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Raffaele Ferrara (Aams) : “Giusto intervenire con regole pubblicità sul gioco”

In: Apparecchi Intrattenimento, Automatico, Newslot, Politica

6 aprile 2012 - 11:46


ferraraOK

(Jamma) Il direttore generale dei Monopoli di Stato parla dei rapporti con i concessionari, le penali slot, la sentenza Cifone, la pubblicità.

Per il direttore generale di Aams giusto istituire regole più ferree sulla pubblicità ma senza penalizzare troppo gli operatori.

“Noi rappresentiamo lo Stato”. Questo in estrema sintesi il pensiero di Raffaele Ferrara, direttore generale dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Ma non si tratta di un’affermazione frutto di presunzione od arroganza, ma piuttosto della volontà di ribadire un concetto, secondo Ferrara, che dovrebbe essere ben presente a tutti gli operatori di gioco. E proprio dagli operatori sono piovute negli ultimi mesi forti critiche sulla gestione di Aams, che dal 2003 sovrintende a tutte le attività di gioco in Italia. Ecco, in un’esclusiva intervista rilasciata dal direttore generale dei Monopoli al direttore di Agicos Fabio Felici e pubblicata oggi da Milano Finanza, le risposte a queste critiche, con un’incursione nei temi politici e sociali collegati al settore dei giochi.

 

Gli operatori, soprattutto quelli più grandi, l’accusano di scarsità di rapporti, di non dare risposte, di non volere il confronto, nonostante il settore sia sotto attacco da parte della politica e della giustizia.

Si tratta di un’accusa infondata e probabilmente dettata da un modus operandi che viene da lontano ma che non mi appartiene. Non ho mai negato agli operatori un incontro con l’Amministrazione, ed in caso di mio impedimento ho delegato i dirigenti competenti ad ascoltare le loro richieste. E non ascoltiamo solo i grandi operatori ma anche quelli più piccoli venendo incontro, quando possibile, alle loro richieste come nel caso dell’istituzione dell’Albo dei Gestori. Ho però anche preteso un rispetto dei ruoli, con il concessionario che si deve muovere entro gli ambiti che gli competono e l’Aams a cui spetta il ruolo di regolatore. Incursioni in territori non di competenza non sono concesse a nessuno. Inoltre non rientra nelle corde della nostra Amministrazione il bisogno di “urlare” per far sentire la propria voce in Parlamento. In tante occasioni mi sono fatto carico personalmente di suggerimenti arrivati dagli operatori, presentando gli stessi alle Commissioni preposte, segnalando anche i profili di criticità di alcuni elementi normativi. Insomma abbiamo sempre mantenuto un ruolo attivo, rimettendoci però in ogni caso alle decisioni del Governo e del Parlamento. Ci tengo a sottolineare che noi siamo un apparato dello Stato, un organismo che deve far rispettare le decisioni del Parlamento anche se non siamo sempre d’accordo sulle scelte che vengono fatte. La centralità dello Stato, il rispetto della sovranità del Parlamento e delle leggi, sono gli elementi fondamentali su cui si basa l’operato di amministrazioni come la nostra.

Negli ultimi tempi si è scatenata in Parlamento un’offensiva contro le pubblicità sul gioco.

Credo che sia giusto intervenire con una norma di legge che preveda disposizioni ferree per la comunicazione in materia di gioco. Noi abbiamo preparato delle nostre proposte che non penalizzano gli operatori ma che allo stesso tempo impediscono scivoloni su pubblicità fuorvianti. Gli eventuali interventi in materia potrebbero toccare le fasce orarie nelle quali far passare il messaggio pubblicitario, l’utilizzo o meno di determinati termini e di riferimenti a situazioni equivoche. Non bisogna però dare la caccia alle streghe, tutta la nostra quotidianità è impregnata di messaggi pubblicitari, ma visto che il mondo del gioco va a sollecitare corde sociali sensibili è bene che lo stesso faccia molto attenzione al suo approccio mediatico. Per questo sono d’accordo con i ministri Balduzzi e Riccardi che puntano ad una radicale riforma della materia. Va comunque sottolineato come Aams ormai da anni non fa pubblicità al gioco come prodotto. I nostri messaggi sono diretti unicamente alla sensibilizzazione sul gioco responsabile, legale, sulla tutela dei giovani ed in particolare sul divieto di gioco ai minori. Le campagne che abbiamo voluto su questi fronti sono sempre state affidate ad esperti del settore educativo, pubblici e privati, con l’unico intento di far penetrare un messaggio di responsabilità e di cautela, mai quello di incentivo al gioco soprattutto da parte dei giovani. Sotto questo profilo, per evitare qualunque equivoco chiederemo ai concessionari anche di eliminare dai loro messaggi pubblicitari i loghi di AAMS.

