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Lauro, ottenere norme antimafia in materia di gioco

In: Personaggi, Politica

9 aprile 2013 - 09:21


lauro_raffaele

(Jamma) “Sono orgoglioso della mia non ricandidatura”. Così il senatore uscente del Pdl Raffaele Lauro, promotore del movimento ‘No azzardo. Salviamo l’Italia’, intervenendo ieri nel dibattito su criminalità e gioco d’azzardo a Brontolo, su Rai Tre. “Non assolvo nessun partito politico e nessun gruppo dirigente – ha spiegato Lauro – sono tutti colpevoli. Il gioco d’azzardo è diventato una questione nazionale, perché è la metafora di tutti i problemi di illegalità, dell’inefficienza dello Stato e della subordinazione di Stato, partiti e uomini politici a interessi di lobby e di parte”.
“Come Movimento – ha concluso – Ci proponiamo di ottenere almeno le norme antimafia sulle quali si tirò indietro il governo Monti. Il ministro Balduzzi preparò alcune norme, che erano acqua fresca in confronto a quelle della Commissione antimafia ma comunque erano un passo avanti, ma neanche quelle sono passate”.

Il blogger Natale De Gregorio ha intervistato Lauro sul neonato Movimento. Di seguito l’intervista integrale

“NO ALL’AZZARDO – Salviamo l’Italia”, movimento frutto della lunga battaglia da lei intrapresa negli ultimi anni contro la criminalità e il gioco d’azzardo. Come lo colloca nel turbolento contesto politico italiano?

Gli otto punti di Berlusconi sono irrealizzabili sul piano finanziario e rappresentano soltanto il manifesto propagandistico del PdL, per la prossima campagna elettorale. Il nuovo ed ultimo inganno berlusconiano. Manca, inoltre, per un sano sviluppo dell’economia nazionale, qualsiasi riferimento alla lotta alle mafie, alla criminalità economica, all’evasione fiscale e al gioco d’azzardo, che, nel silenzio generale, stanno devastando e divorando il nostro paese. Anche il PD ed il M5S continuano sostanzialmente ad ignorare, nei loro programmi, la gravità della situazione, determinata dal gioco d’azzardo. I parlamentari M5S hanno presentato una meritoria interrogazione parlamentare. Poca cosa. Vadano a recuperare le relazioni dell’antimafia, da me ispirate, e troveranno tutto per legiferare, a partire dalle norme antimafia, da applicare ai concessionari, agli amministratori ed ai gestori del settore. Il Movimento, da me promosso, sarà un pungolo implacabile nei confronti del futuro governo, quando ci sarà, e di questo parlamento, se sopravviverà. Altrimenti non resterà che impegnarsi direttamente, alle prossime elezioni politiche.    

Quali sono i temi principali che il nuovo Movimento affronterà?

L’Italia è un paese in pericolo. La nostra è diventata una repubblica dell’azzardo, non solo in termini di gioco. L’azzardo è la metafora di tutti i mali del nostro paese, che stanno stritolando il popolo italiano, come appare nell’allegato logo del Movimento: azzardo, mafie, caste, privilegi, tasse, evasione fiscale, debito pubblico e chi più ne ha, più ne metta. Un baratro, al quale le persone di buona volontà devono porre rimedio, con un impegno politico diretto.

Ha già idea di quali saranno i primi provvedimenti che proporrà al nuovo governo?

Al nuovo governo, proporrò le stesse norme, contenute nei miei disegni di legge ed in quelli dei senatori Li Gotti e De Sena, indicati all’unanimità dall’antimafia ed insabbiati, sia alla Camera che al Senato. Poi, indicheremo altre norme sul gioco d’azzardo on-line.

Il PdL e il governo Monti hanno più volte glissato sui progetti di legge proposti da lei, tesi a contrastare il gioco d’azzardo in Italia. Come giudica questo comportamento? Ciò ha avuto conseguenze nei suoi rapporti con il PdL?

Il PdL non ha mai contrastato apertamente le mie iniziative ed i miei interventi (tutti i gruppi, peraltro, hanno votato all’unanimità, sulle proposte dell’antimafia, nell’Aula del Senato). Poi  è stato insabbiato l’iter legislativo, nonostante la dichiarazione d’urgenza, anch’essa votata all’unanimità dal Senato. Il governo Monti, inoltre, ha scritto la pagina più vergognosa di questa legislatura, introducendo prima, in un decreto legge, ed accettando di ritirare, poi, nell’iter parlamentare, le norme antimafia per la trasparenza proprietaria delle società concessionarie e dei gestori del gioco d’azzardo. Il PdL, escludendomi dalle liste (cosa che ho molto gradito!), con il pretesto della mia età (Berlusconi ha dieci anni più di me!), ha confessato, di fatto, di aver “subito”, in silenzio, la mia azione politico – parlamentare. Non è un caso che tutti i senatori ed i deputati, in prima linea contro il gioco d’azzardo, di tutti i partiti, siano stati esclusi dalla nuova legislatura o non rieletti. I ricchi contratti pubblicitari per le reti televisive, pubbliche e private, e per i grandi organi di stampa, hanno pesato molto su queste esclusioni. D’altro canto, io prevedevo che accadesse questo, per rompere il cerchio delle ipocrisie politiche, dell’omertà istituzionale, degli interessi personali e di gruppi di potere, collegati al gioco.

”NO ALL’AZZARDO – Salviamo l’Italia” ha idee anche a livello locale, nel contesto Penisola Sorrentina?

Senza nuovi ed efficaci poteri ai sindaci, per ora si può fare ben poco. Al momento, bisogna affidarsi al controllo continuo delle forze dell’ordine, già in atto, in attesa delle nuove norme di regolamentazione. Come ho paventato in Aula, in un mio intervento, rintracciabile su youtube, l’ignavia e l’inerzia della classe politica potrebbero portare ad una ribellione popolare contro le slot machines, come accadde, a New York, negli anni ’30, ad opera del coraggioso sindaco Fiorello La Guardia.

Tre proposte per contrastare il gioco d’azzardo in Penisola.

Prevenzione, prevenzione, prevenzione, a livello di trasparenza delle amministrazioni locali e di impegno delle istituzioni scolastiche e delle associazioni culturali ad informare cittadini e giovani sui pericoli del gioco d’azzardo, che produce anche un intorno criminale, a partire dall’usura, dal riciclaggio e dallo spaccio della cocaina.

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