare il linguaggio, riportare la salute al centro delle politiche sull’azzardo e affrontare senza ambiguità il peso economico e sociale delle dipendenze. Sono questi i temi al centro dell’intervento del deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini (in foto) durante l’incontro “Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”.

Medico di professione e da anni impegnato sui temi delle dipendenze, Quartini ha esordito ricordando il proprio punto di osservazione: quello di chi ha lavorato direttamente con le persone e le famiglie coinvolte da problemi di alcol, sostanze e dipendenze comportamentali. Proprio per questo ha definito il Forum delle Associazioni Familiari una risorsa fondamentale.

“Abbiamo un milione e mezzo di famiglie in sofferenza, circa sei milioni di persone coinvolte. Eppure si continua a fare finta che non esistano”, ha affermato, accusando la politica di aver affrontato il fenomeno con insufficiente determinazione.

Uno dei passaggi più netti del suo intervento ha riguardato il linguaggio utilizzato nel dibattito pubblico. “L’azzardo non è un gioco”, ha detto. “Il gioco è creatività, è relazione, è svago. Qui stiamo parlando di scommesse e di azzardo. Dobbiamo smettere di chiamarle sale giochi e chiamarle per quello che sono: sale scommesse”.

Secondo il deputato del M5S, la scelta delle parole non è una questione formale ma culturale, perché contribuisce a definire il modo in cui il fenomeno viene percepito dalla società e dalle istituzioni.

Quartini ha poi espresso forti critiche all’attuale assetto istituzionale che governa il settore. A suo giudizio, negli ultimi anni la dimensione sanitaria sarebbe stata progressivamente marginalizzata, mentre le decisioni sul comparto sono rimaste concentrate prevalentemente in ambito economico e fiscale.

“La salute è stata estromessa dalla possibilità di contare rispetto all’azzardo”, ha sostenuto, ricordando come le Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato non siano state coinvolte nel precedente iter di riforma. Una situazione che, secondo il parlamentare, dovrebbe essere corretta nel percorso di riordino ancora in corso.

Nel mirino anche la riorganizzazione dell’Osservatorio dedicato al contrasto dell’azzardo patologico, confluito nel nuovo organismo sulle dipendenze. Per Quartini il problema non riguarda tanto l’accorpamento quanto la composizione del nuovo organismo, nel quale siedono anche rappresentanti del settore concessionario. “Ci sono portatori di interessi che si trovano a partecipare ai luoghi in cui si discutono le politiche di contrasto all’azzardo”, ha osservato.

Il deputato ha inoltre denunciato il crescente peso delle attività di lobbying e delle strategie di marketing che, a suo avviso, tendono a spostare l’attenzione esclusivamente sul contrasto al gioco illegale senza affrontare le criticità del mercato legale. Analoghe perplessità sono state espresse nei confronti dei concetti di “gioco responsabile” e “gioco consapevole”, ritenuti formule che rischiano di attenuare la percezione dei rischi connessi all’azzardo.

Guardando al riordino del settore, Quartini ha invitato a prestare la massima attenzione al decreto legislativo sul gioco fisico attualmente in discussione. Pur riconoscendo la necessità di un confronto trasversale, ha chiesto che la riforma venga valutata partendo dall’impatto sulle persone e sulle famiglie e non soltanto dagli aspetti economici.

Nel finale dell’intervento il parlamentare ha richiamato alcuni dati che considera particolarmente significativi. Secondo Quartini, circa l’80% della raccolta complessiva del comparto sarebbe generata dai giocatori problematici e dai loro nuclei familiari. Una circostanza che, a suo giudizio, impone alla politica una scelta chiara.

“O si regolamenta sul serio oppure lasciamo perdere”, ha concluso. “Stiamo parlando di una questione che riguarda milioni di persone e che non può essere affrontata come un semplice tema fiscale”.

Redazione Jamma
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