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Ippica. Pd e Idv impegnano il Governo ad individuare nuove forme di finanziamento e una riforma organica del settore

In: Politica

23 febbraio 2012 - 15:23


ippicacorsa

(Jamma) Non solo l’onorevole Marinello si è interessato all’ippica,  ma questa mattina anche 13 deputati del PD hanno presentato un ordine del giorno con il quale impegnano il Governo a recuperare o individuare nuove forme di finanziamento per l’anno 2012 da destinare al settore ippico.

 

Di seguito il testo dell’ordine del giorno presentato dagli onorevoli Brandolini, Oliverio, Zucchi, Agostini, Marco Carra, Fiorio, Cenni, Servodio, Mario Pepe (PD), Cuomo, Sani, Trappolino e Marrocu.

Premesso che:

l’ordine del giorno 9/4865-AR/69, presentato in fase di prima lettura del presente provvedimento, denunciava la situazione di crisi drammatica del mondo dell’ippica che rischia la chiusura delle attività a causa della drastica riduzione, per il 2012, dello stanziamento che l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI, ex UNIRE) destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi;

la prospettiva è quella di migliaia di persone private di lavoro e quindicimila cavalli da destinare al macello con effetti disastrosi sull’indotto e con l’impossibilità da parte dello Stato di introitare, come è avvenuto nel 2011, circa 180 milioni di euro di imposte;

in tale occasione il Governo si era impegnato « a valutare l’opportunità di assicurare anche per l’anno 2012 il necessario finanziamento al settore ippico prorogando l’applicazione delle disposizioni legislative che gli attribuiscono quota parte delle entrate derivanti dai giochi e le scommesse pubbliche ovvero, in caso contrario, ad individuare nuove fonti di finanziamento che consentano l’effettiva trasformazione e ristrutturazione del settore per il superamento della crisi che investe l’intera filiera e garantire un orizzonte pluriennale alle componenti maggiormente qualitative della stessa »;

in particolare, l’impegno, che non ha avuto applicazione, era di trovare una soluzione condivisa e sostenibile da inserire nel testo del decreto-legge in esame durante il suo iter al Senato,

impegna il Governo

a superare le cause che fino ad oggi non hanno consentito di recuperare anche per l’anno 2012 il necessario finanziamento per il settore ippico nelle modalità indicate dall’ordine del giorno n. 9/4865-AR/69, già accolto in sede di prima lettura del presente provvedimento.

 

 

Anche l’Idv si è interessata all’ippica e nella giornata odierna ha presentato un odg con il quale impegna il Governo ad adottare le opportune iniziative normative per una riforma organica del settore ippico, anche prevedendo una diversa ripartizione della posta di gioco delle scommesse ippiche, nonché mettendo in atto un intervento sostanziale, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali presso altre amministrazioni, volto a prevedere la soppressione dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico – ex UNIRE, facendo subentrare nei rispettivi compiti ed attribuzioni il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dell’economia e delle finanze.

Di seguito il testo dell’odg presentato dagli onorevoli dell’Idv Di Stanislao, Di Giuseppe, Messina e Rota

Premesso che:

l’articolo 29 comma 12-bis del provvedimento in esame, modifica dal 1° marzo 2012 il termine di pagamento dell’imposta unica sulle scommesse ippiche e sulle scommesse su eventi diversi dalle corse dei cavalli che attualmente viene versata il mese successivo a quello di riferimento. Vengono previsti 4 versamenti (31 agosto, 30 novembre, 20 dicembre, 31 gennaio – relativamente al solo mese di dicembre);

non risulta nessuna riduzione del gettito di competenza (circa 370 milioni) ma solo oneri finanziari pari a 4 milioni per il 2012. La copertura è a spese del Fondo per interventi strutturali di politica economica, il grande fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze;

il settore ippico sta vivendo una fase di crisi, caratterizzata da aspetti tra loro diversificati e spesso contrastanti, che tuttavia, avendo ciascuno una specifica valenza non solo economica ma anche sociale, devono essere affrontati in modo approfondito e con l’attenzione che meritano.

In particolare, la crisi del settore dell’ippica, con la conseguente chiusura di numerosi ippodromi presenti sul territorio italiano, sta mettendo a rischio il futuro di 50.000 addetti ai lavori e di circa 15.000 cavalli;

sono note le criticità strutturali, gestionali e finanziarie dell’ex UNIRE (Unione nazionale incremento razze equine), oggi trasformato in Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI), la quale ormai destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi sempre meno risorse;

l’Unione nazionale incremento razze equine (UNIRE), istituita con regio decreto 24 maggio 1932, n. 624, è interessata ormai da tempo da una grave crisi finanziaria ed organizzativa;

le condizioni di profonda difficoltà del settore ippico vengono ormai da lontano, almeno da quando lo Stato, con il decreto del Presidente della Repubblica n. 168 del 1998 in attuazione della legge 23 dicembre 1996 n. 662, ha trasferito dall’UNIRE al Ministero dell’economia e delle finanze la gestione delle scommesse sulle corse dei cavalli senza la tutela e gli investimenti che sarebbero stati necessari per evitare la riduzione degli spettatori negli ippodromi e dei volumi di gioco come invece è avvenuto in altri Paesi;

il settore risente ormai da tempo di una carenza di direzione tecnica ed amministrativa sempre più critica aggravata dall’inadeguatezza dell’UNIRE ora ASSI con la legge del 15 luglio 2011, n. 111;

nel 2008, a fronte del forte calo delle entrate da scommesse, il settore ippico ha ottenuto dallo Stato un finanziamento pari a 150 milioni di euro;

considerato che:

in questi giorni vi sono state preoccupazioni e proteste su un doppio fronte, relativo, da una parte, alla protezione degli animali e, dall’altra, alla tutela dei lavoratori;

diverse associazioni animaliste hanno espresso il proprio parere sui possibili futuri sviluppi della situazione tenendo presenti differenti ambiti e prospettive, tra cui il pericolo di infiltrazione della criminalità nell’organizzazione di corse clandestine, i rischi per la salute derivanti dalla commercializzazione di carne proveniente da cavalli allevati per essere destinati a pratiche sportive e non al macello e la necessità di proteggere i cavalli dal rischio di strumentalizzazione da parte del settore ippico;

secondo i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale zoomafia della Lega anti vivisezione (LAV), il giro d’affari che ruota attorno a corse clandestine e truffe all’interno del settore ippico raggiunge annualmente la cospicua somma di 1 miliardo di euro, cifra derivante da affari criminosi che hanno portato a migliaia di sequestri di cavalli e denunce nel corso dell’ultimo decennio;

considerato altresì che:

la Corte di giustizia della Comunità europea, con sentenza del 13 settembre 2007, facendo seguito al ricorso della Commissione europea, relativamente al fatto che l’Italia aveva rinnovato 329 concessioni per l’esercizio delle scommesse ippiche senza previa gara d’appalto, venendo così meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del Trattato CE, ha sancito la violazione, da parte del nostro Paese, del principio generale di trasparenza nonché dell’obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità; ciò impone all’Italia di rivedere le modalità per l’attribuzione dei diritti per l’apertura di punti di vendita aventi come attività principale la commercializzazione e la gestione delle scommesse ippiche, nel pieno rispetto della sentenza suindicata;

i giochi pubblici su base ippica riguardano un settore, quale appunto quello delle corse dei cavalli, in cui purtroppo è abbastanza diffuso il ricorso illegale a sostanze dopanti somministrate agli animali, per aumentarne il rendimento e le prestazioni in gara; fenomeno forse ancora sottostimato e che necessita invece di una più capillare e costante azione di contrasto e di prevenzione,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative normative per una riforma organica del settore ippico, anche prevedendo una diversa ripartizione della posta di gioco delle scommesse ippiche, nonché mettendo in atto un intervento sostanziale, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali presso altre amministrazioni, volto a prevedere la soppressione dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico – ex UNIRE, facendo subentrare nei rispettivi compiti ed attribuzioni il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dell’economia e delle finanze.

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