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Lannutti (IdV): ‘Monti, perché non è stato ancora adottato il decreto legge atto a prevenire il gioco d’azzardo patologico?’

In: Politica

16 febbraio 2012 - 10:52


lannutti

(Jamma) Nella seduta di ieri il senatore dell’Italia dei Valori ha interrogato il ministro dell’Economia e delle Finanze per sapere le ragioni che non hanno consentito l’adozione del comma 23 dell’art. 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, il quale prevede che “Ai fini del miglior conseguimento degli obiettivi di tutela del giocatore e di contrasto ai fenomeni di ludopatia connessi alle attività di gioco, il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nell’ambito degli ordinari stanziamenti del proprio bilancio, avvia, in via sperimentale, anche avvalendosi delle strutture operative del partner tecnologico, procedure di analisi e verifica dei comportamenti di gioco volti ad introdurre misure di prevenzione dei fenomeni ludopatici”, i tempi necessari all’adozione del richiamato provvedimento, le somme stanziate e le risorse disponibili per curare chi versa in stato di ludopatia e quali risultino essere i programmi e le linee d’azione conseguenti e necessari a contrastare il fenomeno della ludopatia.

 

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

Premesso che nell’ambito del fenomeno legato direttamente e/o indirettamente al gioco d’azzardo patologico nel 2010 si è prodotto un volume d’affari di 61,5 miliardi di euro, coinvolgendo 30 milioni di giocatori e impegnando 120.000 lavoratori distribuiti in quasi 20.000 aziende di produzione e servizi; i concessionari sono 1.500, di cui dieci detengono la metà del fatturato. Nel 2011 la raccolta dei primi undici mesi (69,5 miliardi) conferma il trend positivo (+26,36 per cento) rispetto al medesimo periodo 2010 (55 miliardi);

in Italia si stimano circa 30.000.000 di utenti dei giochi pubblici con vincita in denaro e tra loro si stimano circa 2.000.000 di persone afflitte da ludopatia;

le informazioni a disposizioni degli utenti, utili per destreggiarsi nel mondo del gioco con consapevolezza, sono mediocri;

la ricerca Nomisma evidenzia come la percezione degli italiani rispetto alla disponibilità di informazioni adeguate sul gioco e le sue possibili implicazioni negative sia assolutamente carente (53 per cento), soprattutto riguardo alla possibilità di dipendenza da gioco, e che l’86 per cento degli italiani richiedono più informazioni sui rischi connessi al gioco e ritengono insufficiente l’opera di sensibilizzazione sinora attuata;

l’offerta di giochi rischia di presentare un incremento di rischi di deriva di tipo problematico o patologico: l’aumento di richieste di aiuto a servizi pubblici o privati da parte di giocatori o loro familiari, lo sviluppo di forme di auto-aiuto, il crescente allarme sociale legato a fatti di cronaca ed al crescente fenomeno dell’usura in parte imputabile al gioco, ne sono una dimostrazione;

quanto ai dati relativi al ruolo che gli adolescenti acquisiscono in questo scenario, secondo l’indagine del 2009 a cura dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Centro nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa questo fenomeno, che va dai gratta e vinci, alle lotterie istantanee, alle scommesse sportive, fino al lotto e superenalotto, è in crescita e interessa circa la metà degli studenti italiani, con un incremento maggiore tra le ragazze. Sarebbero 550.000 i minorenni secolarizzati a scommettere illegalmente con la speranza di arricchirsi facilmente; dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi è aumentata dal 40 per cento al 47 per cento;

dalla ricerca risulta che ai primi tre posti si trovano i locali pubblici non dedicati come bar, tabaccherie, pub (32 per cento), gioco on line (20 per cento) e sale scommesse (12 per cento). Il gioco virtuale (Internet , telefono cellulare) è utilizzato nel 7 per cento dei casi, anche se una quota del gioco praticato nelle case private avviene tramite web;

nel 2011 la spesa degli italiani per il gioco pubblico è stata di 76,6 miliardi di euro con un incremento del 24 per cento sull’anno precedente. L’Erario ha incassato 9,3 miliardi;

considerando la nuova tassazione del 6 per cento prevista sulle vincite oltre 500 euro, e l’entrate per l’Erario potrebbero superare nel 2012 i 13 miliardi di euro;

va sottolineato che su 76,6 miliardi giocati le vincite ammontano a 57,5 miliardi, quindi il margine Erario/concessionari è di 19,10 miliardi, il 33,2 per cento delle vincite;

desta preoccupazione il gioco digitale (Skill games, Poker online, casino) che ha goduto di un incremento del 170 per cento rispetto all’anno precedente;

considerato che:

il comma 70 dell’art. 1 della legge n. 220 del 2010 stabilisce: “Con decreto interdirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute sono adottate, d’intesa con la Conferenza unificata, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo”;

il comma 23 dell’art. 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, prevede che “Ai fini del miglior conseguimento degli obiettivi di tutela del giocatore e di contrasto ai fenomeni di ludopatia connessi alle attività di gioco, il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nell’ambito degli ordinari stanziamenti del proprio bilancio, avvia, in via sperimentale, anche avvalendosi delle strutture operative del partner tecnologico, procedure di analisi e verifica dei comportamenti di gioco volti ad introdurre misure di prevenzione dei fenomeni ludopatici”;

risulta all’interrogante che dal dicembre 2011 il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato, alle Regioni e agli altri Ministeri interessati, che al momento ritiene opportuno soprassedere circa l’esame del previsto decreto;

l’istruttoria avviata in sede di Conferenza Unificata è quindi per il momento ferma e il Ministero dell’economia non ha fornito una tempistica per lo sblocco dell’esame del decreto da parte della Conferenza;

sono decorsi i 60 giorni di cui alla citata legge n. 220 del 2010 (art. 1, comma 70) e non risultano avviate le procedure di analisi e verifica di cui al citato comma 23 dell’art. 24 del decreto-legge n. 98 del 2011;

pur prendendo atto della decisione del Ministro in indirizzo ogni ulteriore ritardo nell’adozione del decreto de quo determina l’aumento del numero di giocatori d’azzardo patologico, con grave danno alle casse dello Stato sia in termini economici che di impiego delle risorse disponibili per sostenere e curare chi versa in stato di ludopatia conclamata,

si chiede di sapere:

quali risultino essere le ragioni che dal novembre 2011 ad oggi non hanno consentito l’adozione del decreto di cui in premessa;

quali risultino essere i tempi necessari ai fini dell’adozione del richiamato provvedimento;

quali risultino essere le somme stanziate e le risorse disponibili e quelle ulteriori destinate alla prevenzione del fenomeno del cosiddetto gioco d’azzardo patologico e, specificatamente, per quel che concerne la prevenzione per i minori degli anni 18 anche in considerazione dell’inspiegabile ritardo nell’adozione di un provvedimento “sul tavolo” oramai da mesi;

quali risultino essere i programmi e le linee di azione conseguenti e necessari a contrastare il fenomeno della cosiddetta ludopatia.

 

 

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