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Orari newslot, Sapar impugna l’ordinanza del Comune di Milano: “Rende impossibile il lavoro degli operatori legali e non risolve il problema della ludopatia”

In: Associazioni, Politica

24 ottobre 2014 - 15:05


milano

(Jamma) – L’Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (Sapar) ha impugnato l’ordinanza con la quale il Comune di Milano ha stabilito gli orari di chiusura delle sale giochi e quelle di attivazione degli apparecchi da intrattenimento.

 

La Sapar, che rappresenta oltre 1.500 tra gestori e produttori di macchine da gioco in Italia, ha già provveduto a redigere un ricorso avverso l’ordinanza Comunale n. 63 del 2014 e nei prossimi giorni l’impugnativa sarà depositata alla competente cancelleria del TAR Lombardia-Milano.

 

Secondo il vicepresidente nazionale e presidente della Sapar Lombardia, Massimo Roma, «si tratta di un atto giustificato da un’ordinanza che rende impossibile il lavoro degli operatori del settore, manifestiamo molti dubbi sull’applicazione di questa misura». Sapar è convinta che l’azione del Comune finirà per danneggiare gli operatori legali, a vantaggio dell’illegalità: «Il proibizionismo non ha mai rappresentato una risposta ai problemi – continua Roma -. Lo vediamo quello che sta succedendo nelle regioni a statuto speciale che hanno adottato provvedimenti contro il gioco legale: i sistemi illegali proliferano e le aziende oneste chiudono, così il gioco è destinato alla clandestinità. Non è questa la strada per risolvere il problema della ludopatia».

 

«Come se non bastassero i provvedimenti delle amministrazioni locali e delle regioni – conclude Roma – a livello centrale il governo ha deciso di aumentare di quattro punti la tassazione sulle newslot, diminuendo la restituzione in vincita per i giocatori, un altro grave controsenso. Perché quei giocatori problematici che lo Stato dovrebbe tutelare saranno danneggiati dalla diminuzione delle vincite e quindi dal calo del tempo complessivo di intrattenimento: insomma, per giocare lo stesso tempo su un apparecchio avranno bisogno di più denaro. L’ennesima contraddizione».

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