Il crescente volume di denaro destinato al gioco d’azzardo nelle Marche e l’efficacia delle politiche regionali di contrasto alla dipendenza sono tornati al centro del dibattito nell’Assemblea legislativa regionale. Durante la discussione di un’interpellanza presentata da esponenti dell’opposizione, si è acceso il confronto sui dati relativi alla raccolta del gioco, sulle modifiche apportate alla normativa regionale nel 2023 e sulle risorse destinate alla prevenzione e alla cura del disturbo da gioco d’azzardo.
Ad aprire il dibattito è stato il consigliere Antonio Mastrovincenzo, che ha richiamato i dati elaborati dall’associazione Libera sulla base delle informazioni ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo i numeri citati in Aula, nel 2025 nelle Marche sono stati giocati oltre 4 miliardi di euro, con un incremento del 7% rispetto ai 3,8 miliardi registrati nel 2024. La spesa media annuale sarebbe pari a 2.699 euro per abitante, minori compresi.
Particolarmente elevati i volumi registrati nelle province di Ancona, dove la raccolta ha superato 1 miliardo e 89 milioni di euro, Macerata con 881 milioni e Pesaro Urbino con 851 milioni di euro.
Nel suo intervento Mastrovincenzo ha sottolineato la necessità di una revisione delle politiche regionali sul tema, richiamando le posizioni espresse da Libera e le preoccupazioni manifestate negli ultimi anni da operatori sanitari e associazioni impegnate nel contrasto alle dipendenze. Al centro delle critiche vi sono le modifiche introdotte dalla legge regionale n. 13 del 2023, che ha rivisto la disciplina dei cosiddetti luoghi sensibili.
Secondo il consigliere, la normativa del 2017 aveva rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale per il forte impianto socio-sanitario fondato sulla prevenzione e sul contrasto della dipendenza. Le successive modifiche hanno invece ridotto le distanze minime tra sale giochi e luoghi sensibili, portandole da 500 a 300 metri nei comuni con oltre 5.000 abitanti e da 300 a 200 metri nei centri più piccoli. Una scelta che, secondo i firmatari dell’interpellanza, rischia di favorire una maggiore diffusione dell’offerta di gioco e di indebolire gli strumenti di tutela delle persone più vulnerabili.
Ulteriore elemento contestato riguarda la soppressione della possibilità per i comuni di individuare autonomamente ulteriori luoghi sensibili, come strutture frequentate da minori, giovani o anziani. Nel testo dell’interpellanza viene inoltre evidenziato come nel bilancio di previsione 2026 risultino azzerate le risorse specificamente collegate agli interventi previsti dalla legge regionale del 2017.
Alla richiesta di chiarimenti ha risposto l’assessore Paolo Calcinaro (in foto), che ha innanzitutto riconosciuto la rilevanza sociale del fenomeno. Nel suo intervento ha ricordato come la provincia di Fermo sia una delle aree marchigiane maggiormente interessate dal problema e ha sottolineato l’impatto che il gioco patologico può avere sulle persone e sui nuclei familiari.
L’assessore ha quindi illustrato gli strumenti attualmente in vigore, richiamando il Piano regionale approvato dall’Assemblea legislativa nel 2023, che disciplina le attività di prevenzione, cura e riabilitazione affidate ai dipartimenti per le dipendenze patologiche delle aziende sanitarie territoriali. Il programma riguarda non soltanto il disturbo da gioco d’azzardo ma anche le nuove dipendenze legate alle tecnologie digitali.
Secondo quanto riferito in Aula, per l’attuazione del piano sono stati stanziati complessivamente 4,79 milioni di euro, dei quali 2,4 milioni provenienti da risorse regionali. Grazie a tali fondi sono stati attivati 89 progetti territoriali e due progetti regionali. Successivamente, con un’integrazione approvata nel 2025, sono stati destinati ulteriori 2,24 milioni di euro alle attività di prevenzione e contrasto delle dipendenze, compresi i fenomeni legati ai social network e alle nuove tecnologie.
