Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Polillo, Sottosegr.Economia: “Il gioco non è paragonabile al tabacco, ma stiamo lavorando ad un decreto con il Ministero della Salute”

In: Cronache, Politica

16 febbraio 2012 - 16:03


polillo

(Jamma) E’ stato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo  a rispondere all’interpellanza urgente presentata dell’onorevole Rampi. “Nell’interpellanza, e anche nel successivo svolgimento da parte dell’onorevole – ha dichiarato il sottosegretario Polillo – , mi sembra vi sia stato, giustamente, una forte sottolineatura gli aspetti culturali e di costume che sono all’origine del fenomeno. Proprio perché si tratta di aspetti culturali e di costume, questo ci dà la dimensione della difficile battaglia che stiamo facendo per cercare di ridurre il peso e la dimensione che l’attività dei giochi ha nella società italiana.
Si tratta di una dimensione che, indubbiamente, come l’onorevole ha già indicato nella sua interpellanza e nel suo intervento, la crisi aggrava, perché spinge alla ricerca di – mi si consenta il termine – facili quanto illusorie scorciatoie per affrontare i problemi che sono di fronte a tutti noi. Ma proprio per questo diventa un problema molto difficile da risolvere, perché nell’esperienza degli anni passati, purtroppo, abbiamo visto che quando non vi è una presenza, anche manageriale, dello Stato, nella gestione dei giochi, si lascia campo ai giochi illegali.
Vi è quindi una forte concorrenza, che tuttora continua. L’onorevole ha fornito dei dati che sono impressionanti: 76 miliardi di euro di entrate provenienti da giochi legali e 10 miliardi dai giochi illegali, però ricordo che anche sette, otto, dieci anni fa, avevamo il 50 per cento dei giochi legali e il 50 per cento da giochi illegali, con tutto quello che comportava, perché dietro il gioco illegale vi sono le organizzazioni criminali e un fiorire di reati come prostituzione, «gangherismi» e cose di questo genere.
Ciò che abbiamo tentato di fare in tutti questi anni è di contenere e ridurre il perimetro dell’illegalità che, proprio stante questi fenomeni di costume, poteva esser affrontato – non dico risolto, perché non è stato del tutto risolto, il problema – cercando di sostituire al gioco illegale il gioco legale, e cercando di utilizzare, in questa difficile battaglia, quelle che sono le caratteristiche di costume del nostro Paese e, quindi, offrendo un prodotto appetibile, perché, poi, vi è una sorta di mercato, un mercato pulito e un mercato sporco. La battaglia si vince solo se riusciamo ad essere più competitivi nello spostare correnti di scommesse, appunto, dal gioco clandestino a quello legale, proprio per circoscrivere il campo dell’illegalità.
Tuttavia il fulcro dell’interpellanza non è tanto questo, ma cosa facciamo, sul piano di carattere generale, per contenere la tendenza, specie delle nuove generazioni, a pensare che quello possa essere un canale risolutivo dei loro problemi di carattere immediato e anche di carattere futuro. L’onorevole, giustamente, ha accennato a quella che è la potenza della televisione, che entra nelle case tutti i giorni. Si tratta di un tema di grande spessore e di grande difficoltà da affrontare, che non si limita soltanto alla prospettiva dei giochi, ma è più di carattere generale.
Quindi, di fronte a problemi di questa portata il Ministero dell’economia e delle finanze è un po’ disarmato. Però posso illustrare quel che è stato fatto per contenere, ad esempio, il problema dell’illegalità.

In primis è stata stabilita una profonda sinergia tra l’AAMS e le forze dell’ordine. Un altro tentativo di coinvolgimento è quello con la SIAE che ha il controllo sul PREU. E sempre con il fine ultimo di monitorare la zona grigia del gioco abbiamo costituito un comitato di intelligence, se così si può definire tra AAMS, Forze di Polizia, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza”.

“Per quel che concerne i soggetti più deboli e i giovani che hanno meno  di 18 anni noi abbiamo cercato di portare il nostro granello di sabbia introducendo innovazioni tecnologiche come ad esempio limiti di tempo e di durata; inoltre un altro piccolo accorgimento è stato quello di porre un tetto massimo all’importo giocato. Ma soprattutto abbiamo intensificato le campagne informative. Abbiamo stabilito che è vietato ai minori di 18 anni giocare e, a tale scopo, in un anno sono stati controllati oltre 68.000 esercizi. Aggiungo che stiamo lavorando ad un nuovo decreto per portare avanti questo discorso. Il decreto che verrà redatto di concerto con il Ministero della Salute e che discuteremo anche nella conferenza Stato Regioni verte sull’intensificazione della lotta contro la ludopatia”.

“Nell’interpellanza – prosegue Polillo – si fa riferimento al tabacco e l’onorevole Rampi suggerisce di regolamentare severamente la pubblicità dei giochi d’azzardo così come già avviene per altri settori, come, ad esempio, con i prodotti del tabacco, Questa può essere una via percorribile anche se la lotta al tabacco è iniziata quando i mezzi di comunicazione non avevano la stessa diffusione e la stessa penetrazione di oggi. Inoltre,è necessario sottolineare che il fenomeno del tabagismo era molto più diffuso del gioco”.

