Un invito a cambiare prospettiva. È questo il filo conduttore dell’intervento del deputato della Lega, Giulio Centemero (in foto), che nel corso del convegno “Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi a tutela di legalità, giocatori, imprese, occupazione ed entrate erariali”, organizzato alla Camera da LCD – Liberali Cristiano Democratici (Gruppo parlamentare Lega), ha scelto di non ripercorrere i temi già affrontati, ma di introdurre due chiavi di lettura meno consuete: la dimensione sociale della solitudine e la necessità di aggiornare il concetto fiscale di “stabile organizzazione”.
Centemero ha esordito ricordando come il dibattito sul gioco non possa essere ridotto esclusivamente alla contrapposizione tra libertà economica e tutela sanitaria. “Si è parlato molto di dipendenze – ha osservato – ma c’è un fenomeno strisciante di cui si parla poco: la solitudine, che si sta diffondendo in maniera esponenziale soprattutto nelle grandi città”.
Il riferimento è in particolare ai giovani adulti. “Vengo da Milano – ha spiegato – e vedo una fascia sempre più ampia di giovani che si sente sola. In questo contesto, i presìdi fisici di qualsiasi tipo diventano sempre più importanti”. Non solo luoghi di consumo, dunque, ma spazi di aggregazione. L’esempio, provocatorio ma significativo, è quello delle sedi di partito: “Abbiamo sbagliato anche noi, come partiti, a chiudere le sedi che erano punti di aggregazione”.
Il ragionamento si estende anche al comparto del gioco. Senza negare l’esistenza e la diffusione dell’online, Centemero ha sottolineato la necessità di un bilanciamento tra canale digitale e fisico. “Non dico che l’online non debba esistere, ma serve equilibrio. E soprattutto dobbiamo portare avanti una serie di valori”. Il rischio, implicitamente, è che una digitalizzazione spinta elimini presenze territoriali che svolgono anche una funzione sociale.
Il secondo punto toccato dal deputato leghista riguarda invece un nodo strutturale del sistema fiscale: la definizione di “stabile organizzazione”. Riprendendo un passaggio già evocato nel dibattito, Centemero ha richiamato l’esempio del negozio di scarpe fisico rispetto alla vendita online. “Il vero tema – ha affermato – è che il concetto di stabile organizzazione è legato a un’economia che quasi non esiste più”.
Secondo il parlamentare, le regole fiscali attuali sono state pensate in un contesto precedente all’avvento dei grandi colossi digitali globali. “Il concetto di stabile organizzazione è stato definito ben prima che arrivassero sul mercato europeo e globale realtà come Amazon. È normale che questi soggetti costino meno, siano più performanti e finiscano per generare una concorrenza sostanzialmente sleale nei confronti degli operatori domestici”.
Per Centemero, quindi, la questione non si esaurisce nel dibattito sulla Web tax o sulle aliquote finali, ma richiede una ridefinizione più profonda dei concetti economici e, di conseguenza, fiscali. Finché un operatore può agire senza una stabile organizzazione in Italia, la sua pressione fiscale resterà strutturalmente inferiore rispetto a chi opera fisicamente sul territorio.
Il deputato ha poi richiamato la propria esperienza parlamentare, ricordando come nel 2018, con l’avvio della legislatura che vedeva Lega e Movimento 5 Stelle al governo, il tema del gioco fosse al centro di un confronto molto acceso tra forze politiche con visioni opposte. “Oggi quel dibattito si è un po’ sopito – ha osservato – e iniziative come questa sono utili per riaprire un confronto che non deve dimenticare nessuna parte della società”.
Infine, un richiamo all’approccio “olistico” alle politiche pubbliche. Centemero ha ricordato la propria esperienza professionale nel campo della consulenza fiscale e delle operazioni di M&A, citando le difficoltà legate all’introduzione del PREU e gli effetti indiretti che alcune scelte politiche sul gioco hanno avuto su intere filiere economiche, come quella dell’ippica. “Non dobbiamo mai osservare un fenomeno come isolato”, ha concluso, invitando a considerare le ricadute economiche e sociali in modo integrato.
Un intervento che ha riportato al centro due questioni di fondo: il ruolo dei luoghi fisici in una società sempre più digitale e la necessità di aggiornare le categorie fiscali a un’economia profondamente trasformata.







