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Rampi (Pd): ‘E’ giunto il momento di agire per arginare l’eccessiva pubblicità di gioco’

In: Cronache, Politica

17 febbraio 2012 - 09:57


elisabetta_rampi

(Jamma) “Desideriamo esortare il Governo a prendere i necessari provvedimenti a tutela delle fasce più deboli della popolazione, e, in particolare, delle giovani generazioni, dai rischi derivanti dal gioco d’azzardo e dalla pubblicità, spesso aggressiva, ad esso correlata”. E’ questo il fine ultimo che dell’interpellanza presentata dall’onorevole del Pd Elisabetta Rampi.

“Siamo consapevoli dei ritardi della politica – ha proseguito l’onorevole durante la presentazione del testo –  ma altrettanto certi che la sensibilità del Governo e l’impegno trasversale del Parlamento, consentiranno al nostro Paese di arginare un fenomeno pericoloso e riprendere il posto che gli spetta nel contesto internazionale”.

“Nel nostro Paese – evidenzia l’onorevole Rami –  il gioco d’azzardo sta assumendo dimensioni di vera e propria emergenza sociale. Il settore presenta troppe ombre e il confine fra legalità, indebitamento e usura è veramente molto sottile, troppo sottile, spesso impercettibile. Per tali ragioni occorre mettere in campo politiche attive di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali legati a questo mercato, sanando un vulnus legislativo che lascia spazio a pericolose infiltrazioni;  non è più rinviabile la revisione completa della normativa che regolamenta il settore. Molte sono le sollecitazioni che pervengono a questo proposito da voci autorevoli della società civile e religiosa, dai territori, a dimostrazione di come il problema abbia assunto dimensioni sempre più ampie e ramificate e richieda interventi non più procrastinabili. Regioni, province e comuni, un elenco interminabile di associazioni, attendono un segnale forte di attenzione e azioni concrete di prevenzione e contrasto”.

La regione Piemonte – esplica l’onorevole – ha presentato al Parlamento la proposta di legge sulla « Illiceità dell’installazione e dell’utilizzo dei sistemi di gioco d’azzardo elettronico nei locali pubblici. Modifica all’articolo 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) », il cui primo firmatario è il consigliere Roberto Placido, del Partito Democratico. Questa proposta è stata approvata nel dicembre 2010 pressoché all’unanimità a dimostrazione della sensibilità e dall’attenzione trasversale su questa tematica. Ora, questa proposta è ferma alla Camera dei deputati, è stata presentata alla Camera come proposta di legge n. 3969 del 15 dicembre 2010; noi naturalmente ne auspichiamo una celere calendarizzazione ed approvazione, perché siamo convinti che sia uno strumento importante per porre rimedio ad un problema che è sempre più drammatico”.

La presente interpellanza urgente è volta, principalmente, a tutelare le fasce più deboli della popolazione, le più esposte, le più vulnerabili, in balia di veri e propri bombardamenti pubblicitari fuorvianti e insidiosi. In attesa di una rivisitazione completa della normativa vigente, oltre ad un doveroso intervento in termini di maggiore controllo e alla dotazione di strumenti più incisivi in capo alle amministrazioni locali per il contrasto di questa vera e propria piaga sociale, riteniamo urgente intervenire per introdurre maggiori restrizioni in materia di offerta via web, in relazione all’abuso e al pericolo di dipendenza da parte dei giovani. La pubblicità dei cosiddetti casinò on line, che amplifica l’illusione del guadagno facile, viene abilmente sfruttata dal marketing che propone, in modo insistente e sfacciato, un modello di vita fuori dalla realtà, fondato sul colpo di fortuna anziché sul lavoro e sull’assunzione di responsabilità; un modello di società capovolto, in cui vincente risulta essere il giocatore d’azzardo che dal suo comportamento compulsivo trarrebbe addirittura vantaggi anche di natura affettiva, in contrapposizione al non giocatore che viene rappresentato come l’escluso.

