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Lannutti (Idv): ‘Grilli, quali sono le garanzie di solidità economica e finanziaria della Snai?’

In: Personaggi, Politica

18 gennaio 2013 - 11:46


lannutti

San Martino (Ve). Il sindaco si rivolge al prefetto per chiedere sostegno contro il gioco d’azzardo

 

(Jamma) Il senatore dell’Italia dei valori Elio Lannutti in un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze chiede al Governo “Quali garanzie di solidità economica e finanziaria fornisca Snai SpA con 350 milioni di euro di debiti e con 40 milioni di euro di perdite già nel 2011″ e “se corrisponda al vero che stia per avviarsi il progetto di valorizzazione immobiliare dell’area dell’ippodromo di San Siro a Milano, nonostante la società abbia dovuto sospendere le attività ippiche per la forte contrazione del business e se il Governo non ritenga che questo rappresenti un puro azzardo speculativo per ridurre il divario tra l’alto prezzo d’acquisto delle azioni Snai da parte dei due fondi d’investimento e i relativi minimi storici toccati dalle quotazioni”.

Lannutti ricorda poi che “a fine ottobre le azioni di Snai perdevano in maniera consistente tanto che il valore della società era di 86 milioni di euro, a fronte di oltre 350 milioni di euro di debiti e di perdite 2011 per 40 milioni di euro”, e che “al 30 giugno 2012, «causa lo slittamento della data per il pagamento dell’imposta sulle scommesse, i debiti erano momentaneamente scesi a 337 Milioni di Euro. Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit potrebbe chiedere a Snai S.p.A. il rientro di quei debiti e la Società fallirebbe». Ma c’è da chiedersi come potrebbe il C.d.A. Unicredit «chiedere il rientro a una società che lui stesso ha fatto acquistare a persone come Bonomi, Benetton, Generali & Co., cui ha fornito i soldi per l’operazione, essendo coinvolta (la stessa Banca) anche nella pratica Cogetech (220 Milioni di Euro di multa per le slot – machines – 200 Milioni per Snai) con uno dei protagonisti»”. Lannutti inoltre sottolinea che “l’organo di controllo deve provvedere a vigilare sugli istituti bancari affinché, pur nel rispetto dell’autonoma valutazione del rischio del credito, non continuino, da una parte, ad adottare misure restrittive nei confronti della concessione del credito ai risparmiatori, e, dall’altra, a sperperare denaro con gestioni eccessivamente dispendiose avvantaggiando unicamente i vertici”;

tuttavia “la Consob non è mai intervenuta sulla situazione e questo silenzio dell’Autorità ha contribuito ad istigare il mercato del “parco buoi” al massacro, per tenere in vita oltre ogni limite una società fallita, e per salvare da qualche indagine seria UniCredit”.

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