HomeGioco pubblicoRiordino gioco fisico, il Governo prende tempo: nessuna replica in Aula alle...

Riordino gioco fisico, il Governo prende tempo: nessuna replica in Aula alle mozioni PD, M5S e IV

Nessuna presa di posizione immediata da parte del Governo durante il dibattito alla Camera sulle mozioni dedicate al riordino del gioco pubblico e al contrasto del disturbo da gioco d’azzardo presentate da PD, M5S e IV. Al termine della lunga discussione svoltasi a Montecitorio, l’esecutivo ha infatti scelto di non intervenire nel merito delle proposte avanzate dai gruppi parlamentari, riservandosi di esprimere il proprio orientamento in una fase successiva dell’esame.

Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato per il settore. Entro il 29 agosto 2026 il Governo dovrà infatti completare l’attuazione della delega fiscale attraverso il decreto legislativo dedicato al riordino della rete fisica del gioco, provvedimento che dovrà affrontare questioni centrali come la distribuzione territoriale dei punti vendita, i rapporti con Regioni ed enti locali, la tutela della salute pubblica, il contrasto al gioco illegale e le misure di prevenzione del gioco patologico.

Il dibattito parlamentare ha evidenziato posizioni molto diverse sul futuro del comparto, ma anche alcuni punti di convergenza, a partire dalla necessità di aggiornare il quadro normativo e rafforzare gli strumenti di tutela dei soggetti vulnerabili.

Tra gli interventi più critici nei confronti dell’attuale modello di gestione del settore si sono distinti quelli dei rappresentanti delle opposizioni. Stefano Vaccari (Partito Democratico), firmatario della risoluzione, ha parlato di una “crisi sistemica” legata alla crescita della raccolta e ha chiesto una riduzione dell’offerta di gioco, il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e il ripristino dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico.

Sulla stessa linea Ilenia Malavasi (Pd), che ha definito il disturbo da gioco d’azzardo una vera e propria patologia sanitaria, sostenendo che il futuro riordino della rete fisica debba essere costruito partendo dalla tutela della salute e non dagli equilibri concessori.

Particolarmente duro anche l’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello, che ha contestato il modello concessorio vigente e ha espresso forti perplessità rispetto alle ipotesi che stanno emergendo nel confronto preparatorio sul decreto di riordino. Tra i temi sollevati, la proroga della delega fino ad agosto 2026 e soprattutto la possibile compartecipazione di Regioni ed enti locali al gettito derivante dal gioco, misura che secondo il M5S rischierebbe di creare un ulteriore conflitto di interessi e di indebolire le politiche territoriali di prevenzione e contenimento dell’offerta.

Sul fronte della maggioranza è intervenuto Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia), che ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio tra tutela della salute, contrasto al gioco illegale e salvaguardia del sistema regolato. Il deputato ha ricordato che il Governo sta lavorando alla definizione del decreto legislativo attraverso un confronto con Regioni e Comuni proprio per costruire un quadro normativo omogeneo a livello nazionale. Ciocchetti ha inoltre sostenuto un maggiore coinvolgimento dei concessionari nelle attività di prevenzione e ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato alle dipendenze, considerando le frequenti situazioni di comorbilità tra gioco patologico, dipendenze digitali e altre forme di dipendenza.

L’assenza di una replica immediata dell’esecutivo potrebbe essere interpretata da qualcuno come il segnale della complessità del dossier. Il riordino della rete fisica rappresenta infatti uno dei passaggi più delicati dell’intera riforma del settore dei giochi pubblici e coinvolge interessi spesso divergenti: quelli dello Stato, degli enti territoriali, degli operatori, delle associazioni impegnate nella prevenzione e delle strutture sanitarie.

Il Governo dovrebbe tornare sul tema nelle prossime settimane, quando sarà chiamato a esprimere formalmente il proprio orientamento sulle mozioni discusse dall’Aula e, soprattutto, a definire i contenuti del decreto legislativo che dovrà ridisegnare l’assetto del gioco fisico in Italia.

Altri articoli