 

In preparazione interventi normativi per sanare gli squilibri del settore scommesse rispettano però le decisioni della Corte di Giustizia Europea

La Corte di Giustizia Europea ha di fatto dato ragione ad un operatore estero di scommesse che ha deciso di lavorare in Italia senza però adeguarsi alla nostra normativa. Questo fatto ha creato forte malcontento tra gli operatori in possesso di regolare concessione, che accusano Aams di non aver fatto il massimo per tutelarli ed evitare sperequazioni che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro.

Anche in questo caso si tratta di accuse che non hanno fondamento. Lo Stato si è costituito nel procedimento attraverso l’Avvocatura e AAMS ha fornito ogni supporto per sostenere le ragioni dello Stato. Ma una volta arrivata la sentenza non possiamo non tenerne conto. Insomma una cosa è fare il possibile a sostegno delle proprie tesi, un’ altra è quello del rispetto delle leggi e delle sentenze.

Insomma i nostri concessionari dovranno convivere con chi fa il loro stesso mestiere senza però essere sottoposti agli stessi gravami economici e limiti operativi?

Si tratta di una situazione delicata e che va affrontata nel modo giusto. Stiamo preparando degli interventi normativi da proporre al legislatore. Si tratta di interventi che, nel rispetto delle decisioni della Corte di Giustizia Europea, puntano a sanare gli evidenti squilibri tra gli operatori del settore scommesse. Secondo noi ci sono elementi ragionevoli per ricomporre la situazione e prevedere l’inserimento dell’operatore in questione (la Stanley ndr) nel contesto italiano, visto che lo stesso ha già dimostrato una sua apertura in tal senso richiedendo la concessione per il gioco on line. Stiamo anche lavorando per istituire un tavolo di confronto con gli operatori per rendere compatibili ed accettate le diverse posizioni all’interno del nostro mercato.

FERRARA: “POSSIBILE PROROGA CONCESSIONI”

La gara per nuovi 7000 punti di gioco così ampia per evitare problemi a livello europeo. Se non si completa l’iter a giugno, in arrivo proroga per concessioni in scadenza

E visto che siamo in tema di scommesse, è necessaria la gara per introdurre nel mercato altri 7000 punti di raccolta di gioco?

Prima di tutto bisogna ricordare che la gara è prevista in una norma di legge. La gara è stata principalmente pensata per dare l’opportunità agli operatori con le concessioni in scadenza a fine giugno, di poter avere una sorta di riaffidamento dell’attività. L’ultima sentenza in materia di scommesse della Corte Europea di Giustizia ha definito paletti dei quali dovremo tener conto per avere l’ok dal Consiglio di Stato. La gara sarà quindi fatta nel pieno rispetto dei canoni europei, nel rispetto del principio delle concessioni e con la più ampia apertura possibile, da qui l’elevato numero di concessioni, per evitare eventuali problematiche proprio a livello europeo.

Ma alla scadenza mancano solo 3 mesi?

Se non si farà in tempo a completare tutti i passaggi si dovrà probabilmente proporre una proroga delle concessioni in scadenza.

FERRARA: “SLOT, SBAGLIATO ACCUSARE AAMS”

I Monopoli ed i concessionari hanno ruoli ben distinti ed ambiti ben delimitati nei quali operare. Incursioni nell’uno o nell’altro campo non sono ammesse

Altro tema molto caldo è quello delle penali per gli operatori di newslot. Anche in questo caso gli operatori hanno messo sul banco degli imputati Aams.

