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Polillo, Sottoseg.Economia, ‘La pubblicità del gioco non è paragonabile alle sigarette, a livello giuridico europeo rimane un limite invalicabile’

In: Politica

1 marzo 2012 - 12:18


polillo

(Jamma) A rispondere all’interpellanza presentata dall’onorevole Gibiino è stato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Nel testo presentato lo scorso 7 febbraio l’onorevole del Pdl chiedeva se il Governo avesse intenzione di assumere un’iniziativa normativa generale per la regolamentazione del settore del gioco d’azzardo che limitasse sensibilmente i messaggi pubblicitari e di marketing rivolti al gioco e, al contempo, se avesse intenzione di promuovere iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco per mezzo di massicce campagne informative rivolte all’intera cittadinanza e da attivarsi in modo capillare nelle scuole.

Dal momento che da più parti viene richiesto di vietare la pubblicità del gioco così come avviene per le sigarette il Sottosegretario all’Economia ha specificato: “Non facciamo pubblicità sulle sigarette perché esiste una direttiva europea che è stata recepita dal Governo Italiano. Per questo esiste questa difformità tra sigarette e gioco d’azzardo. Senza dimenticare che noi però permettiamo la pubblicità dell’alcol che il più delle volte crea disagi maggiori di quelli del gioco.  E’ un problema quello del gioco che esiste ma a livello giuridico europeo rimane un limite invalicabile”. “Si potrebbe anche provare a impostare una linea proibizionista – commenta – ma di solito è controproducente. Sicuramente ci si può impegnare per limitarla e per accompagnarla da ulteriori forme di cautela”.

Per quel che concerne la piena trasparenza delle società di gioco sia in ordine alla loro titolarità che alle operazioni poste in essere, prevedendo l’applicazione, con riferimento alle suddette società, della legislazione antimafia “L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato – ha dichiarato Polillo – ha realizzato continue azioni di contrasto. Inoltre l’ultima novità che sarà contenuta nel decreto fiscale è una sorta di gruppo di agenti che potrei definire Serpico che cercheranno di contenere l’illegalità nel gioco. Non solo è già stato costituito un gruppo di intelligence tra AAMS, Forze di Polizia, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza. Inotltre è stato disposto un sito on line info azzardo, è stato attivato un numero verde mentre per quanto riguarda la lotta contro la ludopatia stiamo varando un decreto ministeriale di concerto con il Ministero della Salute”.

Per garantire trasparenza in questo settore “Stiamo costituendo dei reparti specializzati e questa è un po’ una linea di tendenza che stiamo portando avanti su diversi fronti. Nello specifico per quel che concerne il gioco stiamo creando un reparto specializzato della Guardia di Finanza che non sia solo di contrasto ma che sia in grado di comprendere le modifiche degli apparecchi”.

In merito alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ravvisa nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata come patologia clinica e che può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale “E’ previsto un intervento del Sistema sanitario nazionale – dichiara Polillo”

Nell’interpellanza gli onorevoli chiedevano se ai fini della prevenzione e del contrasto dei fenomeni dell’illegalità nel mercato dei giochi, il Governo prevedesse anche il delitto di gioco d’azzardo “Il reato di gioco d’azzardo – sottolinea Polillo – già esiste ed è già perseguito. Ad esempio nel 2011 abbiamo denunciato e in alcuni casi arrestato 4856 persone”.

“C’è un impegno continuo e costante – conclude il sottosegretario – in questo campo e siamo assolutamente disponibili ad ascoltare tutte le indicazioni del Parlamento”.

 

A replicare alla risposta del Sottosegretario Polillo Giammanco Gabriella, del Pdl, che ha ringraziato il sottosegretario per aver fornito una risposta ampia ed esaustiva. “Ringrazio l’on. Polillo per il suo appello all’unità delle forze politiche nell’affrontare questo tema; – ha dichiarato Giammanco – solo attraverso l’unione si può perseguire una più efficace lotta alla diffusione eccessiva del gioco. Tuttavia bisogna lavorare per evitare di trasformare la passione degli italiani al gioco in una vera emergenza sociale: intervenire per responsabilizzare la cittadinanza e controllare il mercato dei giochi dai possibili influssi della criminalità organizzata e dell’usura.

Il fenomeno va affrontato con serietà e completezza attraverso una richiamo alla responsabilità per evitare l’insorgere di comportamenti ossessivi e compulsivi. La patologia colpisce sempre più anche giovani e donne, più attratti da bingo e lotto, a differenza degli uomini che giocano di più su slot machine e scommesse sportive. Da notare che gran parte dei giocatori sono disoccupati e vedono nel gioco una possibilità di guadagno e di riscatto. Su questo fronte non possiamo abbassare la guardia; non possiamo sottovalutare i rischi connessi.

Nessuno vuole arrivare a una qualche forma di proibizionismo, lungi da noi – per carità – chiedere questo, ma non si possono sottovalutare i rischi connessi alla dipendenza dal gioco d’azzardo, ancor più perché si tratta di un’attività legalizzata e il Governo, quindi, ha il dovere di sentirsi parte in causa e ha il dovere di regolamentare in modo attento il settore, al di là dell’etica più o meno personale che investe tutti noi, ma comunque il Governo è parte in causa.
Quel che è cambiato nel tempo sono le occasioni per poter giocare: agli inizi degli anni Novanta c’erano in larga scala solo il Totocalcio, il Lotto e le scommesse ippiche. Oggi, stando allo studio «Gioco e giovani del rapporto 2009», effettuato dalla società Nomisma di Bologna, che si occupa di ricerche economiche di settore, le possibilità di gioco legale sono notevolmente aumentate e si è passati dalle tre occasioni di gioco dei primi anni Novanta alle quindici attuali. La tentazione è continua con l’invasione di lotterie istantanee, sale Bingo, slot machine (se ne contano circa quattrocentomila), sale scommesse (se ne contano circa duemila), scommesse on line con carte prepagate, mini casinò dei centri commerciali come playcity: aperti 365 giorni l’anno e concepiti come cittadelle per il gioco alla portata di tutti. È un sistema che ha innescato un giro di affari talmente remunerativo che non può non attrarre la criminalità organizzata.
Preoccupa anche il fenomeno dei baby scommettitori perché, nonostante i divieti previsti per i minorenni, come ben ricordava lei, signor sottosegretario, è sempre più difficile proibire il gioco, in particolare on line, da parte di questi ragazzini e il numero degli adolescenti che gioca il proprio denaro è notevolmente in crescita.
La mania del gioco, dunque, ha mille sfaccettature. In più, come ha ricordato il sottosegretario, con la crisi economica in corso l’utopia della vincita al gioco alimenta la speranza del riscatto sociale, per cui anche chi prima era più restio oggi appare più propenso al gioco.
Per concludere, ci auguriamo che la nostra interpellanza urgente e le argomentazioni che l’hanno accompagnata possano aprire una seria e approfondita riflessione sulla reale necessità di porre in essere iniziative volte a limitare la dipendenza dal gioco, mettendone in luce, specie tra i più giovani, effetti e rischi, nella convinzione che solo l’educazione possa portare alla consapevolezza e dunque alla capacità di valutare fino a che punto sia corretto spingersi quando si gioca”.

 

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