L’assessore ha inoltre annunciato che la nuova programmazione regionale 2026-2028, elaborata nell’ambito del nuovo Fondo nazionale per le dipendenze patologiche istituito dalla legge di bilancio statale, prevede risorse complessive per oltre 5,3 milioni di euro dedicate al contrasto del gioco patologico. Di queste, circa 2,9 milioni derivano da fondi ministeriali e 2,4 milioni da fondi regionali. La proposta di piano, ha precisato, ha già ricevuto una valutazione positiva dal Ministero della Salute.
Il punto più controverso del dibattito ha riguardato però la riforma approvata dalla Regione nel 2023. Mastrovincenzo ha ricordato che la legge regionale n. 3 del 2017 era stata considerata per anni una delle normative più avanzate d’Italia sul contrasto al gioco patologico, grazie a un impianto fortemente orientato alla prevenzione sanitaria e alla limitazione dell’offerta.
Secondo i firmatari dell’interpellanza, le modifiche introdotte con la legge regionale n. 13 del 2023 hanno invece indebolito significativamente quel sistema di tutele. In particolare, è stata ridotta la distanza minima tra le nuove attività di gioco e i cosiddetti luoghi sensibili. Nei comuni con più di 5.000 abitanti il limite è passato da 500 a 300 metri, mentre nei centri più piccoli è stato ridotto da 300 a 200 metri.
Una scelta che, secondo l’opposizione, rischia di favorire una maggiore diffusione degli apparecchi da gioco sul territorio e che sarebbe stata adottata senza una reale richiesta proveniente dalle categorie economiche interessate. Mastrovincenzo ha inoltre sottolineato come la riforma abbia eliminato la facoltà riconosciuta ai comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili oltre a quelli previsti dalla legge regionale, privando così le amministrazioni locali di uno strumento importante per adattare le misure di prevenzione alle specificità dei singoli territori.
Proprio su questo aspetto l’interpellanza chiedeva espressamente alla Giunta se intendesse avviare una revisione della normativa del 2023 per ripristinare le disposizioni originarie della legge del 2017. Nella risposta dell’assessore Calcinaro, tuttavia, non è arrivata un’apertura in questa direzione. L’esponente della Giunta ha concentrato il proprio intervento sulle attività di prevenzione, cura e assistenza finanziate attraverso il Piano regionale sulle dipendenze, senza assumere impegni circa una possibile modifica delle distanze o un ritorno all’impianto normativo precedente.
Nella replica finale, Mastrovincenzo ha insistito sul tema, osservando che se la Giunta ritiene efficace l’attuale disciplina potrà mantenerla, ma se invece considera necessario correggere alcuni aspetti della legge ha la possibilità di presentare direttamente una proposta di modifica all’Assemblea legislativa. Per il consigliere, infatti, il nodo centrale non riguarda soltanto il finanziamento degli interventi sanitari, ma soprattutto la strategia di prevenzione attraverso il contenimento dell’offerta di gioco sul territorio.
La risposta non ha così soddisfatto completamente i proponenti dell’interpellanza. Nella replica, Mastrovincenzo ha ribadito che nel bilancio regionale non risultano stanziamenti specifici riconducibili alla legge regionale del 2023 e ha invitato la Giunta a valutare una revisione normativa, ricordando che l’esecutivo regionale dispone della facoltà di promuovere modifiche legislative qualora ritenga necessario correggere le scelte adottate in passato.
Il consigliere ha inoltre richiamato il recente inserimento, a livello nazionale, del gioco “Win for Life Team Italia”, associato al finanziamento dello sport, sostenendo che tale scelta rischia di veicolare un messaggio culturale contraddittorio rispetto alle politiche di prevenzione. Ha infine citato il Rapporto Caritas 2025, che evidenzia il legame tra gioco d’azzardo, indebitamento e nuove forme di povertà, sottolineando come il fenomeno rappresenti una questione sociale oltre che sanitaria.
Il confronto in Aula ha evidenziato una sostanziale convergenza sulla necessità di contrastare il disturbo da gioco d’azzardo, ma anche una marcata distanza di vedute sugli strumenti normativi più efficaci per raggiungere questo obiettivo. Da un lato l’opposizione chiede il ritorno all’impianto più restrittivo della legge del 2017; dall’altro la Giunta rivendica il lavoro svolto sul fronte della prevenzione e della presa in carico sanitaria, facendo leva sulle risorse programmate per il prossimo triennio.