Anche in questo caso c’è una sentenza della Corte dei Conti (i 10 concessionari di newslot dovrebbero pagare complessivamente circa 2,5 miliardi di euro di penali ndr) che va rispettata. Si tratta di una sentenza che può essere impugnata dagli operatori e quindi l’iter giurisdizionale non è concluso. Quando sarà passata in giudicato, a quel punto si faranno le valutazioni del caso. Ma i concessionari devono capire che Aams deve prima di tutto far rispettare le leggi e quando il Parlamento ci ha chiesto di intervenire in materia di apparecchi da intrattenimento lo abbiamo fatto, anche se questo ci ha fatto piovere addosso le critiche degli operatori coinvolti. Il vero problema è che i concessionari ancora non hanno ben presente il loro ruolo di concessionari dello Stato. Si tratta di un ruolo certamente difficile, nel quale far convivere interessi privati ed imprenditoriali con l’interesse statale di gestione del mercato. A loro si chiede di operare entro certe leggi a noi di farle rispettare. Due ruoli quindi ben definiti, diversi ma non per questo opposti se ognuno si muove negli ambiti previsti. Non si può quindi chiedere all’Amministrazione di fare finita di niente, oppure di intervenire per annullare le penali, quando a noi spettano ruoli ben diversi.

FERRARA: SENZA AAMS CHE MERCATO SAREBBE?

Le gestione dei Monopoli ha permesso entrate erariali che altrimenti avrebbero pesato sui cittadini. Sarebbe importanti che i concessionari si impegnassero di più in attività di solidarietà

Insomma rispedisce al mittente tutte le critiche?

L’Amministrazione è fatta di uomini ed in quanto tale l’errore è dietro l’angolo. In questi anni Aams ha certamente fatto degli errori, ma li ha fatti sempre partendo dal principio del bene statale, del gioco sicuro, della tutela delle fasce più deboli, mai per visioni del mercato distorte. Eppoi ci sarebbe da chiedersi che mercato sarebbe senza l’Aams. Vorrei chiedere a chi ci critica cosa succederebbe in un mercato completamente libero, senza nessuno che vigili in maniera costante e continuativa sulle attività di gioco. In questi 9 anni di gestione del mercato, abbiamo reso difficile e contrastato il gioco illegale arginando le attività criminali che avevano messo piedi e mani nel settore, togliendo loro risorse importanti, come nel caso della messa fuori legge dei videopoker. Risorse che sono confluite nelle casse erariali e quindi a vantaggio del bene pubblico. Abbiamo permesso ad un settore di arrivare a quasi 80 miliardi raccolta, divenendo competitivo con tutte le altre realtà mondiali e quindi dando la possibilità di giocare nel proprio paese in modo legale, sicuro e trasparente. Ed attenzioni anche a leggere bene i dati di raccolta. Perché dei suddetti 80 miliardi, circa il 77% è tornato nella tasche dei giocatori sotto forma di vincite, quindi la spesa reale non arriva a 20 miliardi. E da questa lettura viene fuori anche il forte prelievo erariale. I circa 9 miliardi arrivati all’Erario dei giochi, rappresentano una tassazione molto elevata rispetto agli standard. Se non ci fossero stati i giochi, queste risorse erariali da dove sarebbero arrivate? Questa è una domanda che bisognerebbe fare a chi critica il segmento dei giochi senza conoscerne a fondo le dinamiche.

Di cosa c’è più bisogno in questo momento per recuperare credibilità e tranquillità?

C’è bisogno che il settore smetta di dare un’immagine di se troppo incentrata sul guadagno e che invece si preoccupi di più di creare un rapporto solido e di fiducia con la gente. In tal senso, a fianco delle doverose iniziative di competenza dello Stato, non mi dispiacerebbe assistere a volontarie e significative devoluzioni di quote di utili conseguiti dai concessionari destinate ad alimentare fondi di solidarietà (per esempio in tema di prevenzione da ludopatie, campagne educative presso i giovani, risorse per la ricerca scientifica). Si accorcerebbero così le distanze tra il mondo del gioco e la gente comune e si stabilirebbe più forte che mai il vincolo tra il gioco e la solidarietà. (fonte Agicos. Fabio Felici)

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