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Pensioni: nuovo ddl su flessibilità in uscita, coperture da aumento tasse su gioco d’azzardo

In: Politica

6 ottobre 2015 - 11:17


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(Jamma) – È stato depositato un nuovo disegno di legge che reca misure sulla flessibilità in uscita per le pensioni. La proposta arriva da Forza Italia, più precisamente dalla Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Renata Polverini (FI),  è molto simile a quella di Damiano e strizza l’occhio soprattutto alle lavoratrici madri ed a tutti coloro che assistono familiari, i cosiddetti “caregiver”. La Polverini, oltre a proporre le misure va oltre, indicando anche le possibili coperture che dovrebbero arrivare dall’aumento delle tasse su tutti i tipi di gioco d’azzardo.

 

Il disegno di legge della sindacalista e deputata Renata Polverini è stato presentato alla Camera dei Deputati la scorsa settimana. Il progetto reca disposizioni per l’uscita anticipata dal lavoro e per il conseguente pensionamento dei lavoratori. Secondo la Polverini, partendo dall’età anagrafica di 66 anni, il meccanismo dell’uscita dal lavoro deve penalizzare (ma di poco) chi esce prima dal lavoro e premiare chi resta oltre i 66. La flessibilità in uscita deve essere a doppio senso, con una forbice che va da una penalizzazione massima dell’8% per chi esce in anticipo ad un premio massimo dell’8% per chi resta al lavoro. Secondo la Polverini, se si chiama flessibilità, deve essere il lavoratore a dover scegliere come e quando andare in pensione. Il disegno di legge parte dal presupposto che bisogna sempre aver raggiunto il minimo contributivo dei 35 anni ed un’età anagrafica di 62 anni. Il sistema delle penalizzazioni parte sempre dal 2% di riduzione della futura pensione per ogni anno di anticipo, ma la percentuale subirebbe un decremento dello 0,3% per ogni anno di contributi versati oltre i 35. La penalizzazione per chi ha 40 anni di contributi ed opta per l’uscita anticipata sarebbe irrisoria.

 

Come detto, misure particolari dovrebbero riguardare le lavoratrici madri e coloro che assistono un familiare. Per le lavoratrici madri si propone di concedere un anno di anticipo per ogni figlio ma fino al tetto massimo di 5 anni di anticipo per 5 figli. Naturalmente nel caso la madre non ci fosse più, il beneficio passerebbe al padre lavoratore. Per coloro che assistono un familiare bisognoso ci sarebbe uno sconto sull’età di uscita di 3 mesi per ogni anno di assistenza prestata. Per loro si abbatterebbe anche il minimo contributivo richiesto che passerebbe da 35 anni a 30 anni.

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