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Liguria. Il pdl sulla disciplina delle sale giochi all’odg del Consiglio regionale

In: Apparecchi Intrattenimento, Automatico, Cronache, Newslot, Politica, Videolottery

5 aprile 2012 - 15:58


genova

Per porre un freno al gioco d’azzardo i comuni genovesi si appellano alla commissione regionale “Salute e sicurezza sociale”

 

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(Jamma) La riunione dell’ Upi (Ufficio di presidenza integrato) della Regione Liguria, svoltasi questa mattina, ha deciso all’unanimità di inserire la proposta di legge relativa alla “Disciplina delle sale da gioco”, presentata dal consigliere Armando Ezio Capurro, all’ordine del giorno della seduta consigliare di fine aprile.

La proposta di Capurro tende a limitare il proliferare delle sale da gioco in tutta la regione garantendo ai Comuni la potestà di rilasciare i permessi che saranno subordinati all’autorizzazione del sindaco competente. L’esercizio delle sale da gioco sarà soggetto al nulla osta del sindaco del Comune competente. La proposta prevede di non concedere le autorizzazioni di sale da gioco e di attrazione ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri, misurato per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili, o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale e inoltre uffici pubblici e strutture ricettive per categorie protette. Il Comune potrà inoltre individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l’autorizzazione, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.

Pesanti le pene previste per i trasgressori.
“Il fenomeno del gioco d’azzardo è ovunque in preoccupante ascesa: sempre più persone sono attratte dall’illusione della vincita facile, determinata dal destino o dalla fortuna – afferma Capurro – fino a sviluppare una dipendenza e a venire così letteralmente trascinati in una condizione di rischio dal punto di vista sociale, economico e della propria salute”. In questo quadro il gioco d’azzardo è diventato, purtroppo, anche in Italia un’attività di massa di enormi proporzioni dalle pesanti implicazioni economiche e sociali nell’anno 2011, si calcola che la raccolta complessiva dei giochi in Italia raggiungerà l’astronomica cifra di circa 70 miliardi di euro.
“Il movimento di una tale massa di denaro porta con sé, come rovescio della medaglia – afferma il consigliere regionale – i problemi legati al gioco eccessivo, compulsivo, che crea dipendenza e molti problemi economici nelle famiglie”. Negli ultimi anni si è registrata una continua offerta, da parte dello Stato e degli enti concessionari, di nuovi giochi d’azzardo, accompagnata da messaggi pubblicitari stimolanti il gioco, con poca e fuorviante informazione sui rischi che alcuni giochi possono comportare per le persone che li praticano.
“Questa politica di gestione del gioco pubblico oltre che aumentarne il volume, ha contribuito a favorire condotte di gioco a rischio di dipendenza, situazione questa aggravata dalla diffusione capillare sul territorio di alcuni giochi con caratteristiche favorenti la dipendenza (slot-machine, lotterie istantanee, ecc,) – continua Capurro – caratterizzati dalla rapida possibilità di rigiocare dopo l’eventuale perdita subita, dalla mancanza di un mediatore, dalla velocità del gioco”.
È necessario dunque dotarsi di strumenti di prevenzione, di educazione ma anche di trattamento di questa diffusa forma di dipendenza tutelando i più fragili ed in particolare i minori: con questa proposta si prevede che vi sia una distanza minima fra i locali che offrono occasioni di gioco e i luoghi di aggregazione giovanile, gli istituti scolastici e i convitti.

La finalità di questa legge è orientata a definire i criteri autorizzativi, in particolare in tema di urbanistica ed in tema di impatto sociale, per l’apertura di nuove sale da gioco, e per la regolamentazione di quelle esistenti. Tre semplici articoli che servono per tutelare i cittadini della Liguria.

 

 

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