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Relazione AGCOM 2026: nessuna sanzione nell’ultimo anno, il divieto di pubblicità del gioco attende Consulta e Corte UE

Il divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2026 dell’AGCOM, presentata oggi al Parlamento dal presidente Giacomo Lasorella, che dedica un passaggio specifico ai principali contenziosi giudiziari ancora aperti e all’attività di vigilanza svolta nel corso dell’ultimo anno.

Nel documento, l’Autorità evidenzia come il periodo di riferimento sia stato caratterizzato soprattutto dalla decisione del TAR del Lazio che, il 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità dell’articolo 9 del Decreto Dignità nella parte in cui prevede una sanzione amministrativa non inferiore a 50.000 euro per ogni violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo.

Secondo quanto ricorda l’AGCOM, il Tribunale amministrativo ha ritenuto la questione rilevante e non manifestamente infondata, osservando che, pur perseguendo la tutela della salute pubblica, il sistema sanzionatorio non consente alcuna graduazione della pena. La soglia minima fissa impedirebbe infatti di modulare la sanzione in funzione della gravità concreta della violazione e delle caratteristiche del soggetto destinatario, ponendo possibili profili di contrasto con gli articoli 3, 42 e 117 della Costituzione, quest’ultimo anche in relazione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Accanto al giudizio davanti alla Consulta, la Relazione richiama anche due importanti procedimenti pregiudiziali pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, destinati a incidere sull’interpretazione del divieto di pubblicità.

Il primo, nella causa C-421/24, nasce da un rinvio del Consiglio di Stato nel contenzioso che coinvolge Google Ireland e riguarda la possibile responsabilità delle piattaforme online per i contenuti pubblicati dai content creator. La Corte di Lussemburgo dovrà stabilire se una piattaforma possa beneficiare dell’esenzione di responsabilità prevista dalla direttiva sul commercio elettronico anche quando abbia instaurato rapporti di partnership commerciale con i creatori dei contenuti.

Su questa vicenda, l’Avvocato generale Maciej Szpunar ha già depositato le proprie conclusioni, sostenendo che la deroga di responsabilità prevista dalla direttiva europea può continuare ad applicarsi anche in presenza di un contratto di partnership, purché la piattaforma non eserciti un controllo sul contenuto concreto dei video pubblicati.

La seconda questione pregiudiziale, C-194/25, riguarda invece un procedimento sanzionatorio nei confronti dell’operatore di gioco online LeoVegas. In questo caso la Corte di giustizia sarà chiamata a chiarire se il divieto italiano di pubblicità del gioco avrebbe dovuto essere notificato preventivamente alla Commissione europea ai sensi della direttiva 2015/1535 sulle regole tecniche.

La Relazione fotografa anche l’andamento dell’attività sanzionatoria dell’Autorità. Dopo gli importi particolarmente elevati registrati nel 2023, quando le sanzioni avevano raggiunto 12,39 milioni di euro, e nel 2024, con 1,81 milioni di euro, nel 2025 non risultano nuove sanzioni amministrative pecuniarie irrogate per violazioni del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. Un dato che riflette anche il momento di particolare incertezza giuridica determinato dai numerosi procedimenti pendenti davanti ai giudici nazionali ed europei.

Il presidente Lasorella ricorda infine che il divieto di pubblicità del gioco continua a rientrare tra i principali ambiti dell’attività ispettiva svolta dall’Autorità insieme alla Guardia di Finanza. Le verifiche hanno riguardato, oltre alla tutela dei consumatori e ai servizi di comunicazione elettronica, anche il rispetto dell’articolo 9 del Decreto Dignità, confermando come il contrasto alla pubblicità del gioco con vincita in denaro resti una delle priorità dell’azione di vigilanza dell’AGCOM.

La Relazione evidenzia così un quadro ancora in evoluzione, nel quale il futuro della disciplina italiana dipenderà in larga misura dalle decisioni attese nei prossimi mesi sia dalla Corte costituzionale sia dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

AnnoTotale sanzioni amministrative pecuniarie e oblazioni (divieto pubblicità gioco d’azzardo)
2021€ 133.334
2022€ 2.477.800
2023€ 12.395.842
2024€ 1.810.121
2025€ 0
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