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Provincia di Bolzano: il Consiglio compatto affida ai sindaci la regolamentazione delle sale giochi e slot nei bar

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4 ottobre 2012 - 10:30


bolzanoconsiglio
Bolzano. Si alle sanzioni e rimozione delle slot installate al di sotto dei 300 mt dai luoghi sensibili

 

Scarica il testo integrale della mozionebz

 

(Jamma) Nel pomeriggio di ieri, 3 ottobre, il Consiglio provinciale di Bolzano ha riaffrontato il tema del gioco d’azzardo e della dipendenza da gioco, esaminando l’emendamento sostitutivo della mozione 464/12, firmato da Julia Unterberger, Mauro Minniti, Elmar Pichler Rolle, Martha Stocker, Roland Tinkhauser e Alessandro Urzì, che raccoglie e sintetizza le proposte fatte da diversi consiglieri.

Julia Unterberger (SVP) ha spiegato che la mozione invita la Giunta provinciale (1) a commissionare uno studio che comprenda una rilevazione delle sale da gioco, delle sale dedicate e delle slot machine (presenti al di fuori delle sale) e che indichi quali si trovano in una fascia di rispetto di 300 m dai siti sensibili, (2) a verificare se sia opportuno trasferire ai sindaci la competenza per l’autorizzazione di sale da gioco, (3) a impegnare i Comuni a comunicare alla Giunta provinciale con un rapporto annuale quali licenze per sale da gioco sono state revocate e quante slot machine rimosse, (4) a stanziare annualmente almeno l’1,5% o una percentuale superiore delle entrate dal gioco d’azzardo per misure preventive contro il gioco compulsivo e per l’accompagnamento delle persone affette da questa dipendenza. Elmar Pichler Rolle (SVP) ha anche presentato un emendamento sostitutivo del suo voto 16/10, cofirmato da Tinkhauser, per invitare Parlamento e Governo non solo (1) ad attivarsi affinché le disposizioni sul gioco d’azzardo diano rese più severe, così da garantire a minori e persone esposte alla dipendenza un’adeguata tutela dalle conseguenze negative del gioco e a garantire controlli, ma anche (2) a provvedere affinché le competenze in materia di concessione delle licenze per le sale dedicate siano trasferite alle Province autonome di Bolzano e Trento.

Alessandro Urzì (FLI) ha annunciato voto contrario al punto (2) del voto, che aprirebbe contraddizioni difficili da risolvere. Il voto si prefigge però di creare condizioni di tutela dei cittadini dalla dipendenza da gioco, e questo é comprensibile. In quanto all’emendamento sostitutivo della mozione, esso è frutto di una larga intesa, ed é importante che essa denunci in alcune parti la necessità di un ruolo più attivo dei Comuni, così come inviti a stanziare una percentuale ben definita dei proventi da gioco in prevenzione e cura.

Roland Tinkhauser (Die Freiheitlichen) ha sottolineato che Urzì é favorevole al passaggio delle competenze ai Comuni ma contrario a quello dallo stato alle province, il che é contraddittorio. La Provincia ha le mani legate, e lo Stato vede che nel settore si può guadagnare facilmente. La percentuale da destinare in prevenzione e accompagnamento forse non sarà sufficiente, ma é qualcosa.

Mauro Minniti (PdL) ha lodato il risultato a cui si é arrivati con un testo comune, si tratta di un passo avanti per creare ulteriori paletti nel settore del gioco d’azzardo. In merito al trasferimento ai sindaci della competenza sulle sale da gioco, ha sottolineato che egli é l’amministratore più vicino al territorio, pertanto si deve assumere questa responsabilità, relativa a scelte fatte sul territorio stesso. Ha aggiunto che si tratta di interventi importanti, anche se non definitivi.

Thomas Egger (Die Freiheitlichen) ha annunciato voto favorevole, pur ritenendo la mozione poco efficace sul lato pratico. Ha poi sottolineato che non tutti quelli che giocano sono dipendenti, e “anche il “Watten” può rendere dipendenti”. Ulli Mair (F) si é detta d’accordo con Egger, evidenziando che esistono anche altre dipendenze che rovinano le famiglie, e non vanno dimenticate. Il Forum prevenzione, ha aggiunto, promuove iniziative e opuscoli, ma non va a rivolgersi a chi é effettvamente colpito dalla dipendenza.

