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La Lega Nord chiede di aumentare i poteri speciali dell’esecutivo sulle case da gioco

In: Casinò, Politica

12 aprile 2012 - 09:54


fugatti

(Jamma) Mentre prosegue la discussione del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 21 del 2012 riguardante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, dalla Lega Nord gli onorevoli Maurizio Fugatti (nella foto) e Claudio D’Amico chiedono che le norme previste dall’articolo 1 si applichino anche alle case da gioco.

Riprendendo quanto dichiarato dai tecnici del Servizio Studi nel dossier di documentazione: “Nello specifico l’articolo 1 del decreto attualmente reca la nuova disciplina dei poteri speciali esercitabili dall’esecutivo rispetto alle imprese operanti nei comparti della difesa e della sicurezza nazionale.

 In sintesi, per effetto delle norme in commento, alla disciplina secondaria (decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) saranno affidate le seguenti funzioni:

–   individuazione di attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale in rapporto alle quali potranno essere attivati i poteri speciali;

–   concreto esercizio dei poteri speciali;

–   individuazione di ulteriori disposizioni attuative.

Nel corso dell’esame in sede referente sono stati inseriti un termine per l’emanazione dei DPCM pari a 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, da trasmettere contestualmente alle Commissioni parlamentari competenti.

E’ stato inoltre chiarito che i DPCM individuano le tipologie di atti o operazioni all’interno di un medesimo gruppo esclusi dalla disciplina in esame.

Le norme fissano puntualmente il requisito per l’esercizio dei poteri speciali nei comparti della sicurezza e della difesa, individuato nella sussistenza di una minaccia (non più “effettiva”, secondo le modifiche intervenute in sede referente) di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.

L’esecutivo potrà imporre specifiche condizioni all’acquisto di partecipazioni in imprese strategiche nel settore della difesa e della sicurezza;

potrà porre il veto all’adozione di delibere relative ad operazioni straordinarie o di particolare rilevanza, ivi incluse, secondo le integrazioni introdotte in sede referente, le modifiche di clausole statutarie eventualmente adottate ai sensi dell’articolo 2351, terzo comma, del codice civile (vale a dire l’introduzione di limiti al diritto di voto condizionati al raggiungimento di una misura massima di possesso azionario), ovvero introdotte ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332 (limite massimo di possesso azionario pari al 5 per cento);

potrà opporsi all’acquisto di partecipazioni, ove l’acquirente arrivi a detenere un livello della partecipazione al capitale in grado di compromettere gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale.

Sono puntualmente disciplinati gli aspetti procedurali dell’esercizio dei poteri speciali e le conseguenze che derivano dagli stessi o dalla loro violazione. Nel corso dell’esame in sede referente, è stata altresì prevista la nullità delle delibere adottate con il voto determinante delle azioni o quote acquisite in violazione degli obblighi di notifica nonché delle delibere o degli atti adottati in violazione o inadempimento delle condizioni imposte.

I decreti che individueranno le attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale – in relazione alle quali potranno essere attivati i poteri speciali – dovranno essere aggiornati almeno ogni tre anni.

A seguito delle modifiche approvate in sede referente, le disposizioni attuative, anche con riferimento alla definizione, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, delle modalità organizzative per lo svolgimento delle attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali, sono emanate con regolamento, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti”.

 

Dalla Lega Nord la proposta di aumentare i poteri speciali sugli assetti societari anche alle case da gioco

 

 

 

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