Comprendere le dimensioni reali del mercato del gioco non regolato, analizzarne l’impatto economico e sociale e riflettere sugli strumenti più efficaci per contrastarlo. Sono questi i temi al centro dell’evento “Misurare l’invisibile – Il mercato del gioco non regolato in Italia”, in corso alla Lanterna di via Tomacelli a Roma, promosso da Fortune Italia e powered by Novomatic Italia.
Ad aprire i lavori è stato Renato Loiero, consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha sottolineato l’importanza di affrontare il tema con “nuove analisi” e con il contributo degli operatori e del mondo accademico, ringraziando in particolare la Luiss e i gruppi di ricerca impegnati su queste tematiche.
Nel suo intervento, Loiero ha richiamato l’esperienza della Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, istituita nella scorsa legislatura al Senato e conclusa nel settembre 2022. “L’impressione è spesso quella di un déjà vu – ha osservato – anche se l’evoluzione tecnologica rappresenta oggi il parametro più rilevante nell’analisi di queste problematiche”.
Il consigliere economico della Presidenza del Consiglio ha ricordato alcune delle conclusioni contenute nella relazione finale della Commissione, soffermandosi in particolare sulla necessità di costruire un sistema organico di supporto per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. “L’attenzione a misure come il numero verde nazionale, i numeri regionali e la mappatura dei centri riabilitativi deve far parte di un disegno organico di sostegno degli apparati statali, regionali e comunali”, ha spiegato, evidenziando come l’interazione tra regolazione nazionale e organismi territoriali rappresenti ancora oggi “una parte rilevante della problematica”.
Altro punto centrale, secondo Loiero, è il collegamento tecnologico degli operatori del gioco e la formazione degli addetti. “È fondamentale il collegamento degli operatori sia a livello di macrosistema sia a livello dei punti gioco e delle slot, formando adeguatamente gli addetti, come già prevedono molte leggi regionali e regolamenti comunali”.
Nel corso del suo intervento, Loiero ha anche richiamato il quadro normativo del settore, ricordando come il modello italiano continui a fondarsi sul sistema concessorio e autorizzatorio, con lo Stato che mantiene la riserva sull’organizzazione e sull’esercizio del gioco pubblico. Una struttura che, secondo il consigliere, trova giustificazione nella tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza, della salute e nella prevenzione delle infiltrazioni criminali.
“Il regime concessorio italiano – ha affermato – è uno degli strumenti di politica pubblica che si è dimostrato più efficace a livello internazionale”. Secondo i dati illustrati durante l’evento, grazie a un’offerta legale ampia e regolamentata l’Italia avrebbe raggiunto un tasso di canalizzazione pari al 92% della spesa effettiva, collocandosi tra i Paesi più protetti al mondo, dietro solo a modelli come Regno Unito e Spagna che superano il 95%.
“Questo risultato non è casuale – ha spiegato Loiero – ma è la conseguenza diretta di vent’anni di investimenti normativi, tecnologici e operativi da parte degli operatori legali, che hanno costruito piattaforme affidabili e strumenti di gioco responsabile”.
Nel confronto internazionale, è stato evidenziato come mercati con un’offerta legale più limitata registrino tassi di illegalità decisamente più elevati. Loiero ha citato il caso del Portogallo, dove il tasso di canalizzazione online si attesterebbe sotto il 60%, con una quota significativa di giocatori attivi su piattaforme non autorizzate.
Da qui il richiamo alla necessità di mantenere competitivo il mercato legale. “La canalizzazione non può essere indotta forzosamente dalla regolazione”, ha detto. “Non basta imporre norme o parlare genericamente di cultura del gioco. Si ottiene rendendo il prodotto legale più attrattivo rispetto a quello illegale sul piano dell’esperienza, dell’affidabilità e della varietà dell’offerta”.
Secondo Loiero, una compressione eccessiva dei margini degli operatori attraverso fiscalità squilibrata o limitazioni troppo severe potrebbe favorire la migrazione dei giocatori verso canali non controllati, con effetti negativi sia sulla tutela dei consumatori sia sulle entrate erariali. Per questo, ha aggiunto, è necessario “valutare ogni intervento normativo sul settore anche alla luce del suo impatto sulla canalizzazione”.
“In questo senso – ha proseguito – credo che qui siamo un po’ tutti uniti, istituzioni, operatori e società civile, in un obiettivo comune: avere un mercato in cui nessun giocatore abbia convenienza a rivolgersi al circuito illegale”. Un obiettivo che, secondo Loiero, richiede “un quadro sostenibile, un’offerta legale ampia e innovativa e strumenti tecnologici di contrasto al gioco offshore sempre più efficaci”.
Il consigliere economico ha inoltre evidenziato come la sfida tecnologica sia destinata ad accelerare ulteriormente. “Così come evolve la tecnologia dell’offerta legale, evolve quasi con la stessa velocità, se non più rapidamente, la tecnologia del mercato illegale”, ha avvertito.
Al centro dell’evento anche i dati dello studio presentato da Prisma, secondo cui nel 2024 il mercato illegale del gioco in Italia avrebbe raggiunto una raccolta stimata di 29,8 miliardi di euro, pari al 16% del totale. Circa l’85% del fenomeno riguarderebbe piattaforme digitali prive di licenza, inclusi i cosiddetti criptocasinò e altri canali online non autorizzati.
“La ricerca spiega perché il mercato illegale esiste e come contrastarlo”, ha detto Loiero, ribadendo che per mantenere competitivo il settore legale servono condizioni chiare e incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica, infrastrutture sicure, sistemi antifrode e strumenti di identificazione precoce dei comportamenti problematici.
Un altro tema affrontato è stato quello della tutela dei giocatori. “Il mercato legale è l’unico in grado di garantire adeguatamente autoesclusione, controllo della spesa, limiti di deposito e accesso ai servizi di supporto psicologico”, ha sottolineato. Strumenti che, ha ricordato, hanno costi significativi e che risultano del tutto assenti nei circuiti illegali.
Secondo le stime richiamate durante l’evento, il mercato non regolato comporterebbe una perdita fiscale di circa 654 milioni di euro di imposte sul gioco, oltre a centinaia di milioni di mancati ricavi per gli operatori autorizzati e al rischio di alimentare i circuiti della criminalità organizzata.
In chiusura, Loiero ha rivendicato il rigore metodologico della ricerca presentata nel corso dell’iniziativa, basata – ha spiegato – su analisi econometriche e modelli multivariabili sviluppati su un ampio arco temporale. “Le conclusioni sono chiare: il sistema concessorio funziona e va difeso”, ha concluso.







