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Pordenone. Il Comune relega ‘al confino’ il gioco d’azzardo

In: Apparecchi Intrattenimento, Bingo, Casinò, Cronache, Politica

4 maggio 2012 - 09:36


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(Jamma) Il Comune di Pordenone mette a freno l’azzardo relegando “al confino” i luoghi in cui è possibile giocare. Sulla scia di quanto sta portando avanti la Regione, l’assessore alle politiche sociali Vincenzo Romor si è messo al lavoro per redigere un regolamento che limiti il gioco lecito.

Il Comune non ha grandi poteri, ma quelli di cui dispone intende esercitarli. «E’ chiaro che non possiamo impedire alle persone di giocare nè bloccare la libertà d’impresa, però alcune cose le possiamo fare» dice con ottimismo l’assessore. Cosa? «Lavorando sul piano urbanistico e quindi evitando che i luoghi del gioco siano vicini a punti “sensibili” e poi agendo sulla prevenzione attraverso campagne informative che coinvolgano più soggetti».

L’obiettivo è chiaro: debellare le conseguenze del gioco ovvero l’aumentare di fenomeni di marginalità e per raggiungere tale obiettivo è necessario – spiega l’assessore – agire in due direzioni.

La prima è quella della prevenzione. «La premessa da fare – analizza l’assessore – è che spesso l’approccio al gioco parte dal bisogno di superare una difficoltà economica». Si ha l’idea che tentare la fortuna sia una strada senza rischi per risolvere difficoltà materiali, ma la tentazione diventa presto schiavitù, dipendenza». Informazione tra le persone e formazione delle fasce più fragili della popolazione è l’imperativo della politica comunale, ma non l’unico. «E’ importante che il tema venga affrontato in più sedi e che il messaggio sia chiaro: con il gioco perdi soldi e anche la salute – aggiunge Romor –. Va sensibilizzata la popolazione. Importante, in questa direzione, anche l’appello lanciato sul sito internet del Messaggero Veneto».

E per intercettare il disagio prima che si manifesti, non basta lavorare sulla formazione delle persone. Bisogna evitare che ci siano equivoci. Ecco perché il regolamento dovrà prevedere anche requisiti urbanistici: «Dobbiamo cercare di tenere il gioco lontano da luoghi sensibili come per esempio le scuole, i centri di aggregazione giovanile eccetera». L’assessorato è al lavoro per la stesura di una prima bozza «che poi sottoporremo alle associazioni e ai portatori di interesse per arrivare a un regolamento condiviso e completo».

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