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Norme antimafia. Il CdM approva il nuovo testo con le disposizioni per i concessionari di giochi pubblici

In: Fisco, Politica

26 ottobre 2012 - 10:50


consiglioministri

(Jamma) Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dove aver acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti, le modifiche al Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e che introduce nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.

Le integrazioni riguardano la disciplina della documentazione antimafia (per consentire l’immediata entrata in vigore delle norme che ridefiniscono il “catalogo” delle situazioni dalle quali si desume l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa) e l’assistenza legale dell’Avvocatura dello Stato nelle controversie relative ai beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata (cfr. comunicato n. 30 del 25 maggio 2012).

Tra i punti all’ordine del giorno della riunione odierna del Consiglio dei Ministri era infatti previsto l’esame delle Disposizioni integrative e correttive al DLG n. 159 del 2011 recante Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge n. 136 del 2010. Con la legge 13 agosto 2010, n. 136, il Governo è stato infatti delegato ad emanare un decreto legislativo recante il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, allo scopo di riunire in un unico testo le norme antimafia di natura penale, processuale e amministrativa, e di armonizzarle e coordinarle anche con la nuova disciplina dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Con il successivo dlgs. 159/2011, nel Codice sono state inserite altresì le disposizioni in materia di documentazione antimafia, dando luogo ad un unico corpo normativo.

 

Gli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136, hanno delegato il Governo ad adottare, rispettivamente, un decreto legislativo recante il Codice delle misure antimafia e delle misure di prevenzione – armonizzandone la disciplina sostanziale e processuale con quella riguardante l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (di seguito solo: l’“Agenzia nazionale”), recata dal decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 – ed un decreto legislativo per l’aggiornamento del regime della documentazione antimafia.

Dati i rapporti di stretta attinenza esistenti tra le due materie, le citate disposizioni sono state attuate con l’emanazione di un unico testo normativo, il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia (nel prosieguo: il “Codice”).

Gli stessi articoli 1, comma 5, e 2, comma 4, della legge n. 136 del 2010 consentono, inoltre, l’emanazione di disposizioni integrative e correttive del Codice entro tre anni dalla data di entrata in vigore di quest’ultimo, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi recati dalle altre previsioni contenute nei medesimi articoli.

Il presente provvedimento viene quindi emanato in attuazione delle disposizioni da ultimo evocate, al fine di apportare alcune integrazioni e correzioni alle norme del Codice riguardanti:

 la disciplina della documentazione antimafia;

 alcuni specifici aspetti delle norme concernenti l’assistenza legale dell’Avvocatura dello Stato nelle controversie relative ai beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata.

Con l’aggiunta del comma 2-quater nel testo del provvedimento, vengono immesse nel Codice le specifiche disposizioni riguardanti i particolari controlli antimafia da svolgersi nei confronti delle società concessionarie di giochi pubblici, introdotte dai decreti legge 6 luglio 2011, n. 98 e 2 marzo 2012, n. 6 ed inserite a suo tempo nel D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252.

Di seguito il testo del provvedimento:

Art. 2

(Modifiche in materia di situazioni
relative ai tentativi di infiltrazione mafiosa e soggetti sottoposti alla verifica antimafia)

1. All’articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera d), dopo le parole «di cui all’articolo 2602 del codice civile», sono inserite le seguenti: « e per i gruppi europei di interesse economico»;

b) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:

 

«2-bis. Oltre a quanto previsto dal precedente comma 2, per le associazioni e società di qualunque tipo, anche prive di personalità giuridica, la documentazione antimafia è riferita anche ai soggetti membri del collegio sindacale o, nei casi contemplati dall’articolo 2477 del codice civile, al sindaco, nonché ai soggetti che svolgono i compiti di vigilanza di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

2-ter. Per le società costituite all’estero, prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, la documentazione antimafia deve riferirsi a coloro che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell’impresa.

2-quater. Per le società di capitali di cui alle lettere b) e c) del comma 2, concessionarie nel settore dei giochi pubblici, oltre a quanto previsto nelle medesime lettere, la documentazione antimafia deve riferirsi anche ai soci persone fisiche che detengono, anche indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2 per cento, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Nell’ipotesi in cui i soci persone fisiche detengano la partecipazione superiore alla predetta soglia mediante altre società di capitali, la documentazione deve riferirsi anche al legale rappresentante e agli eventuali componenti dell’organo di amministrazione della società socia, alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. La documentazione di cui al periodo precedente deve riferirsi anche al coniuge non separato.»;

c) al comma 3, le parole «commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «commi 1, 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater».

 

 

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