Vediamo cosa si può fare in questo campo ma mi permetta da un punto di vista personale di dire che “ma poi queste campagne anti fumo hanno fatto registrare un vero e proprio contenimento nell’utilizzo del tabacco?. I dati dimostrano che soltanto gli anziani e non i giovani lo hanno abbandonato”.

“Una cosa è certa – dichiara in conclusione il Sottosegretario – se ci fosse una convergenza tra tutti gli attori, la battaglia avrebbe più efficacia”.

 

Non soddisfatto della risposta ricevuta dal Sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, l’on. Luigi Bobba del PD ha affermato che “il tema del contrasto al gioco posto nell’interpellanza per noi è un tema cruciale. E’ vero che è stato ampliato il numero dei giochi ma guardando i dati delgli ultimi anni vediamo che la raccolta derivante dal mercato dei giochi d’azzardo si è moltiplicata: 5 volte tanto. Secondo i dati, ci sono 15milioni di famiglie che giocano, quindi il fenomeno è tanto diffuso quanto quello del tabagismo richiamato dal sottosegretario Polillo. Coloro che giocano di più, secondo un’indagine dell’Eurispes, sono gli indigenti e i disoccupati, cioè quelle persone alla ricerca di una soluzione in qualche modo quasi miracolistica ai propri problemi attraverso la via del gioco. Quindi, da questo punto di vista mi dichiaro sostanzialmente insoddisfatto, perché la risposta del Governo mi sembra fatta soltanto di qualche buona intenzione, mentre invece qui occorrerebbe qualcosa di serio e di decisivo come in un certo senso è stato fatto per quanto riguarda il fenomeno del tabacco”.

“Va richiamato un fatto cruciale. Non siamo più di fronte ad un semplice fenomeno di ordine pubblico, e, quindi, di esclusiva competenza dell’autorità statale, ma ad un fenomeno di rilevanza sociale più ampia. La stessa Corte costituzionale, lo scorso novembre, con la sentenza n 300/2011 ha dato ragione alla provincia autonoma di Bolzano che aveva regolamentato la materia stabilendo una distanza minima di questo tipo di attività dalle zone sensibili con la chiara finalità di tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione.

La stessa Corte dovrebbe farsi tramite presso il Parlamento di un maggior interessamento del governo in materia. Nella richiesta dell’interpellanza urgente dell’onorevole Rampi, chiedendo un intervento sui mezzi di comunicazione, si intende proprio cercare di tutelare e di prevenire quei fenomeni di gioco compulsivo o di ludopatia nei soggetti più deboli sia per caratteristiche economiche, sia per caratteristiche di età, sia per altre ragioni di natura più psicologica. Tra l’altro, recentemente ho anche avuto modo di vedere un caso nella mia provincia nel comune di Santhià che aveva disposto un’ordinanza proprio per evitare che questi giochi fossero installati in luoghi vicini all’oratorio o a centri di socializzazione o alle scuole, eccetera. Il TAR del Piemonte, ignorando la recente sentenza della Corte costituzionale che ho citato prima, ha sospeso questa stessa ordinanza senza tener conto di questa nuova valenza che la Corte ha bene evidenziato”.

“Inoltre, vorrei aggiungere – ha continuato l’onorevole del Pd – anche questa proposta di legge presentata presso il consiglio regionale del Piemonte (regione dalla quale provengo), già ricordata dall’onorevole Rampi, che tende ad attualizzare anche il tema di una normativa che risale addirittura ad un regio decreto del 1931. Allora non esistevano le slot machine, ma oggi in molti casi questo tipo di giochi passano attraverso questi tipi di macchine che in qualche modo non erano identificati in quella legislazione.
Ebbene, questa proposta di legge, iscritta oggi in X Commissione della Camera dei deputati – qui mi permetto di fare una sollecitazione anche al Presidente dell’Assemblea -, è stata acquisita dalla Commissione nel dicembre del 2010 e l’iter per la sua approvazione non è neppure partito. Insomma, mi sembra ci siano una serie di ragioni di carattere sociale e modifiche di orientamento della dimensione normativa, o meglio giurisprudenziale, che dovrebbero spingere il Governo prendere delle decisioni urgenti e rapide per evitare che con una mano il Governo faccia una cosa e con l’altra ne faccia un’altra. Qualche buon proposito mi sembra sinceramente troppo poco da parte del Governo quando invece si potrebbe da un lato dare rapida attuazione a quanto già contenuto nella legge di stabilità del 2011 e in secondo luogo proporre, attraverso anche una forma di decreto, che questo tipo di giochi venga rapidamente equiparato a quello che è avvenuto nel campo del tabagismo e dunque ne sia vietata la pubblicità sui grandi mezzi televisivi. L’argomentazione mi sembra un po’ debole quando afferma che poiché quando abbiamo cominciato a contrastare la pubblicità del tabagismo non c’era ancora una massa ingente di denaro che premeva sui mezzi di comunicazione era più facile, adesso poiché ce n’è molta evidentemente è più difficile. Se è più difficile io aggiungerei che è anche più urgente perché i guasti che si provocano sono più larghi e più diffusi.
Insomma, credo che la nostra sollecitazione debba avere un riscontro ben diverso e ben più urgente di quanto ho inteso dalle parole del sottosegretario”.

 

Il Governo non ritiene utile e doveroso intervenire regolamentando la pubblicità dei giochi d’azzardo?

Commenta su Facebook


Realizzazione sito