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Puglia, Epifani (Pd): “No sanatoria incondizionata per punti scommesse illegali”

In: CED e CTD, Politica, Scommesse

4 febbraio 2015 - 10:23


giovanni_epifani

(Jamma) – “É opportuno che venga modificata la norma che prevede una sanatoria per le sale da gioco non autorizzate – norma prevista dalla legge di stabilità 2015 e votata dal Parlamento a fine 2014 – affinché il condono sia coerente innanzitutto con le leggi regionali qualora ci fossero e non vanifichi gli sforzi di Regioni come la Puglia, la quale si è dotata di una legge all’avanguardia di contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

 

E’ quanto chiesto dal consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani, in una lettera indirizzata a tutti i parlamentari pugliesi affinché si facciano promotori di un emendamento da inserire nel cosiddetto decreto milleproroghe al voto nei prossimi giorni. Ha spiegato il consigliere Pd: “Secondo i dati forniti dall’associazione delle sale da gioco autorizzate, Agipro, e dalle forze dell’ordine, nel 2014 in Puglia ci sono due agenzie non autorizzate per ogni punto scommesse regolare. I bookmaker senza autorizzazione sono praticamente raddoppiati dal 2013 lievitando a 1.500, contro poco meno di 800 sale regolari.

 

I Centri trasmissione dati (Ctd ovvero i bookmaker al di fuori della rete legale) non riconoscendosi nelle norme italiane, non sono vincolati da nessuna legge, né tanto meno dal dispositivo pugliese sul gioco d’azzardo approvato a fine 2013 il quale prevede alcune misure restrittive per i centri scommesse come il cosiddetto distanziometro (l’obbligo di almeno 500 metri dai luoghi sensibili). Rispetto a questo stato di cose, la sanatoria prevista dalla legge di stabilità per i punti non autorizzati, consentirà ai Centri trasmissione dati di regolarizzarsi solo attraverso il pagamento di poche migliaia di euro (15-16 mila euro tra sanatoria e imposte arretrate). Pertanto, occorre un intervento coeso di tutti i parlamentari pugliesi affinché, attraverso un emendamento al decreto mille proroghe, non vengano regolarizzati i centri non autorizzati tout court, ma solo a condizione che essi operino nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti regionali”.

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