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Le videolotterie hanno il Preu più basso delle newslot. La CE apre indagine su possibile aiuto di stato illegale

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Politica, Videolottery

1 giugno 2012 - 12:21


vlttasto

Per le videolotterie chiusa la fase della sperimentazione. Adesso i controlli sui sistemi

 

L’Italia dei Valori propone l’aumento del PREU per reperire fondi per scuola e ricerca

 

(Jamma) La Commissione Europea ha formalmente avviato una indagine sulla legislazione fiscale applicata alle videolotterie. L’Amministrazione dei Monopoli di Stato è stata infatti invitata a fornire una sintesi del sistema fiscale applicato alle videolotterie e alle NewSlot oltre ad una memoria sulle ragioni secondo le quali la diversa tassazione non si configura come aiuto di stato illegale.

Va ricordato infatti che alle newslot è stato applicato un prelievo erariale che, nel corso degli ultimi anni, è oscillato tra il 13 e l’11,8% delle giocate. Le videolotterie sono state introdotte nel 2009 con un prelievo del 2%, mentre oggi è del 4% delle giocate. Una sperequazione che potrebbe aver determinato uno squilibrio del mercato sotto il profilo della concorrenza.

 

L’indagine permetterà di verificare se tale tassazione costituisce a tutti gli effetti una forma di aiuto di stato. Per aiuti di Stato nella terminologia usata dalla Unione europea si intendono tutti i finanziamenti a favore di imprese o produzioni, sia provenienti direttamente dallo Stato, inteso in senso ampio (amministrazioni centrali, regionali, locali, ecc), sia da altri soggetti quali le imprese pubbliche, intese come quelle imprese nei confronti delle quali i poteri pubblici possono esercitare, direttamente o indirettamente, un’influenza dominante per ragioni di proprietà, di partecipazione finanziaria o della normativa che le disciplina.

L’articolo 107, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea precisa i presupposti che devono essere presenti affinché l’intervento costituisca un aiuto di Stato nel senso comunitario del termine. Le quattro condizioni richieste sono le seguenti:

  • origine statale dell’aiuto (aiuto concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali);
  • esistenza di un vantaggio a favore di talune imprese o produzioni;
  • esistenza di un impatto sulla concorrenza;
  • idoneità ad incidere sugli scambi tra gli Stati membri.

Lo stesso articolo 107, paragrafo 1, prevede il principio dell’incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune.

Gli aiuti sono sottoposti al controllo della Commissione, che li autorizza solamente quando rientrano in una delle deroghe previste dal trattato. Per l’applicazione della maggior parte delle deroghe la Commissione gode di un ampio poter discrezionale ma deve comunque motivare le sue decisioni. Il Trattato CE prevede un obbligo di notifica preliminare (allo stadio di progetto) alla Commissione di tutte i nuovi aiuti o le modifiche di aiuti esistenti. Un aiuto concesso senza autorizzazione della Commissione europea (o del Consiglio nei rari casi in cui questo avviene) è automaticamente “illegittimo”.

Gli aiuti sono generalmente ritenuti compatibili dalla Commissione qualora perseguano un obiettivo di comune interesse (es. la tutela ambientale, la formazione, la lotta alla disoccupazione, l’incremento delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, la promozione del capitale di rischio, gli investimenti delle piccole e medie imprese o, in talune regioni, delle grandi imprese, ecc.).

La disciplina degli aiuti pubblica ha carattere generale. Tuttavia, estrema importanza devono attribuirsi agli aiuti di Stato in materia fiscale. In Particolare, gli istituti domestici che potrebbero configurare un aiuto statale possono rinvenirsi nelle agevolazioni fiscali e nelle tasse di scopo.

A seguito di una segnalazione La Commissione avvia il procedimento formale di esame (articolo 107/2), se, dopo un esame preliminare, constata che il provvedimento notificato suscita dubbi quanto alla compatibilità col mercato comune. All’esito del procedimento di indagine formale la Commissione può adottare:

  • una decisione “positiva” con la quale dichiara l’aiuto compatibile, oppure
  • una decisione “negativa” con la quale ordina di sospendere l’erogazione di ogni aiuto eventualmente concesso (ingiunzione di sospensione).

Per Il Mef nessun aiuto di stato

Slot e Vlt sono prodotti di gioco diversi e la differente tassazione non costituisce un aiuto di Stato. E’ quanto il governo il Ministero dell’Economia ha risposto alla richiesta di delucidazioni del 29 marzo scorso da parte della Commissione.

Nella risposta si precisa che le diverse caratteristiche tecniche e economiche dei due prodotti non permettono una comparazione, così come l’offerta e il target di riferimento dei due prodotti di gioco. La Commissione al momento sta ancora valutando la risposta.

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