Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

L’ODG Baio riproposto nel decreto-legge sui vigili del fuoco

In: Cronache, Personaggi, Politica

17 luglio 2012 - 09:20


baionuova

No della Comm.Bilancio all’emendamento Baio

 

Baio (Api), Il Governo ha preferito alzare il costo carburante invece delle tasse sui giochi

 

Ridurre il debito pubblico tassando prodotti dannosi quali i giochi a premio

 

Polillo (Sott. Economia): “Non trasformiamo il gioco in un bancomat”

 

(Jamma) Aumentare il preu dei giochi d’azzardo anziché le accise sui carburanti. Questa la richiesta contenuta nell’emendamento della senatrice del Terzo polo Emanuela Baio al decreto legge sulla protezione civile e trasformato in un ordine del giorno. La senatrice, infatti, per evitare la decadenza di quel decreto,  aveva accettato di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno che impegnava il Governo a modificare il meccanismo di reintegrazione del Fondo per la protezione civile, sostituendo l’aumento dell’accisa sul carburante con l’accresciuto prelievo sul gioco d’azzardo.

L’Aula si era impegnata quindi ad approvare questo emendamento in uno dei provvedimenti che erano già stati calendarizzati, in questo oppure in quello sulla spending review. “Credo che questo sia molto più semplice, – ha spiegato Baio – pur nella concitazione che vi è stata oggi per la presa di posizione della Commissione bilancio. Consegno, quindi, il mio intervento scritto e mi auguro che domani l’Aula sarà in grado di approvarlo, perché credo sia, oltre che un atto di giustizia, una scelta politica che risponde anche alla volontà espressa dall’Assemblea la scorsa settimana: non aumentare l’accisa sulla benzina e sul gasolio, ma aumentare l’imposizione fiscale sui giochi d’azzardo, demandando al Governo la possibilità di scegliere. Credo che questa sia l’occasione per sanare quello che è successo la settimana scorsa in Aula”.

“È fondamentale – ha esordito il sen Pardi dell’IDV -, e noi lo abbiamo anche ribadito con la sottoscrizione dell’emendamento della senatrice Baio presentato nella discussione su un precedente provvedimento – l’impegno a sostituire l’aumento delle accise sui carburanti con l’aumento del prelievo erariale sui giochi. È una misura che si spiega da sé: invece di sottrarre risorse al cittadino costretto a pagare quella che era stata chiamata la tassa sulla disgrazia, si vuole provare a incidere su settori in cui le risorse finanziarie sono destinate in un certo senso allo spreco tramite la loro dispersione nel mondo dei giochi”.

 

Il sottosegretario Polillo, durante la discussione in Commissione, ha spiegato che si riserva di fornire un approfondimento circa l’effettiva possibilità di garantire una copertura finanziaria aggiuntiva a carico del settore del gioco, posto che tale copertura non sembra essere idonea allo scopo che l’emendamento si prefigge.

 

 

 

Testo Ordine del Giorno

Integrazione all’intervento della senatrice Baio in sede di illustrazione dell’emendamento 5.0.100

Si tratta della riproposizione dell’emendamento 1.14 (testo 3) inizialmente riferito al decreto legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile (Atto Senato n. 3365) che, pur proponibile e passato al vaglio della Commissione bilancio, non venne approvato dall’Assemblea per non incorrere nella decadenza del decreto-legge. Esso, infatti, riguarda la reintegrazione del Fondo di riserva della Protezione civile e fa seguito all’impegno contenuto nell’ordine del giorno G1.14 accolto dal Governo nella seduta dell’11 luglio scorso, con cui l’esecutivo si è impegnato ad affrontare la questione della reintegrazione del Fondo di riserva della Protezione civile mediante l’innalzamento dell’imposizione fiscale sul gioco d’azzardo in luogo dell’aumento dell’accisa sui carburanti in uno dei decreti già all’esame del Senato, come quello relativo ai Vigili del Fuoco o alla spending review.

L’aumento dell’accisa sui carburanti, infatti, colpisce le famiglie in difficoltà e i cittadini che si spostano per lavoro con la propria auto ed è per tale ragione che occorre reperire risorse da un settore, quello dei giochi, che si caratterizza per l’applicazione di aliquote implicite che oscillano tra un minimo di 0,1 per cento a un massimo di 53 per cento, frutto di accordi e contrattazioni private tra Stato e concessionari, avvenute in maniera dilatata e frammentaria nel tempo. Il 56 per cento della raccolta dei giochi proviene dagli apparecchi (slot machine) per i quali l’aliquota implicita media è inferiore alla media, pari all’8,7 per cento su un valore complessivo del 10.8 per cento.

L’emendamento fa riferimento, in generale, alla necessita di aumentare il prelievo erariale, demandando al Ministero dell’economia la delimitazione degli importi. Ma mi permetto di formulare un suggerimento.

A dimostrazione delle maggiori entrate che potrebbero derivare dall’aumento dell’imposizione fiscale sul gioco d’azzardo basta considerare, ad esempio, che innalzando le attuali aliquote almeno al 20 per cento, entrerebbero nelle casse dello Stato 8 miliardi in più. Sui dati diffusi dai Monopoli di Stato, infatti, il prelievo erariale nel 2011 è stato di 8,6 miliardi, circa il 10 per cento del totale giocato nel 2011. A partire dal 1 gennaio 2012, è stato modificato il regime di tassazione sulle rendite finanziarie, redditi da capitale e redditi diversi introducendo un’aliquota di imposta unica pari al 20 per cento. L’investimento in azioni per i privati presuppone l’assunzione di un rischio legato all’imprevedibilità dell’esito futuro della propria operazione.

Ebbene, ritengo che anche ai giochi debba applicarsi un’aliquota minima del 20 per cento perché una differenza fiscale così ampia e vantaggiosa per il mercato del gioco è ingiustificata. In un momento di difficile congiuntura economica e di spending review, le risorse sono quanto mai necessarie e vanno prima di tutto recuperate attraverso interventi di riordino come quello proposto.

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito