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Quando la politica influenza l’industria dei giochi. Un fenomeno planetario

In: Politica

22 agosto 2012 - 12:11


totò

(Jamma) Il ruolo della politica e la sua capacità di influenzare le sorti e la direzione dell’industria del gioco è un elemento che oggi non va sottovalutato. In Italia questo lo sappiamo bene ma forse non tutti sanno che altrove succede più o meno la stessa cosa. L’esempio più eclatante è senza dubbio l’approvazione, in tempi velocissimi e con una modalità degna di un bliz, della UIGEA, negli Stati Uniti nel 2006, attraverso la quale vennero bloccate le attività delle società estere che operavano nell’online. Oggi la capacità dei politici di immischiarsi nel gioco d’azzardo in cerca di consensi o nuove entrate fiscali sembra aver raggiunto livello inimmaginabili.

Tanto che la Global Betting Gambling Consultans, società di ricerca nel settore dei giochi, si è cimentata in un vero e proprio report delle ultime novità ‘nel campo’

Argentina

Il presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner non ha fatto mistero delle sue intenzioni di nazionalizzare il settore del gioco d’azzardo nel suo paese. Si tratta di una operazione complessa che comporta inevitabilmente un vero e proprio dibattito politico, controversie in materia di entrate fiscali, e il ripetere, in maniera ossessiva, che non ci sono più soldi per pagare i lavoratori pubblici. Se il presidente la spunterà saranno problemi seri per i titolari delle licenze di gioco licenze nella provincia di Buenos Aires.

 

Schleswig-Holstein, Germania

Lo stato tedesco dello Schleswig-Holstein rappresentava una sorta di stato di “cane sciolto” in materia di mercato tedesco delle scommesse. Si era rifiutato di firmare il trattato Interstatale sul gioco d’azzardo. Lo stato aveva anche rilasciato le proprie licenze di gioco online incassando il plauso e l’approvazione dell’industria del settore. Ma poi ci sono state le elezioni. I socialdemocratici (SPD) hanno guidato la costituzione di una nuova coalizione e il destino di quelle licenze sembravo compromesso. Poche ore prima delle elezioni la GBGC aveva scritto :

” Le licenze di gioco rilasciate dal Schleswig-Holstein potrebbero essere le più brevi mai rilasciate nella storia dell’industria del gioco se il SPD dovesse ottenere la maggioranza. I tre operatori a cui sono state rilasciate le concessioni potrebbe sostenere che hanno una durata fino al 2018, ma i governi fanno le regole e possono le regole del gioco al solo scopo di soddisfare esigenze politiche. Se l’SPD vuole davvero abrogare il regolamento, annullare o limitare le licenze saprà trovare un modo per farlo . ”

La SPD non è a favore del gioco d’azzardo on-line e inizialmente ha detto che non intende rispettare le licenze concesse. Sono state intentate delle cause giudiziarie e operatori e stato spenderanno i fondi necessari per inutili spese legali.

Spagna

La Spagna ha introdotto il suo regolamento di gioco d’azzardo online nel 2012 ed ha richiesto alle società che già operavano sul mercato senza licenza di versare le imposte relative al periodo in cui hanno svolto questa attività da irregolari. Sportingbet ha dovuto sborsare 14 milioni di euro (e ha intrapreso una vendita di obbligazioni convertibili ), mentre Bwin.Party pagato 33,6 milioni di euro .

I politici in Grecia e in Portogallo hanno guardato con attenzione a questo esempio senza dubbio nota con interesse quanto facilmente gli operatori versato, mentre l’Italia sarà sicuramente dispiaciuta di non aver fatto una cosa del genere quando ha rilasciato le prime licenze online.

Regno Unito

La coerenza non è mai stata la maggiore caratteristica di un politico. Nel Regno Unito i politici del partito laburista ammettono oggi che l’aver aggiornato la regolamentazione sul gioco con il Gambling Act del 2005 è stato un errore. Il Gambling Act è stato un elemento chiave del programma legislativo del precedente governo laburista e in quel periodo duramente contestato da parte dei conservatori, che hanno visto l’opportunità di conquistare voti nel periodo che precedeva l’elezione generale del 2005.

Ora, in opposizione, i parlamentari laburisti si mostrano molto preoccupati per la questione delle troppe sale scommesse che sono localizzate spesso, ma non esclusivamente, nei collegi dei politici laburisti.

La nuova coalizione di governo guidata dai conservatori ha deciso che le entrate fiscali provenienti dal gioco sono ora molto utili e ha introdotto una tassa sul “punto di consumo” per il gioco d’azzardo online, il che significa che le imprese off-shore che richiederanno una licenza britannica pagheranno una tassa del 15% sui ricavi nel Regno Unito.

 

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