(…) Il dilagare della pubblicità, soprattutto televisiva, senza alcun filtro e senza regole, rischia di suggestionare pericolosamente il pubblico più vulnerabile tra cui bambini e adolescenti che in questo campo non godono di alcuna protezione.

La troppa tolleranza e addirittura l’incoraggiamento verso il gioco d’azzardo sviluppatosi in questi anni e percepito come innocuo, il ritardo nella consapevolezza delle problematiche legate al gioco e alle patologie ad esso correlate, la scarsa attenzione verso programmi per la creazione di una coscienza collettiva e la pesante crisi non solo economica, ma anche del sistema valoriale, annoverano purtroppo il nostro Paese tra i primi al mondo in questo triste mercato dell’azzardo.

Noi pensiamo che sia giunto il momento di agire perché è innanzitutto compito dello Stato tutelare fino in fondo i propri cittadini, in particolare coloro che non hanno gli strumenti per discernere e auspichiamo, confidando nell’attenzione e nella sensibilità del Governo, che voglia intervenire con tutti gli strumenti necessari al fine di debellare questa piaga in espansione.

Poiché siamo di fronte ad un’emergenza chiediamo al Governo di volerla considerare tale prendendo i necessari provvedimenti, a cominciare dalla pubblicità invasiva e fuorviante che ogni giorno adulti e minori sono costretti a subire ed auspichiamo un intervento teso ad una severa regolamentazione del settore come già avviene, ad esempio, per le sigarette e per i prodotti del tabacco”.

“Comunicazioni commerciali che possono incitare i gruppi vulnerabili – tiene ad evidenzaiare l’onorevole –  sono tra l’altro in contrasto con la direttiva europea 2005/29/CE dell’11 maggio 2005 relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori. L’articolo 5.3 annovera come tali le pratiche commerciali che possono falsare in misura rilevante il comportamento economico solo di un gruppo di consumatori chiaramente individuabile, particolarmente vulnerabile alla pratica o al prodotto cui essa si riferisce a motivo della loro infermità mentale o fisica, della loro età, ingenuità e via dicendo.

Tra l’altro si sta lavorando nel contesto europeo alla proposta di una specifica direttiva proprio sui giochi d’azzardo e noi contiamo davvero in un sollecito riscontro su una tematica tanto delicata quanto trascurata per l’implicazione e i costi sociali presenti e futuri che esso comporta. Porre dei limiti a questo tipo di comunicazione commerciale è tutt’altro che antidemocratico e censorio, ma, al contrario, è una forma di garanzia e tutela che lo Stato ha il dovere di assumere nei confronti dei cittadini tutti, in particolare rispetto ai soggetti più esposti. Va inoltre tenuto conto che in base alle informazioni disponibili i tassi di dipendenza da gioco d’azzardo nei Paesi dell’Unione europea che hanno effettuato uno studio completo sembrano variare tra lo 0,3 e 3,1 per cento dell’intera popolazione.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il 3 per cento della popolazione italiana – per la quale sembra non essere stato effettuato uno studio proprio completo – risulta comunque a rischio ludopatia e quasi un milione di persone già ne soffre. Lo sanno bene i Sert, i servizi per le tossicodipendenze, che stanno operando sul territorio con crescente impegno contro questa patologia mettendo a disposizione tempo, professionalità e risorse e lo sanno bene gli operatori del sociale e le tante famiglie che sono coinvolte”.

“Noi – dichiara in conclusione l’on Rampi – siamo coscienti fino in fondo che si sarebbe potuto fare di più, si sarebbe potuto fare meglio in questi anni, ma non è questo il tempo delle polemiche, non è tempo delle recriminazioni, ma è tempo della responsabilità, è tempo della coesione, è tempo della ricerca di soluzioni condivise.

Quindi confidiamo in un impegno trasversale di tutte le forze politiche e auspichiamo veramente un riscontro positivo da parte del Governo”.

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