Eva Klotz (STF) ha criticato che si ripartisse dagli studi, ancora una volta da indagini e rapporti, nascondendosi dietro un dito. Solo con il Los von Rom si possono adottare provvedimenti seri, perché lo Stato cerca solo di incamerare soldi.

Pius Leitner (F) ha parlato di “mozione placebo”; ha poi ricordato che il fenomeno é vecchissimo altrove e chiesto di considerare anche le altre dipendenze.

Quale consigliere è intervenuto poi Richard Theiner (SVP), difendendo il lavoro del Forum prevenzione, che fa davvero moltissimo ed ha molta esperienza nel campo delle dipendenze.

Per Sven Knoll (STF), l’esperienza della lotta al fumo ha dimostrato che la prevenzione funziona poco, funzionano solo i divieti: lo stesso sarà per la ludodipendenza. Per il gioco d’azzardo viene fatta talmente tanta pubblicitá che la prevenzhione é impossibile, pertanto anche la mozione dimostra buona volontá ma non servirá a niente. Anche il trasferimento delle competenze ai sindaci potrebbe essere positiva, ma serve a poco.

Per Andreas Pöder (BürgerUnion), la legge provinciale ha giá avuto degli effetti: per esempio, a Lana é stata vietata l’apertura di una sala da gioco vicino al distretto sanitario. D’altra parte, a merano un esercente di sale da gioco sta facendo pubblicità, che sarebbe vietata, ed é incomprensbile perché il Comune non interviene.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha sostenuto che l’approvazione di mozione e voto deve essere una sollecitazione ai Comuni ad usare tutte le loro competenze. ha poi difeso il lavoro del forum Prevenzione.

Il pres. Luis Durnwalder ha chiesto di differenziare tra apparecchi da gioco che fanno vincere qualche piccolo piano e slot machine effettive. Le proposte, che lui appoggia, non sono risolutive; biosgna accompagnare le persone e indicare loro la dritta via, così coma già ai bambini si insegna cosa e come devono bere, perché non dipendano dall’alcol da adulti: l’educazione é meglio dei divieti, per questo é opportuno lavorare con le associazioni giovanili. I Comuni hanno ga un’importante competenza sugli apparecchi da gioco, e possono dare parere negativo: alcuni di essi sono più generosi, altri meno, e ci vorrebbe una linea unitaria. In quanto alla quota dell’1,5%, essa é stabilita come minimo e può anche essere aumentata.

Julia Unterberger ha detto che sarebbe bello poter contare solo sull’autoresponsabilità dei singoli, ma la realtà é diversa. La mozione non é un compromesso, ma raccogliere tutte le idee presentate. La legge ha prodotto degli effetti, tanto che le macchinette da gioco non possono più essere installate ovunque, e prevedere un rilevamento di sale da gioco e macchine da gioco é importante. I sindaci finora hanno avuto poco coraggio, ma la legge di modifica della norma sugli esercizi pubblici, che si tratterà domani, darà loro sostegno.

L’emendamento sostitutivo della mozione 464/12 è stato approvato con 28 sì e 3 astensioni, così come é stata approvata con 30 sì e 3 astensioni la prima parte dell’emendamento sostitutivo del voto 16/10, e con 30 sí, 1 no e 2 astensioni la seconda parte (competenze alla Provincia).

 

Nel corso della mattinata Prendendo parola per trattare la mozione 464/12, “Interventi per contenere, prevenire curare il gioco compulsivo”, Alessandro Urzì (FLI) ha proposto questa mattina, in Consiglio provinciale, un incontro tra promotori di diverse mozioni sulla dipendenza da gioco. La presidente Unterberger ha invitato ciascun proponente a presentare la sua proposta, per poi dare spazio a una conferenza dei capigruppo sul tema. Urzì ha quindi illustrato la sua mozione, con la quale, sottolineando che la diffusione del gioco compulsivo, che svuota l’anima delle persone più deboli e rovina finanziariamente le famiglie, impone una riflessione da parte del legislatore, e che alcuni coraggiosi sindaci si sono appellati alla Provincia per richiedere il diritto delle amministrazioni comunali di esercitare un ruolo attivo nei processi di rilascio di licenze o vigilanza, come avviene in provincia di Trento, chiedeva di impegnare la Giunta ad estendere l’attuale limite dei 300 metri di distanza dai luoghi sensibili introdotto dalla l.p. 13/2010, a costituire le premesse legislative perché i comuni possano adottare direttamente provvedimenti di limitazione o divieto, a promuovere attraverso i comuni il monitoraggio di numero e tipologia degli apparecchi da gioco installati e la loro progressiva rimozione, comunicandone gli esiti al Consiglio provinciale, a prevedere interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da patologia da gioco compulsivo. Urzì ha infine invitato ad aprire un’ampia discussione sulla problematica, un confronto che dia origine a una proposta unitaria per sviluppare in commissione legislativa un intervento utile a dare delle risposte da troppo tempo sospese.

