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La Commissione Igiene e sanità approva il ddl Barbolini ma con alcune osservazioni

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Politica

25 luglio 2012 - 09:55


barbolini

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(Jamma) La Commissione Igiene e sanità, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge Barbolini recante “disposizioni in materia di gioco d’azzardo, per la trasparenza e il controllo del mercato dei giochi, la prevenzione e il contrasto delle ludopatie” ha espresso parere favorevole ma con le seguenti osservazioni:

1) nell’articolo 1, recante «Oggetto e finalità» si dovrebbe inserire il riferimento esplicito alla prevenzione e valutare l’opportunità di specificare che le misure si rivolgono anche ai familiari dei giocatori.

2) Con riferimento al titolo del disegno di legge ed agli articoli 2 e 3, si rileva fin da subito l’inappropriatezza del termine ludopatia, espressione non scientifica di un fenomeno che più propriamente occorre denominare Gioco d’azzardo Patologico (GAP). Quest’ultima, infatti, è la dizione internazionale universalmente recepita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e accettata dalla comunità scientifica nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) dell’American Psychiatric Association.

Di conseguenza, si dovrebbe sostituire il termine ludopatia in tutte le disposizioni in cui compare.

3) Si rileva che la procedura (di cui all’articolo 3, comma 3) per l’inserimento dei disturbi da gioco d’azzardo patologico nell’ambito di applicazione dei livelli essenziali di assistenza non contempla alcun ruolo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e del Ministero dell’economia e delle finanze.

Si tratta di una lacuna da colmare, con l’ulteriore rilievo che, pure in tale ipotesi, i programmi di cura e riabilitazione dovrebbero essere indirizzati anche a sostegno e tutela dei familiari dei giocatori patologici.

4) Con riferimento all’articolo 3, comma 4, in ordine alla certificazione del disturbo, dalla formulazione del testo si evincerebbe che ciascuna regione debba individuare un soggetto nuovo, ossia i presidi regionali convenzionati con i dipartimenti di salute mentale (DSM). Sarebbe opportuno inserire tale competenza tra quelle spettanti agli attuali servizi territoriali per le dipendenze (SerD), ricomprendendo la patologia da gioco d’azzardo. Si potrebbe, inoltre, valutare la possibilità di non coinvolgere i dipartimenti di salute mentale, in quanto il gioco patologico non e` un problema di salute mentale, ma di dipendenza.

Appare poi fondamentale che le prestazioni erogate ai soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico comprendano anche la terapia socio-sanitaria-educativa. In ultimo, si rileva che non si comprende il riferimento all’assistenza scolastica, che, pertanto, dovrebbe essere oggetto di una formulazione più chiara.

5) Con riguardo all’articolo 4, si osserva che le risorse possono essere reperite anche in altro modo, ad esempio abbassando il payout o destinando una percentuale di tutte le entrate erariali, da ripartire tra concessionari, Stato e giocatori, alla prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico.

6) All’articolo 5, per garantire una maggiore tutela della salute dei minori, si dovrebbe specificare che l’utilizzo di tessere per l’accesso ai giochi non esclude la responsabilità dei titolari degli esercizi pubblici.

7) Sembra opportuno specificare, nell’articolo 7, quali siano i soggetti istituzionalmente destinatari del rapporto dell’Osservatorio e che lo stesso sia presieduto dal Ministro della salute o da un suo delegato, prevedendo il coinvolgimento delle Regioni. Sarebbe, inoltre, opportuno attribuire all’Osservatorio funzioni di sorveglianza e di disciplina della pubblicità ed il compito di promuovere ricerche cliniche o progetti di prevenzione, cura o riabilitazione a carattere innovativo.

Si rileva poi che la Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia potrebbe essere denominata come «Rapporto annuale sulle dipendenze da sostanze, da gioco e comportamentali», raccogliendo anche i rapporti redatti dall’Osservatorio nazionale.

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