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La Camera delibera indagine conoscitiva sulla ludopatia

In: Politica

23 febbraio 2012 - 09:33


montecito

Jamma

 

(Jamma) Il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, ha proposto di deliberare lo svolgimento di un’indagine conoscitiva sulla ludopatia. L’indagine, che dovrebbe concludersi entro il 31 luglio 2012, prevede lo svolgimento di missioni sulle questioni che la Commissione riterrà di maggiore interesse e l’audizione di numerosi soggetti interessati al problema: i ministri della Salute, del Lavoro e della Giustizia, assessori regionali della salute e delle politiche sociali, Gruppo Abele, Associazione Libera, Caritas, CNCA, Associazione Papa Giovanni XXIII, Codacons, And (Azzardo e nuove dipendenze), Giocatori anonimi, ALEA (Associazione per lo studio dei giochi d’azzardo e dei comportamenti a rischio), CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’azzardo), Federserd – Federazione Italiana Operatori Servizi Dipendenze, SIIPAC (Società italiana per l’intervento sulle patologie compulsive), AUPI (Associazione unitaria psicologi italiani), AIPCP (Associazione italiana per la psicologia clinica e la psicoterapia), Ordine nazionale degli psicologi, fabbricanti e distributori di macchinette, docenti universitari, ricercatori ed esperti della materia, anche nell’ambito della pubblica amministrazione. L’obiettivo dell’indagine conoscitiva è “avere un quadro chiaro e quanto più possibile esaustivo della problematica, acquisire dati obiettivi ed aggiornati per poter fornire al legislatore elementi informativi utili ai fini della predisposizione di iniziative legislative volte ad introdurre una normativa adeguata in materia, individuare l’incidenza del gioco sulle varie fasce della popolazione, con riferimento agli aspetti sociali e sanitari del fenomeno; individuare gli elementi della patologia della dipendenza da gioco e le sue possibili cure, anche al fine di indirizzare il Governo a valutare la possibilità di inserire nei LEA tale patologia”. L’indagine, inoltre, “parte dalla considerazione che dal 2002, cioè da quando il gioco d’azzardo in Italia è gestito legalmente da AAMS, molti aspetti del contesto sociale ed economico sono mutati: a fronte di uno spaventoso ed esponenziale incremento delle offerte di gioco in ogni luogo e con ogni modalità (da una a tre estrazioni del lotto, nuovi giochi come il Superenalotto, il Gratta e vinci, Win for life, o il 10 e lotto) e al corrispondente aumento dei soldi spesi dagli italiani per giocare (nel 2002 erano 17,32 miliardi di euro e nel 2010 sono diventati 61 miliardi di euro), la crisi economica mondiale ha portato in Italia maggiore insicurezza e difficoltà economiche a carico delle famiglie, che sempre più faticosamente arrivano alla fine del mese, e dei giovani che faticano a trovare lavoro o, se lo trovano, è nella maggior parte dei casi precario e sottopagato. Il fenomeno del gioco d’azzardo legale in Italia sta assumendo, dunque, dimensioni amplissime, che investono ogni sfera della vita delle famiglie.Come evidenziato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminose, anche straniere, il fenomeno della ludopatia, della dipendenza da gioco rappresenta un costo sociale molto elevato che conduce all’impoverimento delle famiglie costrette da una vera e propria malattia a mettere in discussione la propria sopravvivenza economica”.

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