Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Ministero dell’Interno torna su questione sale giochi : “Rilascio delle licenze oggetto di costante e puntuale applicazione delle norme”

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

30 ottobre 2012 - 11:55


sala bingo cesena

(Jamma) L’Assemblea della Camera dei Deputati ha comunicato ieri che il ministro dell’Interno, con lettera dell’8 ottobre 2012, ha trasmesso una nota relativa all’attuazione data, per la parte di propria competenza, all’ordine del giorno dell’onorevole dell’IdV Di Stanislao ed altri n. 9/5109-AR/91, accolto dal Governo nella seduta dell’Assemblea del 19 aprile 2012, concernente la regolamentazione del comparto dei giochi e la verifica sull’utilizzo della quota di gettito da esso proveniente destinata alle attività di ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

La nota, a firma del capo di Gabinetto Giuseppe Procaccini precisa che è di competenza dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato realizzare l’attività amministrativa diretta all’organizzazione e al controllo dell’intero comparto giochi. In particolare per quanto riguarda l’offerta di gioco via web “si rappresenta che la gestione e il rilascio delle autorizzazioni per effettuare i giochi d’azzardo online sono affidati alla predetta amministrazione che ne ha competenza esclusiva in materia”. Sono, invece, attribuite alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e alla Guardia di Finanza le attività di monitoraggio dei siti e la contestazione delle violazioni amministrative ai providers inadempienti, ai sensi dell’articolo 1, comma 538, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per il 2006).

L’azienda autonoma dei Monopoli di Stato e il Servizio Postale e delle Comunicazioni collaborano in ordine alle segnalazioni dei siti che gestiscono giochi illeciti senza la prevista autorizzazione; ove, in seguito alle verifiche condotte, sia accertata una violazione della normativa, i nominativi dei responsabili dei providers vengono comunicati all’Ufficio Regionale dei Monopoli di Stato per i provvedimenti di competenza.

Sotto diverso profilo, il legislatore ha previsto che, in considerazione dei molteplici interessi sottesi al gioco, e a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, coloro che lo gestiscono devono essere titolari di apposita licenza di polizia affinchè sia garantito il corretto svolgimento del gioco, siano tutelati i consumatori e siano prevenute infiltrazioni criminali.

“Sono inquadrabili come sale pubbliche da gioco esclusivamente quegli esercizi pubblici esplicitamente richiamati al primo comma del citato articolo 86; per tali esercizi la competenza autorizzatoria all’apertura è rimessa al sindaco. Invece gli esercizi dedicati al gioco con apparecchi Vlt, di cui all’articolo 9 del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 22 gennaio 2010, non sono riconducibili, quanto a qualificazione e disciplina autorizzato ria, alle citate sale pubbliche da gioco. Infatti il primo periodo dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto legge n. 40/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73/2010, prevede che per la gestione delle sale ove si installano gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del Testo Unico stesso, che viene rilasciata dal Questore”.

“Stabilito il differente ambito di applicazione delle autorizzazioni, non va sottaciuto che allorquando una licenza di polizia è inerente a un’attività economica, come nel caso di specie, è necessario che vi sia compatibilità tra l’esercizio del diritto fondamentale di libertà di iniziativa economica garantito dall’articolo 41 della Costituzione e i limiti imposti dalle disposizioni di legge a salvaguardia del fondamentale interesse pubblico alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Con riferimento all’ordine del giorno dell’onorevole Di Stanislao “si osserva che la disciplina relativa al rilascio delle licenze in parola è oggetto di costante e puntuale applicazione da parte dei Questori, sia all’atto del rilascio sia successivamente, in sede di controllo sull’attività svolta dai titolari. Circa i “danni educativi determinati soprattutto nei giovani, dalla pratica eccessiva di distrazioni connesse all’utilizzo di apparecchi automatici per il gioco” si osserva che la vigente legislazione appresta significative forme di tutela dei minori: infatti l’articolo 24, comma 20, del decreto legge n. 98/2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 111/2011, stabilisce che “è vietato consentire la partecipazione ai giochi pubblici con vincita di denaro ai minori di anni diciotto.

Il successivo comma 21 prevede che “il titolare dell’esercizio commerciale, del locale o, comunque, del punto di offerta del gioco che consente la partecipazione ai giochi pubblici ai minori di anni diciotto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro ventimila. Indipendentemente dalla sanzione amministrativa pecuniaria e anche nel caso di pagamento in forma ridotta della stessa, la violazione prevista dal presente comma è punita con la chiusura dell’esercizio commerciale, del locale o, comunque, del punto di offerta del gioco da dieci fino a trenta giorni: ai fini di cui al presente comma, il titolare dell’esercizio commerciale, del locale o, comunque, del punto di offerta del gioco, all’interno dei predetti esercizi, identifica i giocatori mediante richiesta di esibizione del documento idoneo di riconoscimento”.



Realizzazione sito

www.jamma.it utilizza i cookies per offrirti una navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti che si usino cookie per le finalità espresse nella nostra cookie policy. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi