Il settore del gioco online sempre più nel dibattito europeo sulle nuove risorse finanziarie dell’Unione. È quanto emerge da alcuni passaggi dell’intervento della presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo, Iratxe García Pérez, durante un confronto con la stampa dedicato ai temi della competitività europea, delle politiche sociali e del bilancio comunitario.
Nel suo intervento, García Pérez ha affrontato il tema delle future entrate dell’Unione Europea, sostenendo la necessità di costruire un sistema di risorse “durabili, prevedibili e resilienti”, capace di sostenere le politiche europee senza scaricare ulteriori costi sui cittadini. In questo contesto, la leader socialista ha citato anche il comparto dei giochi online e delle scommesse.
Il riferimento arriva parlando della proposta avanzata dal gruppo dei Socialisti e Democratici di introdurre nuovi contributi europei su alcuni grandi settori economici e digitali, tra cui le Big Tech e il gaming online. García Pérez ha spiegato che anche una percentuale minima applicata al settore dei giochi online potrebbe generare entrate molto significative per l’Europa.
Secondo quanto emerso nel dibattito interno ai Socialisti europei, l’ipotesi allo studio sarebbe quella di un prelievo dell’1% sul comparto del gioco online, misura che potrebbe garantire un gettito stimato attorno ai 400 milioni di euro annui a livello europeo. Un’ipotesi che inserisce per la prima volta il gambling digitale tra le possibili nuove “risorse proprie” dell’Unione.
“Se prendiamo i giochi d’azzardo, anche una piccola percentuale produce milioni di euro”, ha affermato García Pérez, collegando il tema alla necessità di finanziare politiche sociali europee, sostegno al welfare e interventi sul costo della vita.
Il passaggio assume particolare rilevanza perché inserisce il settore del gambling online all’interno del dibattito politico sulle cosiddette “risorse proprie” dell’Unione Europea, cioè nuove forme di finanziamento diretto del bilancio comunitario. Un tema destinato a diventare centrale nei prossimi anni, soprattutto alla luce delle nuove esigenze di spesa legate alla difesa, alla transizione industriale, all’energia e alle politiche sociali.
Nel suo discorso, García Pérez ha insistito sulla necessità di mantenere una dimensione sociale all’interno del mercato unico europeo, sostenendo che competitività e tutela dei lavoratori debbano procedere insieme. “La vera competitività non può basarsi sulla deregolamentazione o sull’abbassamento degli standard sociali”, ha dichiarato, criticando l’idea di accelerare alcune riforme sacrificando le garanzie sociali e del lavoro.







