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Reggio Emilia. Apertura di nuove sale giochi solo dopo voto del Consiglio Comunale

In: Politica

13 ottobre 2014 - 08:38


PROCLAMAZIONE A SINDACO DI LUCA VECCHI

(Jamma) D’ora in avanti l’apertura di nuove sale giochi dovrà passare per il voto del consiglio comunale ed essere previsto all’interno del Poc, il piano operativo comunale con cui si programmano gli interventi sul territorio. Nuove restrizioni da parte di Reggio Emilia che si aggiungono a quelle già in atto nel comune reggiano, che prevedono la presenza di sale pubbliche per il gioco solo in zone lontane da quelle residenziali e all’interno di aree produttive che dispongano di ampi parcheggi.

“Il passaggio dal consiglio è una restrizione più totale rispetto a quelle che già c’erano, che hanno contribuito in questi anni a rallentare di molto la diffusione del fenomeno delle sale – ha spiegato il sindaco Luca Vecchi – In questo modo i tempi dei permessi si dilateranno di molto, e comunque tutto sarà deciso dalla collettività del consiglio”. La scelta potrebbe esporre il Comune al rischio di numerosi ricorsi, perché il provvedimento introduce delle condizioni molto restrittive rispetto alla normativa nazionale, che non pone obblighi particolari per questa tipologia di attività rispetto a quelle previste nelle aree produttive. “Ci sono già stati ricorsi e il Comune ha sempre tenuto testa, e sicuramente ce ne saranno altri in futuro a cui risponderemo – ha aggiunto il primo cittadino”.Il provvedimento della giunta del neosindaco Pd è inserito in un quadro più ampio presentato insieme all’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli, che prevede anche un giro di vite sulla legalità nel settore dell’edilizia pubblica e privata. Le verifiche antimafia per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata negli interventi convenzionati saranno infatti eseguite preventivamente, ancora prima degli accordi sulle convenzioni urbanistiche, e non alla vigilia dei lavori, come accade attualmente. In questo modo sarà avviato un controllo dall’inizio alla fine dell’iter di autorizzazione e anche di quello di esecuzione, che comporterà accertamenti sulle imprese prima e durante i lavori, e anche in caso di subentro di nuovi soggetti in corso d’opera. “Siamo riusciti a inserire queste nuove forme di controlli per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata” ha aggiunto Vecchi.

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