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Piemonte, l’assessore Tronzano difende la legge sul gioco: “Fenomeno complesso, servono dati e politiche efficaci”

L’assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Andrea Tronzano (in foto), interviene nel dibattito sul gioco d’azzardo patologico, ribadendo la necessità di affrontare il tema sulla base di dati oggettivi e non di semplificazioni. Lo fa attraverso una replica pubblicata dalla Gazzetta d’Alba, nella quale richiama l’importanza di un confronto pubblico fondato su numeri verificabili e sull’efficacia delle politiche adottate.

Secondo Tronzano, il gioco d’azzardo rappresenta un fenomeno complesso che può generare situazioni di fragilità personale e familiare e che, proprio per questo, richiede strumenti articolati di prevenzione, formazione e presa in carico sanitaria.

L’assessore richiama quindi i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, evidenziando come tra il 2024 e il 2025 in Piemonte il gioco fisico abbia registrato una diminuzione sia della raccolta (-4,5%) sia della spesa (-16,9%). Si tratta, secondo Tronzano, di un andamento coerente con gli obiettivi perseguiti dalla normativa regionale.

Nella sua analisi viene inoltre sottolineata la crescente incidenza del gioco online, che oggi rappresenta oltre il 58% delle giocate complessive. Un segmento, osserva l’assessore, che non risente delle limitazioni sulle distanze previste dalla legislazione regionale e che impone quindi una lettura più ampia dell’evoluzione del mercato.

Per Tronzano, la legge piemontese non può essere ridotta esclusivamente alle disposizioni sul distanziometro, ma comprende un insieme di interventi che spaziano dalla prevenzione al monitoraggio, dalla formazione degli operatori alla presa in carico sanitaria delle persone con disturbo da gioco d’azzardo. Un insieme di misure che, a suo giudizio, risponde alla complessità del fenomeno.

L’assessore conferma infine l’impegno della Regione Piemonte nel contrasto al gioco patologico, assicurando il sostegno alle attività di prevenzione, cura e informazione in collaborazione con il sistema sanitario, gli enti locali e il Terzo settore. L’obiettivo, conclude, è continuare ad assumere decisioni basate su dati verificati e analisi rigorose, evitando semplificazioni che rischiano di alimentare il dibattito senza contribuire all’individuazione di soluzioni realmente efficaci.

Redazione Jamma
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