Il riordino del gioco pubblico su rete fisica torna al centro del confronto parlamentare. I deputati della Lega Andrea De Bertoldi e Giulio Centemero hanno presentato alla Camera un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze per chiedere chiarimenti al Governo sulle linee guida del nuovo bando per gli apparecchi da intrattenimento e sul percorso di riforma del settore.
Nell’interrogazione i due parlamentari sottolineano come il processo di riforma sia finalizzato a uniformare le diverse regolamentazioni regionali e comunali che negli anni hanno inciso sul comparto, in particolare su temi come gli orari di accesso al gioco e le distanze dai cosiddetti luoghi sensibili. Un altro nodo centrale riguarda la definizione dei principi che guideranno i nuovi bandi di gara per il rilascio delle concessioni relative alla raccolta di gioco fisico, inclusi gli apparecchi Awp (le cosiddette slot da bar) e le Vlt installate nelle sale dedicate, oltre ai diritti per bar, sale Vlt, agenzie di scommesse e sale bingo.
Secondo indiscrezioni richiamate nell’atto parlamentare, le nuove gare potrebbero prevedere l’assegnazione di lotti di dimensioni ridotte rispetto al passato, con un numero minimo di apparecchi e diritti locali dimezzato, da 8.000 a 4.000 Awp, e analoghe previsioni anche per Vlt e diritti locali. I lotti verrebbero assegnati con un prezzo base di 25 milioni di euro attraverso una procedura d’asta al massimo rialzo, in luogo del precedente modello basato su lotti più grandi a prezzo predeterminato e con un limite di concentrazione del mercato pari al 25 per cento.
Secondo De Bertoldi e Centemero, un significativo innalzamento dei valori economici necessari per partecipare alle gare potrebbe favorire una forte concentrazione delle concessioni in capo a un numero limitato di operatori dotati di ingenti risorse finanziarie e ampio accesso al credito, anche attraverso la partecipazione di fondi di investimento internazionali. Una dinamica che potrebbe portare a una struttura di mercato fortemente concentrata e potenzialmente in tensione con i principi di libera concorrenza.
Gli interroganti evidenziano inoltre che le imprese concessionarie di dimensioni medio-piccole, così come quelle attive nella gestione e nella raccolta del gioco, che oggi rappresentano una quota significativa del mercato, potrebbero incontrare maggiori difficoltà a competere in presenza di condizioni economiche di accesso particolarmente elevate. Ciò potrebbe avere ripercussioni sulla sostenibilità delle attività e sull’equilibrio competitivo del settore, con possibili effetti anche sul piano occupazionale in un comparto che complessivamente conta circa 150.000 addetti.
Alla luce di queste considerazioni, i due deputati chiedono al Ministero dell’Economia quali siano gli orientamenti del Governo in merito alle modifiche regolamentari in discussione e se si ritenga opportuno avviare, già in questa fase, un confronto con le organizzazioni di settore e le associazioni di categoria, con l’obiettivo di definire un quadro normativo equilibrato per l’intero comparto del gioco fisico.







