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Maxi penali slot, Delrio risponde al senatore Minzolini: “Nessun riscontro negli atti della Corte dei Conti”

In: Politica

11 novembre 2014 - 17:28


delrio

(Jamma) – “Si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza del fatto che il vice procuratore, consigliere Marco Smiroldo, avrebbe avviato l’azione di danno erariale nei confronti dei concessionari del gioco lecito senza tener conto di precedenti indagini svolte dalla Guardia di finanza che avevano già accertato l’assenza di elementi per promuovere un giudizio di responsabilità.

 

Si rappresenta che quanto affermato non trova riscontro negli atti della Corte dei conti. Dalla banca dati delle vertenze della Corte dei conti, infatti, risulta che il procedimento istruttorio di responsabilità, citato nell’interrogazione, concernente “Riscossione e versamento del PREU (Prelievo erariale unico) sul gioco lecito mediante rete telematica new slot” è stato archiviato in data 16 febbraio 2012″.

 

E’ questa la risposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio (foto) all’interrogazione a risposta scritta sulle maxi penali slot presentata il 4 giugno 2014 dal senatore Augusto Minzolini (FI-PDL), di cui riportiamo il testo: “da vari anni pendono innanzi alla Corte dei conti vari giudizi per responsabilità erariale nei confronti dei concessionari del gioco lecito; in tali giudizi, di cui vi è stata ampia diffusione mediatica, si è lasciato intendere all’opinione pubblica che si fosse in presenza di un danno erariale collegato alla mancata contabilizzazione e relativo incasso del prelievo erariale unico (PREU) applicato agli apparecchi di gioco e calcolato in relazione al volume delle giocate da parte di tutti i concessionari degli apparecchi; è singolare che tutti costoro possano aver violato i loro obblighi in misura esattamente uguale a quella accertata e contestata dalla stessa Amministrazione dei monopoli in sede di erogazione delle penali poi annullate dal giudice amministrativo; i giudizi sono scaturiti a seguito di lunghe e complesse indagini che hanno impegnato per anni la Procura presso la Corte dei conti del Lazio; atteso che, per quanto risulta all’interrogante: recentemente, tuttavia, si è appreso che nel corso di un’altra indagine sarebbe stata acquisita la deposizione resa sotto giuramento innanzi alla Procura della Repubblica di Milano dall’ex colonnello Rapetto della Guardia di finanza (ora in congedo) in quale, a proposito di una interlocuzione con il dottor Marco Smiroldo procuratore regionale presso la Corte dei conti incaricato delle indagini sulle presunte contestazioni che sono state addebitate ai concessionari di gioco lecito, avrebbe riferito testualmente quanto segue: “Per quanto ho saputo in seguito dal procuratore Smiroldo, gli accertamenti riguardanti il danno erariale per la presunta mancata riscossione del prelievo e del canone concessorio eseguiti dal Nucleo della GdF si sono conclusi evidenziando l’assenza di danno erariale”; dalla deposizione testimoniale si evincerebbe quindi che il procuratore regionale dottor Smiroldo fosse a conoscenza del fatto che non sussisteva alcun effettivo danno erariale connesso alla mancata riscossione del PREU e del canone concessorio, ma ciò nonostante quale procuratore regionale avrebbe egualmente avviato l’azione di danno erariale dei confronti dei concessionari, così violando a giudizio dell’interrogante il principio comunemente definito come “ne bis in idem“; considerato che a parere dell’interrogante la Procura regionale presso la Corte dei conti, una volta verificata nel corso delle proprie indagini l’assenza di danno erariale connesso al mancato versamento del PREU e del canone di concessione, avrebbe dovuto astenersi dall’avviare l’azione risarcitoria, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riferito; se non intenda, nell’ambito delle proprie attribuzioni, attivarsi affinché l’organo competente verifichi la sussistenza dei presupposti per l’eventuale esercizio dell’azione disciplinare dinanzi al Consiglio di Presidenza della Corte dei conti”.

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