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Riordino del gioco fisico, gli analisti: la riforma potrebbe favorire il consolidamento dei concessionari

Le indiscrezioni su una possibile accelerazione del riordino del gioco pubblico fisico tornano ad alimentare il dibattito sul futuro del settore. Il Governo starebbe valutando di rilanciare il dossier della riforma per evitare il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. Tra le ipotesi allo studio figurerebbe una proroga dell’attuale regime concessorio, in scadenza a dicembre.

Secondo gli analisti di Banca Akros, considerato che “per ragioni tecniche e legislative la riforma avrebbe dovuto essere approvata entro agosto”, una possibile soluzione potrebbe essere una proroga tecnica fino alla fine dell’anno. Parallelamente, potrebbe essere avviato il percorso per le gare relative alle nuove concessioni di lunga durata, seguendo un modello analogo a quello già adottato per il riordino del gioco online.

Le indiscrezioni riportano inoltre che le future regole potrebbero prevedere l’adozione di software e componenti hardware più avanzati sulle apparecchiature da gioco, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica e prevenire eventuali intrusioni da parte di hacker. Rimane invece ancora aperto il tema delle distanze minime tra i punti vendita e i luoghi sensibili, oggi disciplinato in modo non uniforme dalle diverse normative regionali.

Per gli analisti, la riforma potrebbe produrre effetti positivi per l’intero comparto dei concessionari. Secondo Banca Akros, infatti, l’assenza di un riordino ha finora limitato la possibilità per gli operatori leader di consolidare e razionalizzare il mercato attraverso l’acquisizione degli operatori marginali. In quest’ottica, i maggiori costi legati alle future concessioni potrebbero essere compensati dalle sinergie derivanti da un mercato più strutturato ed efficiente.

Il completamento della riforma rappresenterebbe inoltre un elemento di maggiore certezza regolatoria per gli operatori del gioco pubblico, dopo anni di proroghe delle concessioni e di un quadro normativo rimasto incompleto.

Redazione Jamma
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