Confronto, trasversalità e centralità del Parlamento. Sono queste le parole chiave dell’intervento con cui il deputato Andrea de Bertoldi (in foto), presidente di LCD – Liberali Cristiano Democratici (Gruppo Parlamentare Lega), ha aperto questa mattina i lavori del convegno “Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi a tutela di legalità, giocatori, imprese, occupazione ed entrate erariali”, ospitato nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.
Un appuntamento dedicato alla riforma del settore giochi, in una fase cruciale per il riordino normativo e per la definizione dei nuovi bandi, che de Bertoldi ha voluto impostare come momento di dialogo aperto tra politica, istituzioni e operatori economici.
“Su questi temi niente maggioranza o opposizione, ma interesse nazionale”
Nel suo intervento, il presidente di LCD ha rivendicato la natura trasversale dell’iniziativa. “Quando si tratta di temi come questi – ha sottolineato – non si deve parlare di maggioranza o opposizione, ma di politica nell’interesse del Paese e del sistema economico”.
De Bertoldi ha ribadito la volontà dell’associazione politico-culturale di “dare voce a tutti”, senza pregiudizi e senza esclusioni, coinvolgendo forze politiche, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo. L’obiettivo dichiarato è contribuire a migliorare il percorso legislativo attraverso il confronto, evitando riforme calate dall’alto senza ascolto degli operatori.
Nel corso dell’apertura, il deputato ha anche ringraziato Francesco Scardovi, presente in sala nonostante un recente problema di salute, e ha chiarito le assenze istituzionali dell’ultima ora, tra cui quella del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, impegnato – è stato riferito – nella definizione del testo del decreto di riordino.
Riforma necessaria, ma serve uniformità territoriale
Entrando nel merito, de Bertoldi ha riconosciuto la necessità della riforma del settore, attesa da tempo. “Era troppo tempo che si procedeva per proroghe – ha osservato – ora serve un intervento organico”.
Tra i nodi principali, quello della territorialità. Il parlamentare ha evidenziato l’esigenza di garantire regole omogenee tra Regioni e Comuni, per evitare incertezze che frenano gli investimenti. “Quale imprenditore può investire milioni senza sapere se un sindaco bloccherà l’apertura di una sala?”, ha chiesto, auspicando che il lavoro della Conferenza Stato-Regioni e del Governo porti rapidamente a un quadro uniforme.
Fisico, online e nuove tecnologie: “Il progresso va governato”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra gioco fisico e gioco online, anche alla luce delle evoluzioni tecnologiche. De Bertoldi ha richiamato alcune dichiarazioni sul futuro del settore, tra metaverso e nuove modalità digitali, invitando però a una riflessione.
“Il progresso non si può fermare, ma va governato”, ha affermato, sollevando interrogativi sull’impatto sociale di uno spostamento sempre più marcato verso il gioco online e virtuale. In particolare, ha posto l’accento sui rischi in termini di controllo delle dipendenze e di isolamento, soprattutto tra i giovani.
Accanto al tema sociale, quello economico: secondo quanto ricordato nel dibattito, il gettito derivante dal gioco online sarebbe sensibilmente inferiore rispetto a quello del gioco fisico. Da qui la domanda politica: quale modello intende privilegiare la riforma?
Concessioni e concentrazione: timori sulle indiscrezioni
Ampio spazio è stato dedicato anche alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sulla possibile riduzione dei punti gioco fisici, sull’aumento dei costi delle concessioni e su un eventuale innalzamento delle soglie di concentrazione dal 25% fino al 35-40%.
De Bertoldi ha parlato al condizionale, sottolineando di non avere certezze sui contenuti definitivi del provvedimento, ma ha evidenziato le possibili criticità: rischi di contenzioso sul piano della concorrenza, penalizzazione delle piccole e medie imprese territoriali e ulteriore concentrazione del mercato a vantaggio dei grandi operatori.
“Se queste ipotesi fossero confermate – ha osservato – occorrerebbe interrogarsi sulle conseguenze per il tessuto imprenditoriale e per l’interesse pubblico”.
“Il Parlamento torni protagonista”
Il senso politico dell’iniziativa, nelle parole del presidente di LCD, è chiaro: riportare il Parlamento al centro del confronto. “Negli ultimi decenni il Parlamento ha progressivamente perso centralità – ha detto – dobbiamo recuperare il suo ruolo, discutendo prima le riforme e ascoltando chi ne sarà direttamente coinvolto”.
Da qui l’appello al Governo a intensificare il dialogo con operatori, associazioni di categoria e forze politiche di opposizione, per costruire un testo che tenga insieme tutela della salute, legalità, sostenibilità economica e salvaguardia dell’occupazione.







