La Commissione europea non si sbilancia sui tempi e mantiene una linea prudente sul dossier che riguarda Malta e il rispetto delle norme UE in materia di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni giudiziarie nel settore del gioco d’azzardo.
Rispondendo a un’interrogazione scritta dell’eurodeputato Martin Schirdewan, l’esecutivo europeo – per voce del commissario McGrath – ha chiarito che non è al momento possibile indicare una tempistica precisa per la conclusione dell’analisi in corso.
Il caso nasce dal confronto tra Bruxelles e Malta su una questione particolarmente sensibile per il comparto del gambling: l’applicazione delle regole europee sulle sentenze civili e commerciali, che incidono direttamente sulla possibilità di far valere decisioni giudiziarie tra Stati membri, anche nei confronti degli operatori di gioco online.
Al centro della vicenda c’è una norma introdotta da Malta nel giugno 2023, con il cosiddetto Bill 55, che ha inserito l’articolo 56A nel Malta Gaming Act. La disposizione stabilisce, in sostanza, che le sentenze straniere – incluse quelle di altri Stati membri dell’UE – che mettono in discussione la legalità dei servizi offerti da operatori con licenza maltese non devono essere riconosciute né eseguite nel Paese.
Una scelta che, secondo diversi osservatori e secondo la stessa Commissione, rischia di entrare in rotta di collisione con il diritto europeo, in particolare con il regolamento (UE) 1215/2012, che disciplina proprio il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni civili e commerciali tra Stati membri.
Dopo aver già avviato un esame delle argomentazioni presentate da Malta, la Commissione conferma ora che il dossier resta aperto. “La valutazione deve essere effettuata nel pieno rispetto del diritto dell’UE e sulla base di tutti gli elementi giuridici e di fatto pertinenti”, si legge nella risposta. Un passaggio che evidenzia la complessità della materia e il numero di soggetti coinvolti.
Proprio questa complessità, sottolinea Bruxelles, impedisce di fissare una scadenza. Non solo: al momento non è possibile anticipare nemmeno quali potranno essere le eventuali misure successive. La Commissione si limiterà a decidere “il seguito appropriato” solo una volta completato l’esame.
Il messaggio è chiaro: nessuna accelerazione, almeno per ora, su un tema che tocca uno dei nodi più delicati del mercato europeo del gioco, dove si intrecciano libertà di stabilimento, tutela dei consumatori e autonomia degli Stati membri nella regolazione del settore.
Per gli operatori, soprattutto quelli attivi su base transfrontaliera, l’incertezza resta quindi elevata. Il caso Malta continua a rappresentare un banco di prova per capire fino a che punto le normative nazionali sul gioco possano convivere con i principi del diritto europeo.