Roland Tinkhauser (Die Freiheitlichen) ha poi presentato la sua mozione sul tema, sottolineando che in Alto Adige si spendono 700.000.000 € in apparecchi da gioco, che quest’anno diverranno probabilmente 1 miliardo. Con la sua mozione (302/11), ha proposto di ridurre il numero di macchinette, limitandolo a un apparecchio per bar, di non permettere il rilascio di nuove licenze per sale da gioco, di opporsi al rilascio di nuove licenze statali avvalendosi di ogni mezzo legale. Ha quindi ritenuto inaccettabile che lo Stato tolleri questi apparecchi da gioco.

Anche Mauro Minniti (PdL) ha presentato una sua proposta (mozione 263/10), orientata a revocare le licenze già concesse a locali aperti in difformità da quanto previsto dalla legge provinciale, segnalando che ci sono persone che passano ore alle macchinette dei bar giocandosi stipendio o pensione, e che per questo hanno bisogno di aiuto. Egli ha riconosciuto quanto fatto in questo campo da parte di Cesare Guerreschi con la sua sensibilizzazione precoce verso il gioco patologico, e si é detto favorevole ad un aumento della distanza da luoghi sensibili prevista per legge, e anche all’inserimento per legge di una distanza obbligatoria da sportelli bancomat: “Bisogna creare delle condizioni perché sia impossibile recuperare altri soldi per continuare a giocare con la speranza di recuperare le perdite”.

Elmar Pichler Rolle (SVP), presentatore del voto 16/10, ha fatto riferimento al disegno di legge firmato con Unterberger relativo alle sanzioni da applicare in caso di mancata osservanza del divieto di installazione di macchinette in zone sensibili e alla responsabilità nell’applicazione della legge. Ha quindi lodato la legge provinciale di recente emanazione definendola un passo importante, tanto che il Ministero della Salute ne sta elaborando una analoga, pur avendo ridotto la distanza dai luoghi sensibili dagli originari 500 metri a 200 metri. Con il Governo Berlusconi, sono state rilasciate concessioni pluriennali anche per raccogliere fondi per gli interventi successivi alle catastrofi, ma ora lo Stato fa un passo indietro. Bisogna dire anche, che la Provincia partecipa delle entrate statali, ha aggiunto Pichler Rolle, facendo poi riferimento alla audizione di esperti ospitata in Consiglio, dalla quale é emerso che é necessario intervenire per contenere il gioco d’azzardo, e nel corso della quale si é fatto riferimento al gioco d’azzardo in internet, sul quale la Provincia non può intervenire.

Martha Stocker (SVP) ha quindi illustrato la sua mozione 425/11, depositata giá un anno fa, sottolineando che comunque il problema rimane, anzi, semmai aumenta, così come aumentano i pazienti in cura, ambulatorialmente e a Bad Bachgart, per il gioco patologico. In Alto Adige manca una panoramica della situazione, quindi con la mozione Stocker propone di svolgere una rilevazione sistemica di tutti i negozi, bar, sale da gioco ecc. che offrono un qualsiasi gioco d’azzardo, compresi i “gratta e vinci”, rilevando l’entitá del fatturato medio annuo, e di mettere a punto, per combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo, una strategia duratura che preveda sia delle limitazioni e severe prescrizioni per i gestori di sale e macchinette sia un potenziamento di consulenza e terapie per i giocatori consultivi. Stocker ha fatto riferimento anche alle orme a tutela dei giocatori vigenti in Austria.



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